CAIVANO – C’è un fantasma che si aggira tra le stanze della casa comunale di Caivano: il fantasma del “non ci sono i soldi”. Una scusa vecchia come il politichese, un paravento dorato dietro cui l’Amministrazione Angelino tenta di nascondere sei mesi di totale, drammatica e imbarazzante paralisi. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e i bilanci, per fortuna, parlano un’altra lingua.
L’altra sera, presso la casa comunale, è andata in scena una riunione di maggioranza che ha assunto i contorni di una vera e propria resa dei conti psicologica. La sensazione emersa è ormai una certezza granitica: i consiglieri comunali hanno iniziato ad accusare, per adesso velatamente, il primo cittadino di essere un accentratore patologico. Un “Re Sole” che non ama delegare, che soffoca ogni spazio di manovra e che, di fatto, sta impedendo ai singoli eletti di dare risposte concrete al proprio elettorato. I consiglieri sono ridotti a schiacciare un bottone in aula, privati della dignità del proprio ruolo.
Tanto è vero che le indiscrezioni raccontano di un summit carbonaro avvenuto in gran segreto la sera precedente: i quattro consiglieri di “Bene Comune”, i tre di “Caivano Unita” e il solito Giuseppe Gebiola di “Caivano 2.0” si sono riuniti attorno a un tavolo per discutere del peccato originale di questa consiliatura. Gli assessori che questi stessi gruppi hanno individuato e posizionato sulle poltrone della giunta non rispondono a chi li ha nominati, ma pendono esclusivamente dalle labbra del Sindaco. Un cortocircuito democratico favorito dal fatto che, essendo molti di loro forestieri, non conoscendo il territorio si sono semplicemente allineati all’unico uomo al comando per incassare lo stipendio e l’immunità politica.
Davanti alle timide proteste della sua stessa maggioranza, il Sindaco tira fuori il solito ritornello: “Le casse sono vuote, non c’è spazio di manovra”. Ma la verità è un’altra. In sei mesi di insediamento, con cinque consigli comunali celebrati (compreso quello cruciale di stasera), in aula non è mai stato portato un solo indirizzo politico degno di nota. Nessun piano per grandi investimenti, nessuna visione di cambiamento in qualsivoglia settore. Solo passerelle social, come quelle sul PUC blindato gestito dall’assessore Lopez.
Da giornalisti ed editorialisti abbiamo il dovere di fare un’operazione verità. Mettiamo da parte la propaganda e seguiamo la cronologia esatta dei conti pubblici di Caivano. I numeri che seguono dimostrano che i soldi ci sono, eccome se ci sono. È questa Amministrazione che non sa o non vuole spenderli.
CRONOLOGIA E VERITÀ SULLE CASSE DI CAIVANO: IL TESORETTO NASCOSTO
Per capire l’entità del bluff orchestrato dal palazzo, basta leggere i documenti ufficiali del Comune. Ecco come si è formata la straordinaria vitalità finanziaria dell’ente e dove sono nascosti i milioni che il Sindaco nega alla città:
Maggio 2023: Il via libera del Ministero dell’Interno
La storia dell’abbondanza finanziaria di Caivano ha un punto di partenza preciso. L’8 maggio 2023, la Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero dell’Interno rilascia un parere storico (prot. 78711). Roma stabilisce che le somme milionarie avanzate dalla gestione del vecchio dissesto non devono essere restituite allo Stato, ma possono essere trattenute dal Comune per pagare i propri debiti residui.
Giugno 2023: Il Sindaco Falco chiede di spendere la liquidità
Forte di quel parere, il 30 giugno 2023 l’allora Sindaco Vincenzo Falco scrive formalmente all’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) chiedendo di poter usufruire immediatamente di quelle somme a debito dell’ente. Un milione dopo l’altro serve a sanare posizioni debitorie, a partire da una transazione da 600.000 euro chiusa con la società Igica 1.
Luglio 2023: Il sigillo dell’OSL sugli oltre 3 milioni
Il 12 luglio 2023, l’OSL (a firma del dott. Scognamiglio) risponde confermando che quelle risorse derivanti dal mutuo di liquidità contratto con il Ministero (oltre 3 milioni di euro) restano vincolate nel risultato di amministrazione dell’ente, pronte all’uso.
Dicembre 2025: La corazzata del Rendiconto
Arriviamo alla fine dell’esercizio 2025. Il conto consuntivo certifica una situazione patrimoniale mostruosa, pari a un risultato di amministrazione lordo di ben 77.320.996,13 euro. Di questi, la stragrande maggioranza viene accantonata per sicurezza (tra cui 42 milioni di Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e 12,5 milioni di Fondo Contenzioso per coprire le cause legali e i debiti fuori bilancio).
Ma è nella parte vincolata e disponibile che crolla il castello di carte del Sindaco Angelino:
- Ci sono 3.060.113,87 euro di vincoli ereditati dall’OSL per i debiti del dissesto.
- Ci sono altri 3.966.238,14 euro di anticipazione di liquidità del Ministero dell’Interno tenuti lì come paracadute in caso di bisogno.
- L’AVANZO LIBERO EFFETTIVO ammonta alla cifra astronomica di 14.578.477,31 euro.
IL PARADOSSO: IL COMUNE “STA PIENO DI SOLDI”, MA È TUTTO FERMO
La conclusione tecnica e contabile è persino imbarazzante per l’Amministrazione: il Comune di Caivano sta pieno di soldi. Le poste vincolate e accantonate a tutela del bilancio (i 12,5 milioni del fondo contenzioso, i 3 milioni dell’OSL e i 3,9 milioni ministeriali) sono di gran lunga superiori a qualsiasi debito fuori bilancio reale. Significa che il bilancio è blindato e i debiti non spaventano. Significa, soprattutto, che i 14.578.477,31 euro di avanzo libero sono interamente utilizzabili per la città.
Come si potrebbero spendere subito questi soldi?
Invece di paralizzare l’Ufficio Tecnico — dove non si rilasciano concessioni edilizie da mesi e dove è stato posizionato a capo del settore Urbanistica il funzionario Tuberosa, un ingegnere elettronico del tutto inadeguato alla materia — l’Amministrazione avrebbe praterie di manovra economica.
Un esempio lampante fornito dalle nuove regole sull’avanzo libero introdotte dalla Legge di Bilancio dello Stato per il 2026 (Legge n. 199/2025)? Una parte di quei 14,5 milioni di avanzo libero potrebbe essere utilizzata immediatamente per effettuare l’estinzione anticipata dei prestiti e dei mutui contratti dall’ente.
Guardando i dati sull’incidenza degli interessi, il Comune di Caivano spende ancora, nel 2025, ben 265.425,77 euro di soli interessi passivi (una cifra fortunatamente virtuosa e pari allo 0,72% delle entrate correnti, ben al di sotto del limite del 10% del TUEL). Estinguendo anticipatamente i mutui con l’avanzo libero, l’amministrazione azzererebbe questa spesa, liberando immediatamente preziose risorse correnti nel bilancio ordinario. Soldi freschi che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, per sbloccare la pianta organica ed effettuare nuove assunzioni di personale, dando ossigeno a uffici comunali ormai deserti e incapaci di rispondere ai cittadini.
CONCLUSIONI: LA POLITICA DELLA PAURA PER CONSERVARE IL POTERE
Allora perché il Sindaco continua a dire che non ci sono soldi? Perché preferisce la palude burocratica al coraggio amministrativo?
La risposta è squisitamente politica. Alimentare il mito delle “casse vuote” serve al primo cittadino per giustificare l’immobilismo, per spegnere le legittime richieste dei consiglieri comunali e per mantenere il controllo totale ed esclusivo su ogni singolo centesimo e su ogni singola decisione. È la strategia del bisogno: tenere tutti sulla corda per costringere assessori e consiglieri a presentarsi col cappello in mano davanti alla sua scrivania.
Nel frattempo, la città subisce i monologhi d’élite del PUC, i veti incrociati delle faide interne (come la finta sfiducia all’assessore Cimmino orchestrata sull’asse Gebiola-Sindaco per punire il mancato voto notturno al rendiconto 2025) e l’ordinaria amministrazione cola a picco.
Cari consiglieri di maggioranza che vi riunite in segreto nei corridoi: smettetela di farvi raccontare la favola del bilancio in fiamme. I documenti cantano, i milioni in cassa ci sono. Se continuate a non contare nulla, non è per colpa del bilancio: è perché avete permesso a un solo uomo di trasformare Caivano nel proprio feudo personale, riducendo voi a comparse e i cittadini a sudditi di un’Amministrazione senza visione.