CAPUA (a.c.) – Una storia di ingiustizie, una storia di comportamenti sbagliati, di segnali mai colti. Una storia di riferimenti che crollano in errori grossolani, generalizzazioni fittizie, come parte di un percorso che inizia la sua redenzione solo al culmine dell’adolescenza, solo quando ci rendiamo conto che non siamo più bambini, e non potremo più esserlo.
Quella che avete letto nell’introduzione è il riassunto perfetto della storia di Claudio Maria Damiano, un giovane ragazzo di 20 anni originario di Santa Maria Capua Vetere, ma che vede tutto il suo percorso scolastico svolgersi a Capua. E sarà proprio il primo percorso scolastico a segnarlo profondamente, con una maestra cinica, spietata che taglia nell’animo di un innocente bambino di 6 anni più di qualsiasi altra lama. Quello che dovrebbe essere per tutti i bambini un punto di riferimento si trasforma in un incubo, passano addirittura in secondo piano le parole dei compagni, che non migliorano la situazione. Claudio è alle strette e sceglie di cambiare, iniziare da capo, fuggire da un bullismo autoritario e indifendibile ad opera di maestre e compagni.
Arriva così in un altro istituto, nuovi compagni, nuove insegnanti, ma quel bambino si accorge che continua ad avere qualcosa di diverso. Inizia un percorso di logopedia, poi, all’età di otto anni, la sentenza della dislessia gli cade addosso come un macigno. Tutte le ingiustizie, le offese, le costrizioni subite erano come vernice su una maschera: aggiungevano solo un altro strato tra Claudio ed il mondo.
L’adolescenza è l’età del cambiamento, ed è qui che Claudio inizia a guardare il mondo con occhi diversi, con i propri occhi, quelli veri, usando la sua “diversità” come un superpotere, sfruttandola per differenziarsi da tutti gli altri, utilizzandola come una risorsa. A 16 anni decide di fondare “Dislessia per amica”, sensibilizzando ed aiutando numerosi bambini e famiglie che convivono e si addentrano ogni giorno in queste nuove realtà.
Nel frattempo Claudio fa tanto altro, dà una vera svolta alla sua vita riuscendo ad agguantare ogni occasione che gli si presenti davanti, coronando un percorso di redenzione da quella traumatica infanzia con la pubblicazione del suo primo libro “Mamma, ho la dislessia”, un libro breve ma che racchiude a pieno schizzi della vita di Claudio, ma che mira a chiunque attraversi difficoltà o perplessità nel proprio percorso di crescita. Ma questa stessa redenzione non è altro che un punto di inizio del suo “per aspera ad astra“.
La presentazione è programmata per sabato 2 maggio alle ore 18:30 presso il Museo Campano di Capua. E la scelta del luogo non è casuale, come ci dice lo stesso Claudio: “Ho svolto tutte le mie scuole a Capua, dall’asilo alle superiori.
Ed è anche per questo che ho deciso di pubblicare il mio libro qui, a Capua, con “Capua Luogo della Lingua”. Per me, quest’anno, il 2 maggio alle 18:30, al Museo Campano, sarà un grande onore inaugurare, con la mia presentazione, il “Capua Luogo della Lingua Festival”.