
Napoli
Sicurezza, il Maradona diventa “zona rossa”
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2 mesi fail
Da
RedazioneL’area a ridosso dello stadio Diego Armando Maradona, nel quartiere Fuorigrotta a Napoli, diventa “zona rossa” a vigilanza rafforzata. Lo stabilisce un provvedimento emanato ieri dal prefetto di Napoli, come disposto in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 24 aprile scorso. Le zone interessate sono: piazzale Azzurri d’Italia, via Claudio fino all’intersezione con via Marino, via Marino, via Lepanto fino all’intersezione con via Cariteo, via Cariteo fino all’intersezione con via Galeota, via Galeota fino all’intersezione con via Tanzillo.
Il provvedimento, spiega una nota, è stato “assunto anche in considerazione della peculiarità dell’area urbana in questione, adiacente all’impianto sportivo comunale dove si svolgono ordinariamente incontri di calcio, nonché – specie in vista dell’imminente stagione estiva – concerti musicali ed altri eventi che generano contesti di elevata densità sociale, in cui appare necessario predisporre una cornice di vigilanza rinforzata che consenta interventi preventivi immediati, atti a disinnescare situazioni di pericolo prima che degenerino in turbative dell’ordine pubblico”.
Il prefetto sottolinea che “l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata persegue una finalità di prevenzione generale ed un’importante funzione di deterrenza contro il compimento di illeciti, contribuendo significativamente ad assicurare la piena e libera vivibilità degli spazi pubblici e contrastando il pericolo per l’ordinato vivere civile”.
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Cronaca
Napoli, commerciante di gioielli sequestrato sotto casa e liberato dopo poche ore: è giallo
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2 mesi fail
29 Aprile 2026Da
Redazione
Un commerciante di gioielli di 49 anni, di origine ucraina, è stato sequestrato nella serata di lunedì in via Domenico Forges Davanzati, nella zona dell’Arenaccia. L’uomo è stato liberato dopo alcune ore ed è rientrato a casa nel pomeriggio successivo in buone condizioni di salute.
Secondo una prima ricostruzione, il 49enne stava rientrando a casa insieme alla moglie e al fidanzato della figlia dopo aver effettuato alcuni acquisti. Intorno alle 21, mentre i tre stavano caricando le buste nell’auto, una vettura bianca si è avvicinata a forte velocità. Dal mezzo sarebbero scesi quattro uomini che hanno aggredito il commerciante, costringendolo a salire in auto prima di allontanarsi. L’allarme è stato dato dalla moglie, 21enne anche lei di origine ucraina. La dinamica è stata confermata sia dai familiari sia dalla vittima, ascoltata dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli.
Restano da chiarire movente e contesto del sequestro. Dai primi accertamenti è emerso che l’uomo non aveva con sé denaro o oggetti di particolare valore al momento dell’aggressione. Le indagini sono in corso e risultano complicate anche dall’assenza di telecamere di videosorveglianza nella zona.
Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti con l’attività lavorativa della vittima e non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di una possibile ritorsione legata a richieste estorsive. L’area in cui è avvenuto il sequestro si trova a breve distanza dal rione Amicizia, zona ritenuta storicamente vicina al clan Contini, ma al momento non emergono collegamenti diretti con la criminalità organizzata.

NAPOLI – Di seguito i dati elettorali della coalizione di centrodestra nella città di Napoli:
• Referendum marzo 2026: voti per il “Sì” 86.029 (pari al 24,5%)
• Regionali novembre 2025: voti candidato governatore Cirielli 73.236 (pari al 24,9%)
• Politiche settembre 2022: 73.584 voti assoluti (pari al 21,1%)
• Comunali ottobre 2021: voti candidato sindaco Maresca 75.891(pari al 21,8%)
Sono numeri implacabili, che offrono più di mille ragionamenti il quadro politico locale. L’attuale maggioranza di governo, nella terza città d’Italia, è praticamente una “riserva indiana”: solo un napoletano su quattro/cinque si fida del centrodestra. E da cinque anni a questa parte tutte le forze politiche della coalizione (Fdi, Fi, Lega e alleati civici) non riescono ad esprimere null’altro che percentuali di consenso a dir poco preoccupanti. Figuriamoci, in questo contesto, se si può costruire una vera e concreta alternativa al centrosinistra, che di fatto governa Napoli da decenni.
A circa un anno dalle elezioni comunali, nel capoluogo partenopeo la crisi del centrodestra è nei numeri. Che per adesso sono inesorabili, ineludibili. Il consenso rimane fermo, a prescindere da cosa si vota e per chi si vota (referendum, sindaco, governatore, governo nazionale). È triste dirlo ma è evidente, ad oggi, l’incapacità di riuscire a parlare alla città e di rendersi forza credibile per rappresentare una vera idea di cambiamento e alternanza.
Non è un caso che, nella città di Napoli, il centrosinistra abbia già due candidati in corsa per le comunali 2027, il sindaco in carica Manfredi e l’ex sindaco De Magistris, mentre il centrodestra non ha leadership da esprimere. Difficilmente potrà venir fuori un candidato e una coalizione forti e autorevoli in questi pochi mesi che separano i napoletani dalla chiamata alle urne per decidere chi guiderà il Comune nel prossimo quinquennio.
Attualità
Nel nome di Domenico: a Napoli nasce la Fondazione contro la malasanità
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3 mesi fail
20 Marzo 2026Da
Redazione
NAPOLI. Il dolore che si fa scudo, la memoria che diventa azione. A un mese esatto dalla scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di Nola morto a soli due anni dopo un trapianto cardiaco al Monaldi, la sua eredità prende una forma concreta e coraggiosa. Nello studio del notaio Roberto Dante Cogliandro, a Chiaia, è stata ufficialmente costituita la “Fondazione Domenico Caliendo”.
Non è solo un atto formale, ma un patto di solidarietà firmato dalla madre, Patrizia Mercolino, che della Fondazione sarà presidente. L’obiettivo è scolpito nel fango di una vicenda che ha scosso l’intera Campania: “Mai più”. Mai più famiglie lasciate sole nel labirinto della colpa medica; mai più vittime senza voce davanti a tragedie che colpiscono i minori.
La Fondazione nasce con una dote iniziale di oltre 45mila euro, frutto della generosità di chi ha seguito l’agonia di 60 giorni del piccolo Domenico. Le linee guida sono chiare:
- Assistenza Legale: Sostegno a chi non ha i mezzi per affrontare le lunghissime e costose battaglie giudiziarie per malasanità, andando oltre i limiti del gratuito patrocinio.
- Supporto Psicologico: Un percorso dedicato a chi ha perso i propri cari a causa di malpractice medica.
- Trasparenza e Controllo: La nomina di un revisore dei conti (il commercialista Marco Gallinoro), sebbene non obbligatoria per legge, è stata fortemente voluta per garantire la massima limpidezza nella gestione dei fondi.
Mentre la Procura di Napoli prosegue l’inchiesta per accertare le responsabilità sulla morte del bambino, la politica regionale ha battuto un colpo durissimo. La giunta guidata da Roberto Fico ha disposto la sospensione dei trapianti pediatrici di cuore al Monaldi per sei mesi.
Una decisione drastica che segue un’ispezione straordinaria e che sposta le funzioni del Centro Regionale Trapianti direttamente sotto il controllo della Direzione Generale per la Tutela della Salute. Il programma ripartirà solo se e quando verranno garantiti standard di sicurezza assoluti.
Oggi, nel trigesimo della morte, la famiglia si chiuderà in una preghiera privata, lontano dai riflettori. Ma il legame tra Domenico e la sua terra resterà pubblico: il prossimo 14 aprile si terrà una celebrazione aperta a tutti per ricordare quel “piccolo guerriero” che, pur non essendoci più, sta già cambiando il volto della sanità campana.


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