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CAIVANO. Fumi di propaganda e alleati traditi: la “Nuova Era” è già in crisi.

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CAIVANO – È ufficialmente crisi nell’amministrazione guidata dal sindaco Angelino. Lo pensano tutti nei corridoi del municipio, ma nessuno ha il coraggio di dirlo per non incrinare la narrazione fasulla imposta dal capo assoluto. Quella giunta di “alto profilo”, sbandierata ai quattro venti dagli adulatori del sindaco Angelino, si è rivelata per quello che è: un colossale bluff, esattamente come tutta la costruzione propagandistica della novità e competenza al potere.

Una cosa sono i fatti, un’altra la narrazione di regime. I primi mesi di consiliatura sono scivolati via tra feste, inaugurazioni di opere fatte da altri e manifestazioni utili soltanto a consolidare l’immagine di un Sindaco ormai affetto da una evidente bulimia sociale e da una ossessiva propensione al culto della propria personalità. L’attenzione della comunità è stata artatamente dirottata sul faceto, mai sulle cose serie. Mentre il paese arranca, siamo costretti a subire una pioggia quotidiana di post, selfie di assessori e consiglieri, passerelle continue ed un presenzialismo vuoto da parte dei più fedeli scudieri del capo.

Alcuni sono stati ripagati con poltrone stipendiate: si va dalla Presidenza del Consiglio comunale fino all’assessorato alla Pubblica Istruzione, dove si registrano per ora i balletti scatenati della titolare della delega, Orsella Russo, senza che però le scuole si siano minimamente accorte della sua presenza. Il ruolo istituzionale ridotto a esibizione sguaiata come se la politica fosse un talent scout televisivo.

Ma una volta dipanati i fumi della propaganda di regime, non resta nulla. Emergono invece i malumori, finora soppressi, da parte di consiglieri costretti a subire una giunta che non ha fatto quasi nulla, totalmente slegata dal territorio e priva di reali competenze. Un esecutivo che serve a una sola cosa: permettere al Sindaco di avere tutto sotto controllo, allontanando la politica intesa come partecipazione per perseguire i propri scopi personali. Lui solo deve amministrare e dare al popolo l’impressione di essere l’uomo della provvidenza in grado di risolvere i problemi. Lui solo deve fare politica e tenere i rapporti con i palazzi sovracomunali.

Con una chirurgica distribuzione delle cariche, il Sindaco si è assicurato il favor perpetuo del Presidente del Consiglio comunale agganciato all’immunità e mettendo all’angolo a chi quella poltrona spettava di diritto: il consigliere più votato, Tobia Angelino, forte dei suoi 1200 voti personali. Il campione delle preferenze è stato così relegato al ruolo di speaker di una maggioranza muta, composta da semplici “yes-man”.

Tobia Angelino è stato ridimensionato persino dal segretario di “Caivano Conta”, il quale non ha esitato a trattarlo come pedina di scambio per il seggio in consiglio comunale per suo cugino, Emanuele Scuotto, primo non eletto. L’incastro perfetto ha visto l’ingresso in giunta di Orsella Russo per liberare il posto in assise a Scuotto, mentre si è buttato fumo negli occhi ai critici nominando assessore Raffaele Marzano, fatto passare abilmente come nome indicato da Tobia Angelino. Marzano è entrato in giunta passando sopra la mortificazione del primo eletto.

Fatto fuori Tobia Angelino che appare una vera minaccia per le ambizioni del Sindaco, si è potuto strutturare un sistema accentratore fatto di consiglieri obbedienti e assessori fantasma che, come ammesso dalla stessa assessore Lopez, fanno capo esclusivamente al Sindaco.

Questo schema serve ad Angelino, e solo a lui, per pianificare la sua futura carriera politica. Il sindaco sta infatti puntando a un clamoroso riavvicinamento al Partito Democratico, avendo compreso che in Campania il centrodestra non ha speranze di vittoria. Eccolo allora salire sul palco carditese del vicesindaco della città metropolitana Peppe Cirillo, uomo forte della corrente che fa capo a Casillo/Topo. A Cardito sostiene il PD mentre strizza pure l’occhio al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. L’avvicinamento del consigliere regionale Lucia Fortini al PD potrebbe essere il tram per condurre il sindaco Angelino, da sempre pupillo di Lello Topo, nell’alveo del centrosinistra e del partito della Schlein, con buona pace dei Dem locali. Angelino potrebbe decidere di costituire il gruppo PD in Consiglio mettendo due dei suoi consiglieri fedelissimi in cambio di un assessore in giunta e del suo ingresso trionfante.

Il campione del finto civismo ha un disperato bisogno di una casacca politica per candidarsi alle imminenti elezioni provinciali, magari proprio nella lista di Manfredi, puntando a una poltrona nella giunta metropolitana. E così l’assessore Marzano si ritrova in una giunta il cui capo politico guarda al PD, mentre lui ha l’ambizione opposta di entrare nelle liste della Meloni per le elezioni politiche del 2027. Contraddizioni e strategie personalistiche che si consumano sulla pelle di Caivano mentre il Governo Meloni, che è ancora presente a Caivano con la struttura commissariale si ritroverebbe un Sindaco ormai apertamente avversario in vista delle prossime politiche.

E mentre Antonio Angelino tesse le lodi di sé stesso e costruisce il suo futuro lontano da qui, a Caivano non resta nulla. La “Nuova Era” è ormai uno slogan vecchio, superato nei fatti dalla crisi politica aperta da “Caivano 2.0” di Gebiola, il quale ha sfiduciato il suo assessore di riferimento. In questa pantomima, né il sindaco ha revocato l’assessore, né quest’ultimo si è dimesso. Al sindaco, infatti, serve il voto di Antonio Esposito in consiglio comunale per l’elezione nell’assise della città metropolitana. L’assessore Cimmino indicato da Esposito, è una figura virtuale che non ha votato il Rendiconto 2025 e che ha svolto tutte le sedute di giunta da remoto.

Lo stesso errore della vecchia era, invece di nominare gli assessori decisi dai partiti si danno gli assessori ai singoli consiglieri. Antonio Esposito era uno dei candidati di Caivano 2.0. L’altro assessore Orsella Russo è stata decisa dal sindaco come la Lopez e Marzano. Pure l’assessore Crispino di Azione pare non abbia paternità politica. Sicuramente non l’ha indicata Pippo Ponticelli, Gigiotto Falco spergiura che non è un suo nome e pure Luigi Esposito la rinnega. Allora questa com’è arrivata a Caivano?

Per questa cinica ragione di interessi politici, il primo cittadino mortifica le liste, le buone energie caivanesi mettendo sconosciuti in giunta, e pure chi lo ha sostenuto sin dall’inizio. Gebiola, era stato uno dei primi a sostenere la sua candidatura Ma si sa, in politica non c’è riconoscenza. A questo si aggiunge il mugugno strisciante di un paio di consiglieri di “Caivano Conta” nei confronti dell’assessore più vicina al sindaco, Orsella Russo per via della sua corsa alla visibilità.

Ma sul fronte dei servizi, salta agli occhi l’inconsistenza dell’assessore all’ecologia, che ha fatto partire la nuova raccolta differenziata generando il caos più totale in città: residenti senza mastelli, intere zone non servite e un calendario dei conferimenti stravolto. Una comunicazione fragile e dilettantistica per una questione così seria, che stride fortemente con la comunicazione esagerata e patinata utilizzata per le feste “private”. Propaganda spesa persino sui mastelli della spazzatura, che erano semplicemente quelli già previsti nel Piano Industriale varato a suo tempo dai Commissari prefettizi.

C’è poi il profondo malumore degli operatori economici e dei cittadini per il totale fallimento organizzativo in un settore strategico come l’urbanistica. Si riempiono la bocca parlando del nuovo Piano Urbanistico Comunale (Puc), ma negli uffici non si riesce a rilasciare nemmeno una singola licenza edilizia, bloccando l’economia locale.

La “Nuova Era” non può certo identificarsi con l’apertura di una villetta comunale, un’opera per la quale il Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale e il consigliere Pippo Ponticelli si sono prodigati in ringraziamenti sperticati nei confronti di Mimmo Falco, ex consigliere della vecchia era sciolta per camorra due volte. Resta un mistero capire quale ruolo abbia Mimmo Falco nella gestione di un’opera pubblica cittadina tanto da tagliare il nastro insieme al Sindaco e addirittura scegliere di concerto con un altro ex, Gaetano Lionelli, l’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Precchia che, stando ad indiscrezioni, anch’egli sconosciuto al gruppo che ufficialmente l’avrebbe segnalato e anche lui come i suoi colleghi di esecutivo risponde solo al primo cittadino.

Infine, a dimostrazione del disinteresse per l’identità locale tanto sbandierata, questa Amministrazione rischia di veder scomparire persino la storica squadra di calcio della Boys Caivanese, come denunciato pubblicamente dal presidente Adamo Guarino e dal vice presidente del club Massimiliano Ponticelli. La Boys Caivanese era un ottimo palcoscenico durante la campagna elettorale, quando sugli spalti il futuro sindaco e i futuri consiglieri si atteggiavano a grandi tifosi e si intestavano persino le vittorie sportive. Ora che serve un aiuto concreto e l’involvement del tessuto imprenditoriale locale, nessuno muove un dito. Il fumo della propaganda si sta dipanando e la realtà dei fatti, purtroppo per Caivano, è tragicamente la stessa di sempre.

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