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CAIVANO. Il Concessionario di famiglia, dove il Tributo diventa un affare di casa Russo-Angelino

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CAIVANO – Se Caivano fosse una commedia di Eduardo, la scena madre di questi giorni si intitolerebbe “Natale in casa Sogert”. Ma siccome siamo nel territorio reale di un Comune che ha alle spalle la non trascurabile medaglia di ben due scioglimenti per camorra, la vicenda assume i contorni grotteschi di una sceneggiatura dove la realtà supera di slancio la satira più sfrenata.

Ci avevano promesso la “Nuova Era”, la trasparenza a prova di raggi X, il risanamento contabile a colpi di retorica e moralità sbandierata sui social. Poi vai ad aprire i cassetti dell’Albo Pretorio e scopri che la famosa “svolta” dell’Amministrazione Angelino assomiglia maledettamente al vecchio e immortale manuale del parentado d’oro.

Il blitz sull’acqua pubblica (e sui soliti noti)

Facciamo un passo indietro per i lettori che non amano il burocratese contabile. Nel giugno del 2025, la Commissione Straordinaria Prefettizia — cioè tre servitori dello Stato mandati a bonificare il Palazzo dopo l’ennesima catastrofe istituzionale — aveva tracciato una rotta chiarissima con la Delibera n. 18: affidare la riscossione coattiva di tutte le entrate comunali all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Tradotto: niente privati tra le scatole, garanzia pubblica al 100%, terzietà assoluta, aggi controllati e risanamento trasparente. Una scelta che chiunque erediti un Ente piegato dal malaffare dovrebbe custodire come una reliquia.

E invece cosa fa l’Amministrazione Angelino un anno dopo? Con una bella Determinazione dirigenziale del III Settore (la n. 1327 del 7 settembre 2026), scarta di lato, ignora la rotta tracciata dai Commissari e decide di riesumare il privato. E non per una manciata di spiccioli, ma per la bellezza di oltre 3,3 milioni di euro di canoni idrici non pagati. Un pacco regalo da oltre tremila mila euro ad affidamento diretto via MEPA alla società S.O.G.E.R.T. S.p.A., giustificando il tutto con la scusa dell’urgenza e dell’attività “propedeutica” che solo il privato uscente saprebbe fare.

In parole povere, mentre i Commissari Prefettizi per un affidamento di tale portata si erano espressi con la solennità e la trasparenza di una Delibera con i poteri del Consiglio Comunale, l’Amministrazione Angelino liquida la pratica con una semplice Determinazione dirigenziale. Un tratto di penna burocratico per scavalcare ancora una volta l’Aula, azzerare il dibattito pubblico e mettere la cittadinanza davanti al fatto compiuto, in perfetto e stridente contrasto con la tanto strombazzata “casa di vetro” della trasparenza.

L’albero genealogico nell’Area Legale

Fin qui direte: la solita e discutibile scelta amministrativa di preferire il privato allo Stato. Magari fosse “solo” questo! La vera magia avviene quando si va a spulciare la composizione dell’organigramma e del dipartimento legale della S.O.G.E.R.T. S.p.A.

Scorrendo i nomi dei professionisti che figurano nell’Area Legale del concessionario privato miracolosamente riesumato dal Comune di Caivano, imbattiamo in una coincidenza di quelle che a mathematically avrebbero una probabilità su un miliardo:

  1. Ci trovi l’Avvocato Sebastiano Piscopo. Chi è? Casualità vuole che sia il marito di Orsella Russo, benemerito Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Tempo Libero della Giunta Angelino.

  2. Ci trovi l’Avvocato Roberto Russo. Chi è? Un altro sconosciuto qualsiasi, se non fosse il fratello di Vittorio Russo, portaborse dell’ex Senatore Giacinto Russo, nonché entrambi (Roberto e Vittorio) parenti del compianto Senatore, padre della succitata Assessora.

Praticamente, più che un organigramma societario di un concessionario di riscossione tributi, pare la lista degli invitati a un pranzo di Pasqua della maggioranza di Caivano!

L’inconvenienza e l’opportunità (questa sconosciuta)

Sia chiaro a scanso di querele dei soliti permalosi: qui nessuno sta ipotizzando reati da Codice Penale o violazioni formali di firma sui singoli atti dirigenziali (è il burocrate di turno che firma la determina, ci mancherebbe altro!). Ma esiste una cosa sottile, dimenticata nelle sagrestie di Palazzo, che si chiama opportunità politica ed etica pubblica.

Un Sindaco con la fascia tricolore sul petto, insediatosi dopo anni di commissionamenti prefettizi, dovrebbe avere il terrore viscerale anche solo dell’ombra di un sospetto. Dovrebbe guardarsi bene dal deviare dalla strada segnata dalla Prefettura per concedere fette di riscossione tributaria a società private nei cui quadri legali bivaccano mariti e parenti della sua Giunta!

Invece no. A Caivano si fa finta di niente. Si va in televisione e sui social a fare la lezione di morale ai cittadini incivili sul conferimento dei rifiuti, chiedendo la “collaborazione” e la “trasparenza”, mentre nelle stanze della gestione finanziaria l’acqua pubblica e i milioni dei tributi morosi prendono la via di una società “amica” infarcita di parentele istituzionali.

Ci diranno sicuramente che è l’ennesima “polemica sul nulla” sollevata dalla solita “opposizione farsa” o dai giornalisti poco accomodanti. Risponderanno che l’Assessore Russo non ha la delega ai Tributi (come se le delibere di Giunta si votassero a compartimenti stagni!) o che il contratto con la SOGERT ha motivazioni squisitamente tecniche.

Potranno inventarsi tutte le supercazzole contabili del mondo, ma i fatti restano lì, scolpiti sulle carte ufficiali: la Commissione Prefettizia aveva scelto l’Agenzia delle Entrate per garantire terzietà e pulizia; la Giunta Angelino preferisce dare i canoni idrici ai privati dove lavora la famiglia dell’Assessore in carica. Complimenti vivissimi per la “Nuova Era”. Se questo è il nuovo corso della trasparenza caivanese, tenetevi pure il cambiamento: noi continuiamo a preferirgli la decenza.

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