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Sanità in Campania, il flop delle Case di Comunità: attivo meno dell’8%, fondi PNRR a rischio

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Le case e gli ospedali di comunità in Campania, semplicemente, sono ancora una chimera. Finanziati coi soldi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e con l’obiettivo di decongestionare i pronto soccorso, offrendo risposte diverse a seconda della gravità del bisogno, le  Case e gli ospedali di Comunità sono immaginati come una sorta di “hub” di prossimità dove il cittadino può trovare, in un unico luogo, medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e specialisti. Non sono strutture di ricovero, ma centri ambulatoriali aperti h12 o h24, pensati per la gestione delle patologie croniche, le vaccinazioni, i prelievi e il coordinamento con i servizi sociali.

Ad oggi, la Campania è un disastro: i dati Agenas rivelano che a metà 2025 non ve ne era nemmeno una attiva. Oggi, a Palazzo Santa Lucia, Roberto Fico, governatore della Campania, ha incontrato i manager delle sette Asl della Campania per fare il punto sullo stato della sanità campana e in particolare proprio su questo, ovvero lo stato di avanzamento delle attività relative a Case e Ospedali di comunità.

Questi i numeri: il progetto, finanziato dal Prr, prevede l’apertura e la messa in esercizio complessivamente di 214 strutture sanitarie sul territorio, 45 Ospedali di comunità cui si sommano 169 Case di comunità. La Regione Campania dice che 16 sono già in funzione e dotate delle attrezzature tecnologiche necessarie al loro pieno esercizio: 7 Case di comunità di tipo Hub, centri di riferimento h24 per una popolazione di 40/50mila abitanti, e 9 Case di tipo Spoke, articolazioni territoriali per garantire la continuità assistenziale. Tuttavia sono meno dell’8%, meno di una struttura su 13.

Dunque oggi è stata fatta una ricognizione sullo stato di realizzazione degli interventi strutturali delle sedi, anche gli aspetti di governance e le politiche di allocazione del personale necessario al funzionamento dei presidi. Sono stati toccati – brevemente e con la promessa di altri focus dedicati – altri punti riguardanti le Asl, come le liste d’attesa e i servizi.

Spiega Fico a consuntivo del vertice: «Stiamo lavorando ad un grande potenziamento della medicina territoriale, di prossimità. Gli ospedali devono tornare a essere centri di specializzazione, strutture da decongestionare grazie alla sinergia con la medicina territoriale e agli investimenti in soluzioni tecnologiche come la telemedicina.

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Il patto di sangue è rotto, San Giovanni torna l’inferno dei clan.

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NAPOLI – colpi secchi, sordi, esplosi in rapida successione nel cuore pulsante del Rione Villa, a San Giovanni a Teduccio. Mezzogiorno, l’ora in cui la città vive, lavora e, soprattutto, l’ora in cui i bambini dell’istituto comprensivo “Vittorino da Feltre” si preparano a tornare a casa. È in questo scenario di quotidiana normalità che è stato trucidato Salvatore De Marco, 34 anni, nipote del boss Ciro Rinaldi, meglio noto come “Mauè”.

L’agguato non è stato solo un’esecuzione, ma un brutale segnale di potere. I killer hanno agito con una precisione chirurgica e una spavalderia agghiacciante, incuranti della folla e della vicinanza alla scuola. De Marco è caduto sotto una pioggia di piombo che non gli ha lasciato scampo. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la rete di “specchietti” (i segnalatori) che hanno monitorato ogni suo movimento, consegnandolo al commando di morte.

Questo omicidio non è solo un fatto di sangue tra clan; è un nuovo e gravissimo allarme sicurezza per l’intera città. Quando la camorra torna a sparare alla luce del sole e in zone densamente frequentate, il messaggio è chiaro: lo Stato viene sfidato sul terreno della quotidianità.

Il timore degli inquirenti è che l’uccisione di De Marco possa riaprire ufficialmente il fronte della guerra tra i Rinaldi e i D’Amico (legati ai Mazzarella). Una faida storica che ciclicamente torna a bagnare di sangue le strade dell’area orientale, trascinando con sé la serenità di migliaia di cittadini onesti.

Non si può più parlare di “episodi isolati”. La sicurezza a Napoli sta scivolando verso una zona d’ombra dove il controllo del territorio sembra passare di mano tra lo Stato e le cosche. Sparare vicino a una scuola significa colpire il futuro, calpestare ogni senso di civiltà e dichiarare che nessun luogo è davvero “sicuro”.

Mentre le forze dell’ordine presidiano il Rione Villa nel tentativo di prevenire la risposta del clan Rinaldi, resta l’amarezza di una città che si ritrova a contare i bossoli sull’asfalto. La magistratura indaga sul movente, ma la condanna dei residenti è già unanime: Napoli non può e non deve tornare agli anni bui delle faide a cielo aperto.

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Regione Campania, approvato il bilancio: ecco come verranno spesi i 38 miliardi

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Il nuovo bilancio della Regione Campania per il 2026 è un piano di spese molto grande, che vale in tutto circa 38 miliardi di euro. Il Presidente Roberto Fico ha spiegato che questi soldi serviranno soprattutto per aiutare le persone che hanno più bisogno e per migliorare i servizi di tutti i giorni.

Ecco le novità principali:

Salute e ospedali: la maggior parte dei soldi, quasi l’ottanta per cento, viene usata per curare i cittadini e far funzionare bene gli ospedali e i centri medici in tutta la regione.

Scuola e famiglie: ci sono più aiuti per i genitori e per i ragazzi. Viene confermato il bonus per chi ha un secondo figlio e ci sono più soldi per avere gli psicologi direttamente nelle scuole. Inoltre, i bambini potranno fare sport gratis grazie a dei fondi apposta.

Trasporti e viaggi: la Regione ha deciso di dare più soldi per i pullman e i treni. Questo serve a far aprire nuove stazioni e a confermare i biglietti gratis per gli studenti che devono andare a scuola o all’università.

Ambiente e pulizia: sono stati messi da parte molti soldi per pulire dei terreni inquinati da tantissimo tempo, come quelli di Acerra e Mariglianella, così da rendere l’aria e la terra più sane per chi ci vive.

Cultura e teatri: vengono aiutati i cinema e i teatri. In particolare, è stato dato un aiuto speciale al Teatro Sannazaro, che era stato rovinato da un incendio, per permettergli di tornare a funzionare bene.

In breve, il Presidente ha detto che i conti sono in ordine e che si è cercato di spendere i soldi per le cose che servono davvero ai cittadini: trasporti, salute e aiuto a chi è in difficoltà.

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Maltempo nel Golfo: collegamenti sospesi per Ischia e Procida, stop ai mezzi veloci

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Altra giornata difficile per i trasporti marittimi nel golfo di Napoli, con numerosi collegamenti soppressi. Le compagnie di navigazione hanno infatti cancellato molte corse dei mezzi veloci per Ischia Procida per le condizioni meteo sfavorevoli che registrano un forte vento. Sospesi anche diversi collegamenti programmati sulla rotta ProcidaPozzuoli e viceversa mentre attualmente restano confermati quelli per Ischia ed i collegamenti previsti oggi da Napoli Porta di Massa per le due isole e viceversa.

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