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San Marcellino

Tragedia a San Marcellino: cade dal piano senza protezione, muore operaio “in nero”

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Un drammatico incidente sul lavoro ha scosso Corso Italia a San Marcellino, nel Casertano, dove un lavoratore straniero ha perso la vita dopo un volo di circa dieci-quindici metri. L’uomo, che era impegnato nello svuotamento di alcuni locali di un edificio, è precipitato da un piano sprovvisto di ringhiera, finendo nel cortile sottostante. L’identità della vittima resta al momento ignota: l’uomo non aveva con sé documenti e le autorità sono al lavoro per accertarne l’età e le generalità.

A far scattare i soccorsi è stato un connazionale presente al momento del fatto, ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Sul posto, coordinati dal capitano Fabrizio Bizzarro, sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Aversa, i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro e il personale dell’Asl di Caserta. Per i rilievi autoptici, la salma è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale di Giugliano.

Le prime verifiche hanno portato alla luce uno scenario di grave irregolarità: secondo gli accertamenti, la ditta incaricata dello sgombero non avrebbe ricevuto alcun mandato formale dai proprietari dello stabile. Inoltre, i lavoratori sarebbero stati impiegati totalmente in nero e senza l’ausilio di alcun dispositivo di protezione individuale. La Procura di Napoli Nord ha prontamente avviato un’inchiesta per fare luce sulle responsabilità della morte.

Il tragico evento ha scatenato la dura reazione dei sindacati. Sonia Oliviero, segretaria generale della CGIL Caserta, insieme alla Fillea CGIL, ha espresso profonda indignazione: «Questa vicenda mostra senza filtri lo sfruttamento e la vulnerabilità a cui sono sottoposti molti lavoratori stranieri. Le morti sul lavoro non possono essere accettate come un fatto inevitabile».

Sulla stessa linea Pietro Petrone, coordinatore della Uil Caserta, il quale ha evidenziato come le attuali normative non siano sufficienti senza un potenziamento dei controlli, rilanciando la proposta di istituire una procura speciale dedicata esclusivamente ai reati sul lavoro.

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Aversa

Riapertura Scuole Campania, 17 sindaci a De Luca: “Scelta irresponsabile”

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Protestano 17 sindaci dell’area Agro-Aversano (Caserta) sull’ipotesi di una riapertura delle scuole in Campania.

In una lettera, indirizzata al governatore De Luca, i primi cittadini dei comuni di: Aversa, Parete, Casal di Principe, San Marcellino, San Cipriano d’Aversa, Lusciano, Villa Di Briano, Casapesenna, Villa Literno, Sant’Arpino, Trentola Ducenta, Cesa, Casaluce, Carinaro, Teverola, Gricignano, Succivo,  hanno spiegato le loro ragioni. “Sarebbe da irresponsabili riaprire la scuola con questo scenario”.

La lettera prosegue. “E’ importante che i nostri ragazzi tornino in classe il prima possibile – scrivono i sindaci – sono evidenti i limiti della Dad (didattica a distanza, ndr) soprattutto tra i più piccoli, ed essi si sommano ai disagi provocati dalle innegabili carenze tecnologiche ed infrastrutturali. Tuttavia, sono tante le criticità che al momento impediscono una serena ripresa delle attività didattiche in presenza. In primo luogo il crescente livello dei contagi anche tra i bambini della fascia di età 0-6 anni e in quella relativa al primo ciclo di istruzione, oltre che tra il personale della scuola, e tutto ciò sebbene il ritmo di crescita sia stato mitigato dalla scelta saggia di disporre in Campania per tutti gli ordini di scuola la didattica a distanza. C’è poi da considerare la completa inadeguatezza del sistema di medicina territoriale, che mostra di essere in palese affanno. Come già sottolineato nella nota del 12 novembre 2020, i team anticovid e gli USCA (unità speciali di continuità assistenziale), di fatto esistono solo sulla carta, per cui appare inverosimile che possano realizzare uno screening su tutti gli operatori della scuola, i bambini e le loro famiglie. La somministrazione dei tamponi – proseguono gli amministratori locali – la loro lavorazione e la comunicazione degli esiti, sono oggettivamente assai rallentati con tutte le conseguenze che ne derivano. Il tracciamento dei contagi è ormai una chimera. Il servizio di pronto soccorso 118 sconta un sovraccarico di lavoro da cui derivano mancanza di tempestività negli interventi che spesso si rivelano fatali per i malati. Il ricovero poi dei pazienti più gravi è una vera e proprio odissea che diventa causa ulteriore di decessi di nostri conterranei. Per tutte queste ragioni esponiamo le nostre perplessità sul ritorno alla didattica in presenza a partire dal 24 novembre”. 

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Cronaca

SAN MARCELLINO. Strangola la moglie e si impicca

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SAN MARCELLINO – Oggi nel Casertano a San Marcellino si è verificato un omicidio-suicidio di una coppia dove l’uomo dopo aver avuto una lite con la moglie la strangola e si toglie la vita impiccandosi. I due figli  Antonio Topa di 51 anni e Immacolata Stabile di 48 anni dopo una serata con gli amici rientrano a casa e vengono a conoscenza della situazione trovando i corpi dei propri genitori. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e del Reparto Territoriale di Aversa che indagano.

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