Resta sintonizzato

Cronaca

Caso Caliendo, il “buco nero” nella cartella clinica: spunta l’ombra dell’espianto anticipato senza tracciato

Pubblicato

il

NAPOLI – Non è solo la storia di un errore medico, ma un labirinto di omissioni e documenti mancanti che ora tremano sotto la lente degli inquirenti. L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo entra in una fase cruciale: nell’ultimo blitz dei Carabinieri del Nas al Monaldi è emerso un dettaglio inquietante. Dalla cartella clinica del bambino risulterebbe assente il diario di perfusione, ovvero il documento tecnico che registra ogni secondo della circolazione extracorporea.

Perché quel documento è così importante? La risposta è nel sospetto che agita i periti della famiglia: la mancanza di quel tracciato impedirebbe di stabilire con esattezza l’orario in cui a Domenico è stato tolto il cuore originale per far spazio a quello (rivelatosi poi deteriorato) in arrivo da Bolzano. È il cosiddetto “espianto anticipato”: i medici hanno agito prima di avere la certezza che l’organo nuovo fosse idoneo? Senza quel diario, ricostruire la verità su quei minuti drammatici in sala operatoria diventa una sfida contro il tempo e il silenzio.

Le indagini non si fermano alle carte. Sei medici sono finiti sotto inchiesta per omicidio colposo e i loro smartphone sono stati sequestrati. La Procura vuole scavare nei server e nelle memorie cloud per recuperare chat e comunicazioni avvenute subito dopo il trapianto. Il sospetto è che il via libera alle procedure critiche possa essere passato per un messaggio o una telefonata informale, invece di seguire i rigidi protocolli previsti.

Mentre all’interno dell’ospedale, già a fine dicembre, si discuteva apertamente del disastro del ghiaccio secco, ai genitori di Domenico venivano fornite versioni evasive. Un corto circuito comunicativo così grave da spingere il dottor Giuseppe Limongelli – il cardiologo che seguiva il bimbo sin dalla nascita – a rassegnare le dimissioni il 29 dicembre: non sarebbe stato informato della missione a Bolzano né delle complicazioni successive. Un atto di rottura che oggi pesa come un macigno nelle testimonianze raccolte dai pm.

E poi c’è il fronte altoatesino. Dalle carte del Ministero emergono presunti “interventi correttivi” che l’equipe di Innsbruck (presente a Bolzano per altri organi) avrebbe dovuto apportare all’operato dei medici napoletani. Errori di formazione o semplice fretta? La difesa del primario Oppido e della dottoressa Farina assicura che è stato fatto l’impossibile per salvare il piccolo, lottando contro un cronometro che segnava la fine delle sei ore di vita utile dell’organo.

Resta però una domanda che i genitori di Domenico continuano a urlare: perché la verità è emersa solo dopo l’inchiesta dei giornali e non dalla voce di chi aveva il dovere di informarli?

campania

Napoli, l’amore spezzato dalla droga: tre madri aggredite dai figli in 24 ore

Pubblicato

il

Figli che aggrediscono i genitori, spesso spinti dalla dipendenza e da un bisogno di soldi che finisce per travolgere ogni legame affettivo. Cancellando il confine tra amore e sopraffazione. È un fenomeno preoccupante, frequente, spesso trascurato e i casi di moltiplicano come denunciano i carabinieri. Nelle ultime 24 ore sono tre i casi registrati dai militari dell’arma nella provincia partenopea.  Un 39enne tossicodipendente è fuori casa della madre 75enne. Grida, vuole entrare. Ha una spranga. La donna è terrorizzata, non apre la porta. Lui colpisce duro il legno, una volta, due, tre fino quasi a sfondarla. I carabinieri della sezione radiomobile di Nola lo trovano ancora dalla parte giusta dell’uscio. Lo ammanettano prima che possa fuggire. Ora è in carcere, risponderà di maltrattamenti.  Ancora una porta a dividere l’affetto incondizionato di una madre con il bisogno patologico di denaro per una dose. Qui non c’è una spranga ma un coltello. 
Chi colpisce duro ha 22 anni. La lama è il suo ariete sui generis. Non è la prima volta. L’imposta regge fino all’arrivo dei Carabinieri. Per il giovane scattano le manette e si aprono le porte di una cella nel carcere di Poggioreale. Spazio anche per una vicenda tutta napoletana. Un 17enne pretende soldi dalla madre. Non spiega per quale motivo, li vuole e basta. La donna è spaventata ma abituata a sortite simili. 
Il minore la spinge, la minaccia e la strattona. Qualcuno sente urlare e compone il 112. I carabinieri del nucleo radiomobile intervengono prima che la situazione degeneri. Per il 17enne una denuncia in stato di libertà.

Continua a leggere

Cronaca

Fuga da film sull’Asse Mediano: sfrecciano a 200 km/h per sfuggire ai Carabinieri, due giovani arrestati

Pubblicato

il

GIUGLIANO/TEVEROLA – Sembrava una scena di Fast & Furious, ma era la realtà pericolosissima vissuta ieri pomeriggio sulle strade del napoletano. Due giovani di 20 e 19 anni sono stati arrestati dai Carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano dopo un inseguimento folle ad altissima velocità.

Tutto è iniziato intorno alle 14:00, quando i militari hanno intimato l’alt a una Volkswagen Golf GTI con targa polacca. Invece di fermarsi, il conducente ha schiacciato l’acceleratore, lanciando l’auto a 200 chilometri orari sull’Asse Mediano.

La fuga è proseguita tra Arzano e Casoria, dove i ragazzi hanno persino tentato di speronare una pattuglia che cercava di sbarrare loro la strada. Dopo aver fatto perdere le tracce tra Casavatore e Secondigliano, i due pensavano di averla fatta franca, ma non avevano fatto i conti con la tecnologia. L’auto, presa a noleggio, era dotata di un sistema GPS che ha permesso ai Carabinieri di localizzarla in tempo record. I militari sono arrivati dritti a Teverola, in provincia di Caserta, trovando i due giovani proprio davanti a un box. Nonostante un ultimo tentativo di fuga a piedi, i ragazzi sono stati bloccati.

All’interno del box non c’era solo l’auto della fuga, ma una vera e propria centrale dello spaccio. I Carabinieri hanno sequestrato: 900 grammi di hashish (10 panetti); 150 grammi di marijuana; 230 grammi di cocaina (quasi 300 dosi già pronte); bilancini di precisione, contanti e materiale per il confezionamento.

Quello di ieri è il terzo arresto in tre giorni per “fuga pericolosa” nell’area di Napoli. Dopo gli episodi di Barra e Pozzuoli, questo nuovo inseguimento riaccende i riflettori sulla pericolosità delle strade dell’hinterland e sulla sfrontatezza di giovanissimi disposti a tutto pur di proteggere i propri traffici illeciti.

I due ventenni ora dovranno rispondere di detenzione di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa.

Continua a leggere

Attualità

Grumo Nevano, la città si fa inclusiva: il Sindaco Umberto Cimmino accoglie la Comunità Mamre in Aula Consiliare

Pubblicato

il

GRUMO NEVANO – Le porte della “casa di tutti” si sono aperte per un ospite speciale: la Comunità Mamre APS. Venerdì 5 marzo 2026, a conclusione della decima “passeggiata di sensibilizzazione” per le strade cittadine, il gruppo di volontari, operatori e persone con disabilità è stato ricevuto dal Sindaco Umberto Cimmino proprio nel cuore della democrazia locale, l’Aula del Consiglio Comunale. L’incontro è stato segnato dalla profonda disponibilità del Primo Cittadino. In un clima di grande calore umano e partecipazione, il Sindaco Cimmino ha voluto che la seduta istituzionale si trasformasse in un momento di gioia e cittadinanza attiva: per un giorno, la solennità dell’aula ha lasciato spazio all’emozione quando Ubaldino, ospite della comunità, ha preso posto sulla sedia del Sindaco, affiancato da Daniele nel ruolo di segretario. Un gesto simbolico potente che dimostra la volontà di Umberto Cimmino di abbattere le distanze tra il “palazzo” e le necessità reali dei cittadini. La visita è stata l’occasione per consegnare ufficialmente nelle mani del Sindaco un dossier dettagliato frutto dei monitoraggi effettuati dalla primavera del 2025. Nel documento vengono segnalate le difficoltà di Corso Garibaldi e la problematica della sosta selvaggia, ma si plaude anche alle buone pratiche di via Roma e alla piena funzionalità della stazione ferroviaria. Un ringraziamento speciale è andato anche alla rete dei commercianti (Bar 80028, Gran Caffè Romeo, Pizzeria D’Errico, Pasticceria Durante e la salumeria del Parco Ice Snei) per la straordinaria accoglienza riservata al gruppo durante il percorso. L’associazione, ringraziando il Sindaco Cimmino per l’ascolto e l’ospitalità, ha avanzato e protocollato due richieste fondamentali per il futuro della città:

L’adozione della Carta ONU dei diritti delle persone con disabilità da parte di tutto l’assetto costituzionale del Comune.

La nomina del Garante Comunale, figura chiave per vigilare sui diritti e promuovere una città senza ostacoli.

    “Questa esperienza ci ha permesso di constatare le barriere che ancora sussistono, ma anche la grande accoglienza del territorio” – hanno dichiarato i responsabili di Mamre – “Ringraziamo di cuore il Sindaco Umberto Cimmino per averci ricevuto e per l’impegno dimostrato verso i temi dell’inclusione”.

    Continua a leggere

    Popolari

    Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy