AFRAGOLA – Se la politica delle immagini avesse la freschezza di un condizionatore a pompa di calore, la giunta di Gennaro Giustino avrebbe già conquistato il premio Nobel per la Refrigerazione Social. Appena quattro giorni fa, il Primo Cittadino si palesava sui suoi canali ufficiali tronfio come un pavone in primavera per annunciare ai sudditi l’ennesima svolta d’epoca: l’istituzione della “Conferenza permanente Comune-Scuola”. Il “primo atto concreto” – parole sue, cesellate nello smartphone – di una stagione in cui la scuola avrebbe smesso di vivere di discorsi e si sarebbe nutrita di puri, purissimi fatti.
Un annuncio messianico che giungeva a coronamento di un “non-programma” elettorale già ampiamente denunciato su queste pagine: un’assenza totale di visione strutturale compensata soltanto da un’ipertrofica produzione di post acchiappa-like.
E i “fatti”, puntuali come una tassa, sono arrivati. Non sotto forma di delibere, fondi per l’edilizia o piani di climatizzazione pubblica, ma attraverso la voce e il portafoglio delle mamme di Afragola. Le quali, mentre il Sindaco inaugurava l’ennesimo e stanco “tavolo permanente” – della cui sovrana utilità si era già permesso di dubitare il Consigliere Biagio Castaldo –, si sono trovate costrette a fare la colletta per acquistare di tasca propria i ventilatori da portare in aula e salvare i propri figli dal girone dantesco del caldo di settembre.
A certificare lo spessore dell’amatoriale capolavoro è intervenuta persino la burocrazia scolastica. La Direzione Didattica del 3° Circolo “Aldo Moro”, con la Circolare n. 11 del 14 settembre 2026 a firma della Dirigente Francescalaura Casillo, ha dovuto formale: i ventilatori portati da casa si possono accendere solo se muniti di libretto di manutenzione con dichiarazione di conformità UE, pena la violazione del D.Lgs 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E in assenza della “bolla di accompagnamento”, il ventilatore di zia Maria va sequestrato seduta stante.
Siamo al teatro dell’assurdo. Da un lato il Sindaco che promette la Luna e si fotografa ai tavoli della diplomazia scolastica; dall’altro i genitori che devono superare i collaudi dell’ASL per poter introdurre in classe una pala d’aria a tre velocità da 19,90 euro. Un dilettantismo che sfiorerebbe i vertici della comicità se non si consumasse sulla pelle di bambini minuscoli, costretti a fare lezioni di alfabetizzazione tra un bollino CE e una prolunga portatile.
E qui va dato il meritato merito ai giovani vicini al consigliere Biagio Castaldo, che per primi hanno sollevato il velo su questa ridicola contraddizione. Hanno messo il dito nella piaga di un’amministrazione che scambia la gestione della cosa pubblica con la regia di uno spot elettorale permanente.
La verità è spietata nella sua semplicità: chi non possiede uno straccio di visione strategica e governa senza un programma, non ha altre carte da giocare se non la propaganda spicciola da social network. Si annunciano “tavoli permanenti” per coprire il vuoto delle idee e si lasciano le famiglie a fare le veci dell’assessorato ai Lavori Pubblici.
Il Sindaco dichiara che “le parole, per quanto belle, non servono a nulla”? E allora lo ascolti, per una volta, il suo stesso consiglio. Spenga le telecamere, chiuda Instagram, si alzi dal tavolo delle foto e ci dica come intende garantire il diritto allo studio senza costringere i cittadini a fare da sponsor elettrico al Comune. Perché la democrazia ad Afragola non ha bisogno di altri tavoli: ha bisogno, molto più banalmente, di una presa di corrente che funzioni e di un’amministrazione che smetta di andare a manovella.