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CAIVANO. Quando l’ordinario diventa emergenza. Come la giunta è costretta a fare blitz anche per comprare la carta in aula.

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CAIVANOSe il buongiorno si vede dal mattino, la “Nuova Era” dell’Amministrazione Angelino assomiglia sempre più a un film di terz’ordine proiettato al contrario. Ci avevano promesso trasparenza, partecipazione e centralità dell’Aula consiliare. Ci avevamo persino sperato, condizionati dal repertorio di violini e trombe sbandierato a ogni piè spinto sui social. Poi però arrivano i documenti ufficiali – quelli firmati sull’Albo Pretorio, non i post su Facebook – e la narrazione patinata si scioglie come neve al sole di settembre.

L’ultima perla della serie è la Delibera di Giunta n. 159 del 2 settembre. Oggetto? Una classica, imponderabile, drammatica “Variazione d’urgenza al bilancio di previsione”. Avete letto bene: urgenza. Perché a Palazzo, a quanto pare, le scadenze contabili e le spese ordinarie arrivano sempre di sorpresa, come la neve a Natale o il traffico il lunedì mattina.

Il blitz di mezza estate (e il sorpasso all’Aula)

Come abbiamo già avuto modo di denunciare su queste pagine, questa Amministrazione ha sviluppato una curiosa ed erotica attrazione per i metodi da “corsia preferenziale”. Quando c’è da fare la passerella in Consiglio Comunale per vendere fumo e tagliare i gettoni di presenza in nome di un presunto rigore francescano, si convocano le assise con toni solenni. Ma quando si tratta di manovrare la cassa, spostare capitoli e ratificare le proprie toppe contabili, l’Aula consiliare diventa un fastidioso orpello da bypassare a pieni polmoni.

Ed eccolo qui, il modus operandi del perfetto dilettante: la Giunta si riunisce alle 14:05 di un mercoledì di settembre e approva in quattro e quattr’otto una delibera d’urgenza scavalcando il Consiglio. Certo, diranno i giuristi di corte, l’articolo 175 del TUEL lo consente, salvo ratifica entro 60 giorni. Ci mancherebbe! È tutto perfettamente legale. Anche mettere le ciabatte sotto l’abito da sposo è legale, ma resta un’esibizione di stile sconfortante. La domanda non è se sia legale, ma perché una Giunta debba costantemente ricorrere alla ruota di scorta dell’urgenza per gestire la spesa ordinaria.

Il miracolo dei capitoli “a secco”

Ma la vera commedia comincia quando si leggono le motivazioni formali dell’atto. Tra le pieghe del documento scopriamo che i geni della programmazione caivanese sono riusciti nell’impresa di trovarsi con la “dotazione finanziaria del capitolo relativo alle spese di funzionamento del Consiglio Comunale INSUFFICIENTE”.

Avete capito bene? Il bilancio di previsione 2026-2028 è stato approvato il 19 gennaio. Hanno fatto i conti, hanno approvato il PEG a febbraio, si sono scambiati i complimenti e… oplà!, a fine agosto si accorgono che mancavano i soldi persino per far funzionare la macchina dell’Aula! È il trionfo della pianificazione strategica: un’Amministrazione che calcola il carburante per la macchina comunale con la stessa precisione di chi parte per un viaggio da Caserta a Milano mettendo dieci euro di benzina nel serbatoio e poi si meraviglia se resta a piedi all’altezza di Afragola.

E non finisce qui. Nello stesso calderone d’urgenza ci infilano le quote per i Servizi Sociali (Legge 328) e l’iscrizione dei fondi della rigenerazione urbana. Roba che in un Comune normale si programma con mesi d’anticipo con tanto di dibattito pubblico nelle commissioni, a Caivano viene infilata di corsa tra un primo e un secondo piatto della Giunta, mentre la maggioranza è impegnata a fare la claque nei commenti social contro chiunque ponga due domande trasparenti.

Dilettanti allo sbaraglio con le tasche bucate

La verità è ormai evidente anche ai sassi: qui non siamo di fronte a una visione amministrativa, ma al regno dell’improvvisazione permanente. Si vive alla giornata, inseguendo la scadengetta, il bando da acchiappare al volo per fare il video su Facebook e la toppa contabile da mettere prima che i Revisori dei Conti tirino la catena.

Mentre il Sindaco passa le sue giornate a spiegarci che l’opposizione è “di basso livello” e che la città sta volando verso la “Nuova Era”, i suoi uffici lavorano in affanno per correggere le sviste di un bilancio di previsione che fa acqua da tutte le parti. Per mesi ci hanno raccontato la storia dei “conti in ordine” e del “risanamento”, e poi scopriamo che per garantire il funzionamento base delle Istituzioni bisogna ricorrere al blitz di Giunta dell’ultimo minuto.

Caro Sindaco, la trasparenza e la partecipazione non si misurano sui self-service di propaganda social o con le convocazioni-farsa. Si misurano con la capacità di programmare senza doversi nascondere ogni volta dietro la foglia di fico dell’urgenza. E se per gestire le cose più elementari vi serve la scorciatoia d’emergenza, forse è il caso che ammettiate la verità: più che guidare la città verso una “Nuova Era”, state viaggiando a vista col navigatore rotto e il serbatoio in riserva. E a pagare il conto del carro attrezzi, come sempre, sono i cittadini di Caivano.

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