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Cronaca

Napoli sotto assedio: 71 arresti e i nomi dei nuovi reggenti.

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NAPOLI – Una notte di manette e sirene ha portato all’arresto di 71 persone, colpite da misure cautelari che disarticolano i vertici della criminalità organizzata cittadina. Un’operazione massiccia che non si ferma ai sequestri, ma scava nelle nuove gerarchie: 8 arresti nel clan Mazzarella, 23 nei Pirozzi-Savarese e ben 39 nel potente gruppo dei Contini. L’inchiesta ha segnato un punto di non ritorno per il delitto di Emanuele Durante, ucciso negli scontri tra la Sanità e piazza Mercato. In cella è finito Vincenzo Brandi (classe 1994), ritenuto il complice che avrebbe accompagnato l’esecutore materiale in via Santa Teresa degli Scalzi. Si tratta del terzo tassello di un puzzle di sangue che incrocia la morte di Durante con quella del giovanissimo Emanuele Tufano, vittima di una ronda armata in piazza Mercato.

Il procuratore aggiunto Sergio Amato, a capo della DDA, ha tracciato un quadro inquietante: «Registriamo un’ampia disponibilità di armi sul territorio. Ogni zona ha il suo reggente». I riflettori sono puntati su Forcella, dove emerge la figura di Luigi Giuliano, detto ‘e zecchetella, e sui vertici già detenuti ma sempre influenti come Michele Mazzarella e Salvatore Barile.

Secondo Mario Grassia, nuovo capo della Squadra Mobile ed esperto di omicidi, la novità è la tregua strategica: «C’è stata una pax tra i Giuliano e i Mazzarella a Forcella, un nuovo assetto criminale su cui abbiamo lavorato a fondo».

Il Generale dei Carabinieri, Biagio Storniolo, ha spiegato il meccanismo di rigenerazione delle cosche: «Mi ha colpito come si riempiono subito i vuoti di potere. Appena avviene una scarcerazione di peso, il boss torna a fare il reggente, ricompone il clan e riprende gli affari».

Nonostante la capacità di ripresa dei clan, lo Stato risponde con la tecnologia e la conoscenza del territorio. «Ci sono omicidi a Napoli – concludono gli inquirenti – ma c’è anche un’altissima percentuale di casi scoperti grazie alla sinergia tra Polizia, Carabinieri e Procura».

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Cronaca

Statale 18, malore alla guida e schianto fatale: addio a una giovane donna

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Mattinata di sangue a Eboli, in località Santa Cecilia, dove poco dopo le 9 una giovane donna di circa trent’anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale. La vittima si trovava alla fermata dell’autobus lungo la Statale 18 quando è stata travolta da una Fiat 500.

Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, la conducente dell’utilitaria avrebbe perso improvvisamente il controllo del mezzo, forse a causa di un improvviso malore, finendo fuori dalla carreggiata. L’impatto con la giovane in attesa del bus è stato fatale: nonostante il tempestivo intervento del 118 allertato dai passanti, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso della trentenne.

La donna alla guida del veicolo, rimasta illesa ma in forte stato di shock, è ora al centro degli accertamenti dei militari per chiarire l’esatta dinamica del sinistro.

La mattinata è stata resa ancora più caotica da un secondo investimento avvenuto a breve distanza e poco tempo dopo il primo: un’altra donna è stata colpita da una vettura in transito nella medesima zona. In questo secondo episodio, fortunatamente, la vittima ha riportato solo ferite lievi.

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Aversa

Aggrediscono i carabinieri, arrestati 2 ragazzi di Melito e Arzano

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Un normale posto di blocco in via Napoli, a Casoria, si è trasformato in una serata di violenza e arresti. I Carabinieri hanno fermato una Fiat Panda con a bordo una 23enne di Arzano e un 28enne di Melito. Durante l’ispezione, l’uomo ha tentato di sbarazzarsi di un “ovetto” di plastica contenente hashish, ma il movimento non è sfuggito ai militari.

Nel momento in cui un carabiniere si è abbassato per recuperare la droga, il 28enne lo ha colpito con violenti pugni al volto. Contemporaneamente, la ragazza si è scagliata contro il secondo militare, arrivando a infilargli un dito nell’occhio. Dopo l’aggressione, i due sono riusciti a risalire in auto e a fuggire.

Le indagini lampo hanno condotto i militari nell’abitazione della giovane ad Arzano. All’interno della casa sono stati rinvenuti 72 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 320 euro in contanti. L’esito della perquisizione ha portato all’arresto dell’intero nucleo familiare: oltre alla 23enne, sono finiti in manette anche il padre, la madre e il fratello per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

La vicenda non si è conclusa qui: intorno alle 2 di notte, il 28enne si è presentato spontaneamente presso la caserma di Arzano, dove ha continuato a minacciare e aggredire il personale presente prima di essere definitivamente bloccato e arrestato. I due carabinieri feriti durante il primo scontro sono stati medicati all’ospedale di Frattamaggiore e dimessi con prognosi di 20 e 6 giorni.

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Cronaca

Trova una bomba mentre lavora la terra. LA SCOPERTA

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Un agricoltore ha fatto una scoperta inattesa mentre lavorava la propria terra: un ordigno inesploso risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’episodio si è verificato in via Pratilli, dove l’oggetto bellico si era incastrato negli attrezzi utilizzati per l’aratura.

Immediatamente rientrato a casa, l’uomo ha avvisato le autorità competenti. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia, insieme alla polizia municipale di Santa Maria Capua Vetere, mentre gli artificieri del genio guastatori dell’Esercito italiano hanno provveduto a estrarre la bomba dagli strumenti agricoli.

Dopo aver messo in sicurezza l’ordigno, gli esperti lo hanno trasportato in un’area isolata, dove è stato fatto brillare in tutta sicurezza. Fortunatamente, non si sono registrati danni né feriti.

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