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CARDITO. Il miracolo dell’Anagrafe che risorge con lavori fantasmi effettuati di domenica

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A CARDITO i miracoli non avvengono a Lourdes, ma direttamente nella frazione di Carditello. Dopo oltre un mese di chiusura forzata dell’ufficio anagrafico – un disagio colossale per i residenti costretti a pellegrinaggi altrove – ecco l’annuncio trionfale: il Comune avrebbe incassato l’ok dell’ASL per la riapertura. Habemus Anagrafe!

Tutto perfetto, se non fosse per un piccolo, insignificante dettaglio da film di Totò: guardando i video girati sul posto, di cantieri, operai, pennelli, calcinacci rimossi o interventi di riqualificazione non c’è la benché minima traccia. I locali sembrano esattamente identici a prima. Un vero mistero della fede burocratica: l’ASL dà il via libera senza che nei fatti si veda un mattone spostato.

Ma la vera chicca da manuale della spesa pubblica riguarda la tracciabilità dei lavori. Sappiamo per certo – carte alla mano – che esistevano ordini di servizio e accordi quadro con le ditte di manutenzione. E sappiamo che alcuni operai avrebbero sgobbato persino di domenica (orario festivo, che guarda caso costa il doppio alle casse comunali). Ora, se i lavori straordinari ci sono stati e sono costati il doppio ai cittadini, dove sono finiti? Forse sono stati eseguiti con la tecnica dell’invisibilità quantistica?

Cosa dicono le carte (quelle che l’opposizione giustamente pretende di leggere)

Per capire come siamo arrivati a questo punto, basta fare un salto indietro e sfogliare i verbali ufficiali dell’ASL Napoli 2 Nord (Dipartimento di Prevenzione – U.O.C. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro). Il quadro che emerge dai documenti è a dir poco impietoso per chi amministra:

Il blitz e la sfilza di violazioni: Il verbale di ispezione (n. 386/26) scaturito dai controlli eseguiti presso l’ufficio Anagrafe e Stato Civile di Piazza San Biagio fotografa una situazione da terzo mondo lavorativo. L’ASL ha contestato violazioni pesantissime del D.Lgs. 81/08 (sicurezza sul lavoro): Locali sporchi, carenti di pulizia e manutenzione, con pareti in cattivo stato, umide, scrostate e macchiate. Porte d’ingresso sprovviste di maniglione antipanico o malfunzionanti. Scale prive di strisce antiscivolo. Servizi igienici fuori da ogni standard igienico-sanitario accettabile. Postazioni di lavoro non ergonomiche e montagne di carta accumulata a terra per mancanza di contenitori idonei. Estintori insufficienti e piano di emergenza da rivedere. Il capitolo elettrico (da brivido): Impianto elettrico in pessimo stato di manutenzione, con un tripudio di multiprese e prolunghe abusive fuori norma, impianto di messa a terra privo di dichiarazione di conformità (L. 37/08) e mai denunciato all’INAIL tramite portale CIVA. La diffida e la richiesta di proroga: Di fronte a questo bollettino di guerra, l’ASL aveva intimato al Comune di mettersi in regola nel termine perentorio di 30 giorni. Vista l’impasse, il Comune aveva persino tentato la carta della richiesta di proroga (fissando l’obiettivo a luglio) ammettendo candidamente che per affidare i lavori a una ditta specializzata e mettere a norma il quadro elettrico ci volevano tempi tecnici lunghi e procedure di gara da 30-60 giorni.

L’opposizione chiede lumi, il Comune risponde con la magia

E qui si arriva al cortocircuito politico. L’opposizione consiliare, giustamente ignara di quali prodigi alchemici abbiano consentito di superare d’un tratto tutte le gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali certificate dall’ASL, ha giustamente chiesto all’Amministrazione di capire cosa sia stato fatto realmente, quali prescrizioni siano state ottemperate e come si sia giunti alla miracolosa riapertura. Le riprese video parlano chiaro: i lavori di riqualificazione strutturale non si vedono. Nel frattempo, però, si mormora di turni domenicali delle ditte di manutenzione pagati a peso d’oro dalla collettività.

I cittadini di Carditello esultano giustamente per il ripristino di un servizio essenziale, ma restano con un dubbio legittimo grande quanto una casa: l’ufficio è stato riaperto perché finalmente è stato messo a norma tutelando la salute dei dipendenti e degli utenti, oppure ci si è limitati a calare la classica polvere sotto il tappeto, sbandierando un “ok” burocratico ottenuto sulla pelle della sicurezza? Ancora una volta, a Cardito, tra la realtà dei verbali dell’ASL e la propaganda dei trionfalismi social, a pagare il conto – in tutti i sensi – sono sempre i cittadini. E i cantieri invisibili, purtroppo, non fanno sconti in bolletta.

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