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Monaldi, oltre il dolore: «Quel cuore nuovo è il mio miracolo. Non condannate l’ospedale»

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NAPOLI – Nelle corsie dell’ospedale Vincenzo Monaldi, il silenzio di queste settimane è più pesante del solito. È il silenzio del dolore per la tragedia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo scomparso dopo un trapianto di cuore, una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e acceso i riflettori della magistratura. Eppure, in questo clima di sospetto e reticenza, c’è chi decide di alzare la voce per difendere il nosocomio di via Leonardo Bianchi. È la voce di Luca Manco, 51 anni, che porta nel petto un cuore “nuovo” e un messaggio chiaro: «Non colpevolizzate il Monaldi, io sono vivo grazie a loro».

La storia di Luca non è una storia comune. È una battaglia contro una cardiomiopatia aritmogena rara, una patologia genetica spietata che ha decimato la sua famiglia, portandosi via il padre, gli zii e un cugino. Un caso così unico da finire in una pubblicazione scientifica internazionale e diventare oggetto di studio al Politecnico di Milano.

«A marzo 2025 il mio tempo stava scadendo», racconta Luca. «Ho avuto tre arresti cardiaci, mi sono salvato solo grazie al defibrillatore che avevo in casa. La mia unica speranza era il trapianto».

Mentre l’eco delle critiche travolge l’Azienda dei Colli, Luca ricorda la professionalità dell’equipe che lo ha assistito. Dopo essere stato in cura a Pavia, ha scelto il Monaldi per l’intervento più delicato della sua vita. «L’operazione è andata bene, ho trovato medici super professionali e umani. Capisco l’orrore per quello che è accaduto al piccolo Domenico, ed è giusto che la giustizia faccia il suo corso per accertare le responsabilità, ma non possiamo cancellare tutto il bene che questo ospedale fa ogni giorno».

Il percorso di Luca non è finito; la sua malattia morde ancora il sistema neurologico, causandogli crampi e difficoltà costanti, ma la sua fiducia resta incrollabile. Il suo è un appello rivolto a chi, oggi, ha paura di varcare quella soglia: «Il Monaldi ha numeri altissimi di trapianti riusciti. A chi è in lista d’attesa dico: non lasciatevi frenare dalla paura. I medici che ho incontrato io sono bravissimi. Bisogna distinguere l’errore del singolo, su cui indagheranno i giudici, dalla missione di un intero ospedale che resta un punto di riferimento nazionale».

Tra le eccellenze del Sud e le ombre della cronaca, la testimonianza di Luca Manco restituisce dignità a una struttura che, nonostante le bufere, continua a far battere cuori che sembravano destinati a fermarsi.

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Nadia Verdile: la “firma” delle donne tra la Reggia di Caserta e il trionfo in Toscana

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C’è un filo rosso che lega la maestosità della Reggia di Caserta ai paesaggi culturali della Toscana, ed è un filo intessuto di arte, ricerca storica e talento letterario. La protagonista assoluta di questa stagione culturale è Nadia Verdile, giornalista, storica e scrittrice, che si conferma una delle voci più autorevoli nel racconto del genio femminile in Italia.

Il prossimo 7 marzo, alle ore 16.30, una cornice d’eccezione accoglierà il debutto di un’opera molto attesa: l’Archivio di Stato di Caserta, situato all’interno del complesso vanvitelliano, ospiterà l’anteprima nazionale di “Artemisia”.

Il volume rappresenta il 21° tassello della prestigiosa Collana “Italiane” (Pacini Fazzi Editore), diretta dalla stessa Verdile. Non si tratta di una semplice biografia, ma del ritratto intimo e potente di Artemisia Gentileschi, la donna che fece della propria arte un capolavoro di resilienza e libertà. L’evento, inserito nel programma di “Caserta Città delle Donne”, vedrà la partecipazione di figure di spicco: Manuela Piancastelli, autrice di una prefazione definita “preziosa quanto il libro stesso”, e l’editrice Francesca Fazzi.

Ma le soddisfazioni per Nadia Verdile non si fermano all’ombra del Vesuvio. A coronare un periodo di grandi successi è arrivata la notizia della “conquista” della Toscana. Il portale toscanalibri.it, punto di riferimento per l’editoria e la cultura della regione, ha scelto proprio la Verdile come “Autrice del Mese”.

Un riconoscimento di altissimo valore simbolico, poiché il portale ha deciso di premiare una “straniera” (ovvero un’autrice non toscana d’origine), a testimonianza di come la qualità della scrittura e la profondità della ricerca storica di Nadia sappiano abbattere ogni confine geografico. “Sono onorata, felice, grata. Infinitamente”, ha commentato l’autrice, raccogliendo il plauso unanime di lettori e addetti ai lavori.

Vedere una professionista del nostro territorio, capace di dirigere con visione internazionale una collana dedicata alle grandi donne della storia, è motivo di immenso orgoglio. Nadia Verdile non si limita a scrivere libri; lei restituisce dignità e voce a figure storiche spesso dimenticate, rendendole attuali e necessarie.

A Nadia vanno i più sinceri complimenti della redazione di Minformo per questi traguardi che celebrano la cultura, la ricerca e, soprattutto, la forza del talento femminile.

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Napoli nell’élite del lusso: il Grand Hotel Parker’s entra nella prestigiosa guida Forbes

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NAPOLI – Il Grand Hotel Parker’s di Corso Vittorio Emanuele scrive una nuova pagina di storia: da oggi è ufficialmente inserito nella Forbes Travel Guide 2026, il sistema di valutazione più severo e autorevole al mondo per gli hotel di lusso. Il Parker’s si conferma così l’unica struttura di Napoli a far parte di questo club esclusivo.

Non si tratta di un semplice titolo, ma di un traguardo raggiunto dopo controlli rigidissimi. Gli ispettori di Forbes, agendo in modo anonimo, hanno valutato l’hotel su oltre 900 standard di qualità. Essere definiti “Recommended” da Forbes significa offrire un servizio impeccabile che rispetta i più alti parametri internazionali.

L’annuncio è stato dato durante il Summit di Montecarlo, un evento che ha visto la partecipazione di Chris Gardner, l’imprenditore che ha ispirato il celebre film “La ricerca della felicità” con Will Smith. Gardner ha parlato di resilienza e visione, valori che la famiglia Avallone porta avanti nel loro hotel dal lontano 1870.

«Essere l’unica realtà di Napoli in questo circuito è un onore che condividiamo con tutta la città», ha commentato Giovanni Torre Avallone. «Per noi l’ospitalità è un’arte antica. Questo riconoscimento premia il nostro impegno quotidiano nel unire la cultura napoletana con i migliori standard mondiali, per offrire agli ospiti un’esperienza indimenticabile».

Con questo ingresso, il Parker’s si unisce a una cerchia ristretta di circa 100 eccellenze in Italia (tra cui spiccano per la Campania nomi come il San Pietro di Positano e il Mediterraneo di Sorrento). Questo successo rafforza il ruolo di Napoli come tappa obbligatoria per il turismo di lusso internazionale, grazie a un’accoglienza fatta su misura e un’identità unica.

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Giada D’Antonio, il fango dopo il dolore: insulti in radio alla campionessa napoletana infortunata

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Un grave episodio di discriminazione territoriale ha colpito Giada D’Antonio, la sedicenne campionessa napoletana di sci, costretta a rinunciare alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 a causa della rottura del crociato durante un allenamento.

Mentre l’atleta affrontava il dramma dell’infortunio, durante il programma radiofonico “La famiglia giù al Nord” su RTL 102.5, sono andati in onda commenti definiti “vergognosi” da molti ascoltatori. Il giornalista Enzo Tamborra ha definito “insolito” che una napoletana partecipasse a gare di tale livello, mentre il collega Luca Viscardi ha rincarato la dose con una battuta denigratoria, affermando che l’atleta avrebbe imparato a sciare «insieme ai tiktoker a Roccaraso».

Le reazioni indignate del web e dei napoletani hanno spinto i conduttori e l’emittente a correre ai ripari:

Luca Viscardi ha porto le sue scuse, sostenendo che le sue parole di “leggerezza” siano state fraintese.

  • RTL 102.5 ha rilasciato una nota ufficiale parlando di un “commento infelice” e prendendo le distanze da ogni intento offensivo verso l’atleta e il territorio partenopeo.

Resta l’amarezza per un talento straordinario — già campionessa italiana, europea e mondiale — che, oltre al dolore fisico e sportivo, ha dovuto subire attacchi basati su vecchi pregiudizi territoriali.

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