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AFRAGOLA. Alla fine sarà il Gattopardo con la fascia tricolore

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AFRAGOLA – Ad Afragola la politica somiglia sempre più a una partita di calcetto tra scapoli e ammogliati: cambiano le maglie, ma i giocatori sono sempre gli stessi e il campo è pieno di buche. L’importante non è giocare bene, ma occupare lo spogliatoio.

Tra oggi e domani il cosiddetto tavolo provinciale del “campo largo” dovrebbe ratificare il candidato sindaco scelto dalle segreterie locali di PD, M5S e AVS. E, salvo improvvisi accessi di fantasia politica – evento statisticamente raro quanto una nevicata ad agosto sul Vesuvio – il nome dovrebbe essere quello di Gennaro Giustino.

Giustino, a differenza del 2021, ha compreso con una rapidità degna di un allievo diligente la prima grande lezione della politica locale contemporanea: parlare poco, possibilmente niente. In un contesto dove chi espone idee rischia di essere scambiato per un alieno, il silenzio è diventato la forma più raffinata di strategia. Navigare sotto la superficie, tra correnti torbide di trasformismo, è un’arte antica: il principio del Gattopardo applicato alla scala comunale. Cambiare tutto per non cambiare nulla, possibilmente senza nemmeno disturbarsi a spiegare cosa.

Il problema non è tanto il nome – i nomi, in queste storie, sono accessori intercambiabili – ma il metodo. Il centrosinistra afragolese, da anni, sembra aver sostituito l’idea di progetto politico con una più semplice missione esistenziale: essere contro qualcuno. In particolare contro l’ex senatore Enzo Nespoli, che nel dibattito pubblico locale occupa più o meno lo stesso spazio che la gravità occupa nella fisica: invisibile ma onnipresente.

Così PD e M5S, invece di provare a costruire criteri, visioni, programmi o persino qualche timida idea, si sono accomodati nel più rassicurante schema binario: noi contro loro. Una politica ridotta al derby permanente. Bianchi contro neri. Senza tattica, senza gioco, senza allenatore. Solo il desiderio di segnare il gol della vittoria elettorale e poi dividersi lo spogliatoio.

Nel frattempo il grande mantra del rinnovamento – “puntiamo sui giovani” – si è rivelato, come spesso accade in politica, uno slogan da convegno stampato su cartoncino lucido e dimenticato sul tavolo appena finito l’applauso.

Ad Afragola, infatti, non è accaduto che una nuova generazione abbia imparato a fare politica clientelare. Sarebbe quasi un processo educativo. Qui è successo qualcosa di più semplice e, se possibile, più istruttivo: si è scelto di adeguarsi.

I giovani del PD non hanno inventato nulla. Non hanno innovato, non hanno scardinato il sistema, non hanno nemmeno provato a cambiarne le regole. Hanno fatto la cosa più pratica: hanno preso accordi con chi quella politica l’ha sempre praticata con metodo quasi artigianale. Una specie di apprendistato accelerato nella bottega del consenso organizzato.

Il risultato è che la prima lezione imparata non è stata come costruire consenso politico, ma come partecipare alla lottizzazione del potere senza il fastidio di dover conquistare davvero i voti. Una scorciatoia elegante: tu porti il simbolo, io porto il pacchetto di relazioni, e alla fine si divide il bottino amministrativo come si dividono le fette di una torta già tagliata.

Così il tanto evocato rinnovamento ha assunto la forma più tipica della politica locale: una coabitazione tra novizi e veterani del favore, dove i primi forniscono l’immagine fresca e i secondi il manuale operativo. La macchina è semplice. Funziona come quelle vecchie cabine telefoniche a gettoni: inserisci l’accordo giusto, esce la porzione di potere. Non è un algoritmo sofisticato, è clientelismo analogico.

E così, prima ancora di scaldare la sedia del Consiglio comunale, molti aspiranti innovatori hanno scoperto il fascino irresistibile della politica dei favori. Quella che raccoglie voti come un vecchio signore raccoglie figurine: una alla volta, porta a porta, promessa su promessa. Solo che, in questo caso, nemmeno serve completare l’album: basta sedersi al tavolo giusto.

Il paradosso è che nessuno, in questo scenario, ha mai davvero provato a fare la cosa più difficile e più semplice insieme: rappresentare davvero il nuovo. Nessuno si è posto il problema di dire: perdiamo pure oggi, ma perdiamo bene. Perdiamo con un’idea, con un progetto, con una classe dirigente che non debba chiedere il permesso a nessuno per esistere. Nessuno ha avuto il coraggio di accettare l’ipotesi di sedersi tra i banchi dell’opposizione con la faccia pulita, invece che in maggioranza con la sensazione di essere entrati dalla porta di servizio.

Perché la politica vera, quella che costruisce qualcosa, spesso comincia proprio così: in minoranza. Con pochi voti, poche poltrone e molte idee. Ma ad Afragola questa possibilità non è stata nemmeno presa in considerazione. La priorità non era inaugurare una nuova stagione politica, ma non restare fuori dal giro.

E così la città continua a vivere dentro una specie di guerra fredda permanente tra personalità politiche, mentre nessuno prova davvero a uscire da questo schema. Nessuno ha avuto l’ambizione di dire: basta con la saga infinita delle rivalità personali, proviamo a costruire qualcosa che duri più di una campagna elettorale. Servirebbe il coraggio di essere pochi oggi per diventare molti domani. Servirebbe una generazione disposta a prendersi il lusso di perdere, pur di non somigliare troppo a quelli che dice di voler sostituire.

Ma per ora, ad Afragola, il rinnovamento somiglia a quei cartelli “lavori in corso” che restano appesi per anni. Cambia il colore della vernice, cambia il logo sul casco degli operai, ma il cantiere – quello vero – non parte mai. E infatti ad Afragola il dibattito politico si è ormai ridotto a un binomio ossessivo: Giustino contro Nespoli. Come se la città fosse una serie televisiva con due soli personaggi e il resto del cast relegato al ruolo di comparse.

Intorno al tavolo del campo largo non si discute di come cambiare Afragola, ma di come non far vincere gli altri. Il criterio non è il rinnovamento, ma la sostituzione del potere. Non si cambia la logica, si cambia l’inquilino.

Dall’altra parte del campo, il centrodestra sembra aver risolto la questione con la rapidità con cui si sceglie il capitano della squadra tra amici: qualcuno ha deciso e gli altri, più o meno convinti, prenderanno atto. Il nome che circola è quello di Alessandra Iroso, dirigente che conosce il Comune con la precisione di chi potrebbe descrivere anche la geografia delle crepe nei muri di Palazzo Moriani.

La scelta, però, non nasce esattamente da una discussione collettiva tra alleati. Più che un tavolo politico sembra una cabina di regia dove gli stessi registi di sempre continuano a scrivere il copione. Il risultato è un film già visto: il film del duo Nespoli–Castiello.

E così la città si prepara all’ennesima campagna elettorale che promette di essere una gigantesca riedizione di un classico locale: la guerra delle personalità.

Nel frattempo, mentre i protagonisti litigano su chi dovrà sedersi sulla poltrona più grande, restano sullo sfondo i temi veri: PNRR, gestione amministrativa, sviluppo urbano, servizi. Questioni che rischiano di fare la fine delle promesse elettorali: evaporare appena finite le conferenze stampa.

Ad Afragola, più che una competizione politica, sembra di assistere a una partita infinita di Risiko: territori da occupare, caselle da presidiare, equilibri da difendere. L’unico dettaglio secondario è la città.

Eppure la politica, quella vera, ogni tanto dovrebbe fare una cosa semplice: provare a immaginare il futuro. Anche rischiando di perdere oggi per costruire domani una classe dirigente credibile.

Ma questo, ad Afragola, per ora resta fantascienza. Qui la politica continua a muoversi come un vecchio tram senza binari: fa rumore, scintille e giri su se stesso. E alla fine torna sempre allo stesso capolinea.

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Afragola

Afragola, il Tribunale di Napoli Nord convalida sequestro di 25 appartamenti e 5 locali commerciali in via Ciaramelli

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La Polizia Locale di Afragola, diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli, nei giorni scorsi ha ispezionato un cantiere in Via Ciaramelli, dove è presente un fabbricato di nuova costruzione in fase di completamento, composto da 25 appartamenti e 5 locali commerciali.

Dagli accertamenti è emerso che le opere sono state realizzate in difformità rispetto ai titoli autorizzativi ed i lavori hanno invaso ed occupato circa 175 mq di area pubblica di proprietà del Comune di Afragola.

Per le difformità edilizie e l’appropriazione di area pubblica, la Polizia Locale ha eseguito il sequestro di Polizia Giudiziaria della struttura. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha convalidato il sequestro.

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Afragola

Amministrative Afragola, il centrodestra sceglie Alessandra Iroso: sarà candidata Sindaco

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AFRAGOLA – Il centrodestra, insieme alle forze centriste e riformiste, ha ufficializzato la candidatura della Dott.ssa Alessandra Iroso a sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative.

La scelta nasce dalla volontà condivisa della coalizione di puntare su competenza, legalità e una figura di alto profilo tecnico-amministrativo, capace di garantire una gestione solida, trasparente ed efficace della macchina comunale. Determinante, in tal senso, il curriculum della candidata, che vanta consolidate esperienze in ambito giuridico e nella Pubblica Amministrazione.

La candidatura di Iroso si inserisce anche nel tentativo di restituire credibilità e stabilità istituzionale alla città, dopo la conclusione anticipata della precedente esperienza amministrativa. Il programma elettorale punterà a valorizzare i risultati già ottenuti in passato, affrontando al contempo le criticità che hanno rallentato l’azione di governo.

A sostegno della candidata sindaco una coalizione ampia e articolata che comprende Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Nuovo CDU e diverse liste civiche locali.

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Elezioni Afragola, il PD guida il Campo Largo: Gennaro Giustino candidato Sindaco

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Il PD Afragola assume un ruolo centrale nella costruzione della coalizione del “Campo Largo” in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio ad Afragola.

A comunicarlo è il segretario Pasquale Rosario Iazzetta, che ringrazia le forze politiche e civiche per aver riconosciuto al partito il ruolo di coordinatore del processo politico, sottolineandone la funzione di garanzia e la centralità nel progetto alternativo.

La coalizione si presenta con obiettivi chiari: costruire un fronte ampio e coeso in grado di superare il sistema di potere definito “perverso e opaco” delle precedenti amministrazioni a guida Lega, puntando su unità, governabilità e omogeneità programmatica.

Tra le priorità indicate, la rimodulazione del PUC, con maggiore attenzione a spazi verdi, servizi e parcheggi, e regole più chiare per l’edilizia privata. Spazio anche alla valorizzazione dei beni pubblici e confiscati, da rendere più accessibili alla cittadinanza con criteri di assegnazione trasparenti e non discriminatori.

Altro punto centrale è la riforma della macchina amministrativa, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, efficienza nei servizi – dai rifiuti ai tributi fino alla viabilità – e una migliore organizzazione interna, anche attraverso la rotazione del personale.

Dopo mesi di confronto, la coalizione ha individuato in Gennaro Giustino, ex consigliere comunale, il possibile candidato sindaco, scelta condivisa dal PD con “senso di responsabilità”.

L’obiettivo dichiarato è quello di archiviare la stagione politica targata Lega e costruire un’alternativa credibile, con una classe dirigente rinnovata e una proposta amministrativa all’altezza delle sfide della città.

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