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Politica

Endometriosi: il Consiglio regionale dice sì all’Intergruppo sulla ricerca, innovazione e tutela delle donne affette da malattie croniche invisibili

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Il Consiglio regionale della Campania, su iniziativa della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Ira Fele, ha costituito l’Intergruppo Consiliare Regionale “Vivere con l’Endometriosi – Ricerca, innovazione e tutela dei diritti delle donne affette da malattie croniche invisibili”. Un organismo bipartisan che si occuperà con continuità delle donne costrette a convivere con una malattia cronica, dolorosa e invisibile.

L’Intergruppo nasce con l’obiettivo di creare un luogo permanente di confronto tra istituzioni, associazioni delle pazienti, medici, ricercatori, professionisti sanitari ed esperti, affinché dall’ascolto possano nascere proposte concrete, nuove iniziative legislative e un aggiornamento della normativa regionale, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione, favorire diagnosi più tempestive, sostenere la ricerca e garantire percorsi di cura sempre più efficaci.

Alla base dell’iniziativa c’è anche l’esperienza personale della consigliera Fele, affetta da endometriosi infiltrante di IV grado, una condizione che le ha consentito di conoscere direttamente le difficoltà affrontate quotidianamente da migliaia di donne. Un’esperienza trasformata in impegno istituzionale, affinché nessuna paziente debba sentirsi sola, inascoltata o invisibile.

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, complessa e ancora oggi priva di una causa definitivamente accertata. Può interessare numerosi organi e apparati del corpo, tra cui ovaie, tube, peritoneo, intestino, vescica e ureteri, compromettendo la salute, la fertilità, il lavoro, la vita familiare e la qualità della vita delle pazienti.

Nel 2020 la Regione Campania aveva approvato una legge dedicata all’endometriosi, considerata un primo passo importante. L’istituzione dell’Intergruppo punta ora a compiere un ulteriore salto di qualità, alla luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle esigenze ancora espresse dalle pazienti.

La consigliera Ira Fele ha infine ringraziato i colleghi che hanno aderito all’iniziativa, sottolineando la volontà di portare avanti questo percorso con determinazione, competenza, spirito di collaborazione e serietà, mettendo al centro i contenuti e le esigenze delle donne affette da endometriosi e da malattie croniche invisibili.

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Cardito

CARDITO. I miracoli di San Nunziante: il Sindaco che inaugura le strade degli altri e offre pure il caffè

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CARDITO – Succede anche nelle migliori famiglie, ma a Cardito la messinscena ha raggiunto vette da teatro dell’assurdo. Prendete l’ultimo appassionato sermone social del primo cittadino, Nunziante Raucci: un concentrato di poesia amministrativa, retorica del “vi sto raccontando tutto” e un profluvio di hashtag dall’intenso sapore di marketing elettorale permanente.

Dopo ben due mesi di “intensissimo studio” sui faldoni comunali – durante i quali immaginiamo il Sindaco chinato sui documenti a lume di candela con la fronte rigata di sudore – Raucci ha finalmente pronunciato il Verbo: “Siamo pronti ad entrare nel vivo”. E via con la litania dei successi: la manutenzione delle scuole, l’efficienza ritrovata, i cantieri aperti sulle strade, le porte aperte, i cellulari sempre accesi e gli immancabili caffè a casa dei cittadini, in un idillio di democrazia partecipata che ricorda molto le sfilate di paese della Prima Repubblic. Peccato che dietro la facciata di questa prodigiosa “programmazione estiva” si nasconda il più classico dei trucchi da illusionista della politica: il furto di paternità dei provvedimenti altrui.

La grande fuffa della “programmazione”: i miracoli con il bilancio di Cirillo

Raucci ci racconta che in due mesi ha rivoluzionato la macchina comunale e pianificato interventi che “la comunità attendeva da tantissimi anni”. Magnifico. Straordinario. Se non fosse per un piccolissimo, irrilevante dettaglio contabile che la propaganda da fotoromanzo si è dimenticata di menzionare: la nuova giunta sta semplicemente spendendo i soldi stanziati, programmati e approvati dall’amministrazione precedente di Giuseppe Cirillo.

Chiunque mastichi un minimo di Diritto Amministrativo – e non solo di post su Facebook con gli hashtag giusti – sa benissimo che la manutenzione straordinaria delle strade, il rifacimento dell’asfalto e la segnaletica orizzontale non sono intuizioni divine che si deliberano, finanziano, appaltano ed eseguono tra un caffè e l’altro in sei settimane di luglio e agosto. La realtà dei fatti, quella scritta negli atti trasparenti e non nei reel di Instagram, racconta un’altra storia:

  1. Il Programma Triennale delle Opere Pubbliche: I lavori stradali che Raucci si appunta al petto come medaglie al valore sono stampati nero su bianco nelle variazioni e negli aggiornamenti del Programma Triennale approvato dalla giunta Cirillo (basta andare a rispolverare, ad esempio, la Deliberazione di Giunta n. 73).

  2. I Fondi in Bilancio: La ditta che in questi giorni sta stendendo l’asfalto e pitturando le strisce pedonali – puntualmente fotografata dal Sindaco per testimoniare la sua “efficienza” – viene pagata con i capitoli di spesa del Bilancio di Previsione votato e blindato dalla vecchia maggioranza.

Raucci si è insediato, ha trovato la tavola apparecchiata, il conto già saldato dal predecessore, si è seduto, ha mangiato e poi si è affacciato al balcone per prendersi gli applausi degli avventori dicendo di aver cucinato lui. A casa nostra questo non si chiama “efficienza”: si chiama taglianastri in azione sulle carte preparati dagli altri.

Il “Sindaco del Caffè” e la politica del vuoto spinto

Mentre Raucci sventola l’asfalto di Cirillo come fosse farina del suo sacco, il contorno è da manuale della captatio benevolentiae. La stanza del sindaco “sempre aperta”, il numero di telefono a disposizione di tutti, il pellegrinaggio laico nelle case dei carditesi per sorseggiare tazzine di caffè e raccogliere segnalazioni su buche e lampadine fulminate.

È la glorificazione del Sindaco-Uffiziale Postale, dell’amministratore che scambia il governo di una città per un servizio di portineria di quartiere. Ascoltare i cittadini è un dovere, certo; ma ridurre l’azione di governo alla gestione delle buche su segnalazione WhatsApp per mascherare la totale assenza di una visione strategica propria è un esercizio di vuoto cosmico.

E la domanda sorge spontanea: se per tagliare un nastro programmato da altri e per sistemare due banchi di scuola servono due mesi di “intenso studio” e tre “saggi” da riesumare dalla prima repubblica per fare da tutori agli assessori (gratis, per carità!), cosa succederà quando questa amministrazione dovrà produrre un atto di suo pugno? Quando finirà l’eredità di Cirillo e Raucci dovrà mettere a bilancio euro veri frutto della sua programmazione?

Per ora ci dobbiamo accontentare della narrazione: asfaltatura a spese dell’ex Sindaco, propaganda a spese della credibilità e caffè a spese del cittadino ospitante. Buon appetito Cardito, e soprattutto: buon caffè.

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Editoriale

FRATTAMAGGIORE. Il Sindaco nomina il suoi fedelissimi nello staff e loro inventano la Comunicazione a Matrioska

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FRATTAMAGGIORE – C’era una volta la burocrazia Kafkiana. Oggi, nella ridente Frattamaggiore, siamo passati direttamente al teatro dell’assurdo in salsa partenopea. Il capolavoro istituzionale reca la data del 10 settembre 2026 ed è stato vergato su carta intestata con tanto di stemma cittadino: una circolare direttoriale inoltrata con somma solennità a tutti i Dirigenti del II, III, IV, V e VI Settore, al Comando di Polizia Municipale e, per conoscenza, al Sindaco Dott. Luigi Del Prete e al Segretario Generale Dott. Pietro Dragone. A firmare il prodigio d’ingegno sono il Dott. Domenico Costanzo dell’Ufficio Staff del Sindaco e l’Ing. Adolfo Valerio Spena.

Il Documento: l’arte di scaricare il barile istituzionale

L’oggetto del contendere appare già un programma politico: “Coordinamento e tempestività delle comunicazioni istituzionali – Richiesta di preventiva informazione”. Tradotto dal burocratese di stretta osservanza: “Cari dirigenti, ci avete scocciato, lavorate voi al posto nostro”.
Nella prima pagina si legge un accorato lamento: lo staff si duole che ordinanze, provvedimenti, eventi e iniziative giungano alla comunicazione “a ridosso dell’evento” o, orrore degli orrori, quando la notizia è già diventata “di dominio pubblico attraverso altri canali” (leggi: su Facebook o nei bar della piazza prima che i “comunicatori” del Sindaco se ne accorgano). Questo, spiegano affranti i nostri eroi, determina una “condizione di costante emergenza” ed espone l’Amministrazione a critiche per presunti ritardi.
La svolta epocale arriva nella seconda pagina, dove, in un tripudio di evidenziatore giallo da scuola media, si “dispone”: i dirigenti non solo dovranno comunicare tutto con il massimo anticipo, ma dovranno fornire essi stessi “gli eventuali elementi utili alla corretta predisposizione dei contenuti”. Insomma, una sorta di pre-masticato informativo.
Ruolo TeoricoMansione Reale richiesta dalla CircolareBeneficiario finale
Staff Comunicazione SindacoRilancio e “postaggio” del materiale già confezionato dagli ufficiLo Staff stesso (meno fatica, zero ricerca)
Dirigenti di SettoreRedazione atti, gestione uffici + Giornalisti e copywriter di se stessiNessuno (sovraccarico burocratico)
Cittadini di FrattamaggiorePagare le competenze del super-staff con le proprie tasseNessuno (ricevono notizie in ritardo)

In un modello amministrativo lineare, infatti, spetterebbe alla politica tracciare l’indirizzo strategico e guidare la burocrazia, con la conseguenza logica che lo staff del Sindaco dovrebbe essere il primissimo soggetto al corrente di ogni mossa, linea guida o provvedimento prima ancora che prenda forma sugli scranni amministrativi; invece, la grottesca pretesa di essere “informati per tempo” dagli uffici rivela la resa incondizionata della politica, confessando apertamente che la macchina comunale viene trascinata in totale autonomia dai dirigenti mentre il Sindaco e i suoi addetti si riducono al ruolo di spettatori pagati che chiedono agli attori di mandargli il copione in anticipo.

Il Cortocircuito: a cosa serve lo Staff?

Ed è qui che scatta il cortocircuito comico tra Politica e Macchina Burocritica. In una qualsiasi democrazia dell’universo conosciuto, lo staff di comunicazione di un Sindaco — di norma composto da professionisti o presunti tali — ha un compito ben preciso laddove il provvedimento non fosse di natura politica: scavare, scovare, cacciare le notizie negli anfratti del Comune, sintetizzarle con linguaggio chiaro per i cittadini e trasformarle in comunicazione efficace. Insomma, fare i giornalisti di palazzo.
A Frattamaggiore no. A Frattamaggiore si applica il principio della “comunicazione a matrioska inversa”. Il comunicatore non deve cercare la notizia: sono i dirigenti (già sommersi da gare, determine, delibere e contenziosi) a doversi trasformare in redattori di cronaca municipale, confezionare il pacchettino con tanto di fiocchetto e consegnarlo su un piatto d’argento allo Staff.
La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno: se i dirigenti devono fare i giornalisti, fare i post, scriversi i comunicati e anticipare gli eventi, lo Staff del Sindaco esattamente per cosa viene retribuito dai contribuenti di Frattamaggiore? Per premere il tasto “Pubblica” su Facebook? Per fare da passacarte digitale? Per fare i passacarte 2.0 servirebbe al massimo un software di automazione da dieci euro al mese, non un intero ufficio di staff.

Anziché rivendicare il proprio ruolo dinamico di ricerca dell’informazione, lo Staff si trasforma in un ufficio reclami che esige la pappa pronta. Il Sindaco e i suoi fedelissimi hanno inventato il primo caso al mondo di burocrazia del selfie: se le cose non funzionano, non è perché la comunicazione dorme, ma perché i dirigenti non hanno inviato il comunicato in tempo per la rassegna stampa dell’ora del tè. Un vero capolavoro di contorsionismo amministrativo.

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Caivano

CAIVANO. Il Concessionario di famiglia, dove il Tributo diventa un affare di casa Russo-Angelino

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CAIVANO – Se Caivano fosse una commedia di Eduardo, la scena madre di questi giorni si intitolerebbe “Natale in casa Sogert”. Ma siccome siamo nel territorio reale di un Comune che ha alle spalle la non trascurabile medaglia di ben due scioglimenti per camorra, la vicenda assume i contorni grotteschi di una sceneggiatura dove la realtà supera di slancio la satira più sfrenata.

Ci avevano promesso la “Nuova Era”, la trasparenza a prova di raggi X, il risanamento contabile a colpi di retorica e moralità sbandierata sui social. Poi vai ad aprire i cassetti dell’Albo Pretorio e scopri che la famosa “svolta” dell’Amministrazione Angelino assomiglia maledettamente al vecchio e immortale manuale del parentado d’oro.

Il blitz sull’acqua pubblica (e sui soliti noti)

Facciamo un passo indietro per i lettori che non amano il burocratese contabile. Nel giugno del 2025, la Commissione Straordinaria Prefettizia — cioè tre servitori dello Stato mandati a bonificare il Palazzo dopo l’ennesima catastrofe istituzionale — aveva tracciato una rotta chiarissima con la Delibera n. 18: affidare la riscossione coattiva di tutte le entrate comunali all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Tradotto: niente privati tra le scatole, garanzia pubblica al 100%, terzietà assoluta, aggi controllati e risanamento trasparente. Una scelta che chiunque erediti un Ente piegato dal malaffare dovrebbe custodire come una reliquia.

E invece cosa fa l’Amministrazione Angelino un anno dopo? Con una bella Determinazione dirigenziale del III Settore (la n. 1327 del 7 settembre 2026), scarta di lato, ignora la rotta tracciata dai Commissari e decide di riesumare il privato. E non per una manciata di spiccioli, ma per la bellezza di oltre 3,3 milioni di euro di canoni idrici non pagati. Un pacco regalo da oltre tremila mila euro ad affidamento diretto via MEPA alla società S.O.G.E.R.T. S.p.A., giustificando il tutto con la scusa dell’urgenza e dell’attività “propedeutica” che solo il privato uscente saprebbe fare.

In parole povere, mentre i Commissari Prefettizi per un affidamento di tale portata si erano espressi con la solennità e la trasparenza di una Delibera con i poteri del Consiglio Comunale, l’Amministrazione Angelino liquida la pratica con una semplice Determinazione dirigenziale. Un tratto di penna burocratico per scavalcare ancora una volta l’Aula, azzerare il dibattito pubblico e mettere la cittadinanza davanti al fatto compiuto, in perfetto e stridente contrasto con la tanto strombazzata “casa di vetro” della trasparenza.

L’albero genealogico nell’Area Legale

Fin qui direte: la solita e discutibile scelta amministrativa di preferire il privato allo Stato. Magari fosse “solo” questo! La vera magia avviene quando si va a spulciare la composizione dell’organigramma e del dipartimento legale della S.O.G.E.R.T. S.p.A.

Scorrendo i nomi dei professionisti che figurano nell’Area Legale del concessionario privato miracolosamente riesumato dal Comune di Caivano, imbattiamo in una coincidenza di quelle che a mathematically avrebbero una probabilità su un miliardo:

  1. Ci trovi l’Avvocato Sebastiano Piscopo. Chi è? Casualità vuole che sia il marito di Orsella Russo, benemerito Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Tempo Libero della Giunta Angelino.

  2. Ci trovi l’Avvocato Roberto Russo. Chi è? Un altro sconosciuto qualsiasi, se non fosse il fratello di Vittorio Russo, portaborse dell’ex Senatore Giacinto Russo, nonché entrambi (Roberto e Vittorio) parenti del compianto Senatore, padre della succitata Assessora.

Praticamente, più che un organigramma societario di un concessionario di riscossione tributi, pare la lista degli invitati a un pranzo di Pasqua della maggioranza di Caivano!

L’inconvenienza e l’opportunità (questa sconosciuta)

Sia chiaro a scanso di querele dei soliti permalosi: qui nessuno sta ipotizzando reati da Codice Penale o violazioni formali di firma sui singoli atti dirigenziali (è il burocrate di turno che firma la determina, ci mancherebbe altro!). Ma esiste una cosa sottile, dimenticata nelle sagrestie di Palazzo, che si chiama opportunità politica ed etica pubblica.

Un Sindaco con la fascia tricolore sul petto, insediatosi dopo anni di commissionamenti prefettizi, dovrebbe avere il terrore viscerale anche solo dell’ombra di un sospetto. Dovrebbe guardarsi bene dal deviare dalla strada segnata dalla Prefettura per concedere fette di riscossione tributaria a società private nei cui quadri legali bivaccano mariti e parenti della sua Giunta!

Invece no. A Caivano si fa finta di niente. Si va in televisione e sui social a fare la lezione di morale ai cittadini incivili sul conferimento dei rifiuti, chiedendo la “collaborazione” e la “trasparenza”, mentre nelle stanze della gestione finanziaria l’acqua pubblica e i milioni dei tributi morosi prendono la via di una società “amica” infarcita di parentele istituzionali.

Ci diranno sicuramente che è l’ennesima “polemica sul nulla” sollevata dalla solita “opposizione farsa” o dai giornalisti poco accomodanti. Risponderanno che l’Assessore Russo non ha la delega ai Tributi (come se le delibere di Giunta si votassero a compartimenti stagni!) o che il contratto con la SOGERT ha motivazioni squisitamente tecniche.

Potranno inventarsi tutte le supercazzole contabili del mondo, ma i fatti restano lì, scolpiti sulle carte ufficiali: la Commissione Prefettizia aveva scelto l’Agenzia delle Entrate per garantire terzietà e pulizia; la Giunta Angelino preferisce dare i canoni idrici ai privati dove lavora la famiglia dell’Assessore in carica. Complimenti vivissimi per la “Nuova Era”. Se questo è il nuovo corso della trasparenza caivanese, tenetevi pure il cambiamento: noi continuiamo a preferirgli la decenza.

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