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Roberto Fico alla prova della sanità in Campania

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Ospedali e case di comunità, riduzione delle liste di attesa, contrasto alla migrazione assistenziale, uscita dal piano di rientro: la sanità in Campania è al centro delle preoccupazioni dell’amministrazione regionale. Le priorità non mancano. Roberto Fico lo sa perfettamente e tra le prime iniziative della sua amministrazione c’è stato l’incontro con tutti i manager sanitari e ospedalieri. In termini economici e di bilancio, la sanità vale l’80% delle entrate e delle uscite della Regione. Governare la Campania passa necessariamente dal buon governo della sanità. Una sfida enorme per chiunque sia chiamato a guidare la Regione. Valeva ieri per De Luca, vale oggi per Fico.
D’altronde, tutti i governatori che si sono alternati negli anni, da Bassolino a Caldoro allo stesso De Luca, hanno dovuto fare i conti con il comparto cruciale per i destini di tutti, cittadini, pazienti, medici, operatori sanitari, impese fornitrici, ecc.
Dopo un commissariamento lungo 10 anni (dal 2007 al 2019), con i bilanci al centro di misure draconiane e tagli robusti, il ministero segnala che i risultati continuano a dimostrare ritardi in diverse prestazioni assistenziali.
Da qui il “no” per l’uscita della Campania dal piano di rientro. Anche se il Tar ha dato ragione all’ente locale che aveva fatto ricorso, per tutta risposta il ministero ha presentato appello al Consiglio di Stato. Ne è nato l’ennesimo braccio di ferro legale e amministrativo che non aiuta nessuno. Lo snodo del piano di rientro e del suo superamento non è neutro, ma cruciale per sbloccare tante situazioni complesse in Campania: a cominciare dalla possibilità di spendere risorse in aggiunta alla quota del fondo nazionale. Poi è impellente tornare a organizzare i concorsi regionali, finora fermi o che subiscono rallentamenti: mancherebbero, secondo alcune stime, 16mila operatori sanitari.
Sul fronte liste di attesa, nel 2024 la Regione Campania ha stanziato ben 72.084 milioni di euro per ridurle e smaltirle. Questo impegno è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti nella sua Relazione al Parlamento, che ha evidenziato «i numerosi sforzi messi in campo dalla Regione per il governo del fenomeno». Tuttavia, il quadro presentato si scontra con una percezione diffusa tra i cittadini, spesso confermata dall’esperienza diretta nelle strutture sanitarie.
Quasi trecento milioni di euro, invece, è la cifra che ogni anno la Campania è costretta a sborsare per la piaga della mobilità passiva: i pazienti si recano fuori regione per curarsi e le Asl e le Aziende ospedaliere che li accolgono devono ricevere i dovuti rimborsi assistenziali. E’ un fenomeno migratorio annoso sul quale intervenire è indispensabile per ridurre costi enormi. Trecento milioni circa è una cifra-monstre rispetto alla quale i passi in avanti stentano a compiersi, nonostante negli anni tanto il centrodestra quanto il centrosinistra hanno guidato la Regione. 

Fico e la sua maggioranza devono fare i conti con tutte queste criticità e servono azioni concrete e un programma determinato e condiviso. 

Migliorare i LEA (livelli essenziali di assistenza) è la madre di tutte le sfide per la politica regionale. 

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Ercolano celebra le donne: l’8 marzo ingresso gratuito al Parco Archeologico

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Anche il Parco archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura in occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo, che prevede l’ingresso gratuito per tutte le donne nei musei e nei luoghi della cultura statali su tutto il territorio nazionale.

Nell’occasione, il Parco accoglierà gratuitamente tutte le visitatrici per l’intera giornata, partecipando alle celebrazioni e alle attività di sensibilizzazione dedicate alla ricorrenza.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per promuovere la partecipazione culturale, valorizzare il patrimonio storico-artistico e rafforzare il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di riflessione, dialogo e crescita sociale.
    E il mese di marzo, riserva una serie di novità importanti al Parco con esperienze immersive e percorsi tematici che permettono di esplorare la città antica attraverso nuove modalità di visita, tra innovazione tecnologica e approfondimento storico. E’ il caso di ‘Veni, Vidi, Hercvlanevm – Virtual Reality Experience’, un viaggio immersivo nel tempo grazie ai visori di realtà virtuale, che consentono di esplorare l’antica Ercolano ricostruita in 3D e comprenderne spazi, architetture e vita quotidiana. E c’è anche l’appuntamento con ‘I luoghi del cibo a Ercolano – Itinerari tematici’: un percorso guidato tra botteghe, cucine, forni e spazi pubblici il 6 e 20 marzo per scoprire abitudini alimentari e vita quotidiana degli abitanti dell’antica città.

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Il patto di sangue è rotto, San Giovanni torna l’inferno dei clan.

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NAPOLI – colpi secchi, sordi, esplosi in rapida successione nel cuore pulsante del Rione Villa, a San Giovanni a Teduccio. Mezzogiorno, l’ora in cui la città vive, lavora e, soprattutto, l’ora in cui i bambini dell’istituto comprensivo “Vittorino da Feltre” si preparano a tornare a casa. È in questo scenario di quotidiana normalità che è stato trucidato Salvatore De Marco, 34 anni, nipote del boss Ciro Rinaldi, meglio noto come “Mauè”.

L’agguato non è stato solo un’esecuzione, ma un brutale segnale di potere. I killer hanno agito con una precisione chirurgica e una spavalderia agghiacciante, incuranti della folla e della vicinanza alla scuola. De Marco è caduto sotto una pioggia di piombo che non gli ha lasciato scampo. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la rete di “specchietti” (i segnalatori) che hanno monitorato ogni suo movimento, consegnandolo al commando di morte.

Questo omicidio non è solo un fatto di sangue tra clan; è un nuovo e gravissimo allarme sicurezza per l’intera città. Quando la camorra torna a sparare alla luce del sole e in zone densamente frequentate, il messaggio è chiaro: lo Stato viene sfidato sul terreno della quotidianità.

Il timore degli inquirenti è che l’uccisione di De Marco possa riaprire ufficialmente il fronte della guerra tra i Rinaldi e i D’Amico (legati ai Mazzarella). Una faida storica che ciclicamente torna a bagnare di sangue le strade dell’area orientale, trascinando con sé la serenità di migliaia di cittadini onesti.

Non si può più parlare di “episodi isolati”. La sicurezza a Napoli sta scivolando verso una zona d’ombra dove il controllo del territorio sembra passare di mano tra lo Stato e le cosche. Sparare vicino a una scuola significa colpire il futuro, calpestare ogni senso di civiltà e dichiarare che nessun luogo è davvero “sicuro”.

Mentre le forze dell’ordine presidiano il Rione Villa nel tentativo di prevenire la risposta del clan Rinaldi, resta l’amarezza di una città che si ritrova a contare i bossoli sull’asfalto. La magistratura indaga sul movente, ma la condanna dei residenti è già unanime: Napoli non può e non deve tornare agli anni bui delle faide a cielo aperto.

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Regione Campania, approvato il bilancio: ecco come verranno spesi i 38 miliardi

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Il nuovo bilancio della Regione Campania per il 2026 è un piano di spese molto grande, che vale in tutto circa 38 miliardi di euro. Il Presidente Roberto Fico ha spiegato che questi soldi serviranno soprattutto per aiutare le persone che hanno più bisogno e per migliorare i servizi di tutti i giorni.

Ecco le novità principali:

Salute e ospedali: la maggior parte dei soldi, quasi l’ottanta per cento, viene usata per curare i cittadini e far funzionare bene gli ospedali e i centri medici in tutta la regione.

Scuola e famiglie: ci sono più aiuti per i genitori e per i ragazzi. Viene confermato il bonus per chi ha un secondo figlio e ci sono più soldi per avere gli psicologi direttamente nelle scuole. Inoltre, i bambini potranno fare sport gratis grazie a dei fondi apposta.

Trasporti e viaggi: la Regione ha deciso di dare più soldi per i pullman e i treni. Questo serve a far aprire nuove stazioni e a confermare i biglietti gratis per gli studenti che devono andare a scuola o all’università.

Ambiente e pulizia: sono stati messi da parte molti soldi per pulire dei terreni inquinati da tantissimo tempo, come quelli di Acerra e Mariglianella, così da rendere l’aria e la terra più sane per chi ci vive.

Cultura e teatri: vengono aiutati i cinema e i teatri. In particolare, è stato dato un aiuto speciale al Teatro Sannazaro, che era stato rovinato da un incendio, per permettergli di tornare a funzionare bene.

In breve, il Presidente ha detto che i conti sono in ordine e che si è cercato di spendere i soldi per le cose che servono davvero ai cittadini: trasporti, salute e aiuto a chi è in difficoltà.

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