AFRAGOLA – C’è una sottile, esilarante e al tempo stesso tragica linea di confine tra la realtà amministrativa di Afragola e le favole digitali raccontate dal governo cittadino. Una linea tracciata a colpi di post trionfalistici, slogan ad effetto e proclami degni di un’agenzia di pubbliche relazioni più che di una pubblica amministrazione. L’ultimo capolavoro in ordine di tempo porta la firma del vicesindaco Gennaro Crispino, uno che evidentemente confonde la poltrona di Palazzo con la redazione di un catalogo di agenzia viaggi.
Il teorema del “Lo abbiamo fatto” (fino al primo scroscio d’acqua)
Era lo scorso 24 settembre quando il vicesindaco, in preda a un raptus di giubilo social, pubblicava urbi et orbi il calendario provvisorio per l’assegnazione delle palestre scolastiche alle associazioni sportive afragolesi (leggi qui). Un tripudio di emoji, pacche virtuali sulle spalle e la frase a effetto scolpita nel marmo della demagogia 2.0: «Lo avevamo promesso. Lo abbiamo fatto». Mancavano solo i fuochi d’artificio e la fanfara dei bersaglieri. Peccato che, tra un post e una condivisione, sia arrivata la prova d’esame più severa per chi amministra: la pioggia.
Basta una perturbazione autunnale per mandare in frantumi la Svizzera immaginaria raccontata da Crispino. E così, dietrofront inesorabile: con un provvedimento firmato dal dirigente del settore, l’ingegnere Nunzio Boccia, il calendario e le assegnazioni sono stati mestamente annullati. Motivo? Le palestre dei plessi scolastici afragolesi, messe alla prova dal maltempo, fanno acqua da tutte le parti, grondano umidità e non possono essere dichiarate agibili. Insomma, anziché a basket o a pallavolo, le associazioni avrebbero dovuto prepararsi alla traversata a nuoto in stile subacqueo.
Crispino e la geografia di Afragola: l’assessore che scopre la città dai social
La domanda che sorge spontanea, sollevata con lucidità e rigore istituzionale dal consigliere di opposizione Giacinto Baia, è un vero e proprio schiaffo alla superficialità politica: com’è possibile annunciare un risultato senza aver prima verificato se le strutture siano realmente utilizzabili? Qui il problema non è un semplice errore di calendario o un intoppo burocratico. Qui emerge impietosamente la totale scollatura tra la politica e il territorio, e soprattutto la profonda, imbarazzante sconsideratezza con cui il vicesindaco Crispino ignora le condizioni reali delle scuole della sua città.
Prima di precipitarsi su Facebook a fare il demagogo e a vendere agli afragolesi l’illusione di vivere in un cantone elvetico, Crispino avrebbe dovuto fare una cosa rivoluzionaria per questa giunta: informarsi, scendere tra i banchi, verificare i tetti, ispezionare le palestre e dialogare con gli uffici. Invece no. Nel mondo capovolto di questa amministrazione, la comunicazione precede la conoscenza, l’annuncio cancella la verifica e la propaganda copre le voragini (letteralmente).
L’opposizione che frena le fughe in avanti
Mentre la maggioranza vive in una realtà virtuale fatta di tagli nastro digitali e pacche sulle spalle, spetta a una minoranza attenta e pungente — interpretata con precisione chirurgica da Giacinto Baia — ricondurre i piedi di tutti sul pavimento fangoso (e ahinoi bagnato) della realtà afragolese. Governare una città complessa non significa giocare a fare gli influencer o rincorrere i like con lo slogan a scoppio ritardato. Richiede programmazione, manutenzione preventiva, rispetto per le associazioni sportive che lavorano sul territorio e, soprattutto, un bagno di umiltà.
Al vicesindaco Crispino, rimasto intrappolato nella sua stessa rete da pesca digitale, consigliamo un corso di aggiornamento accelerato sulla geografia e sullo stato dell’edilizia scolastica afragolese. Per la Svizzera, d’altronde, i biglietti si comprano altrove. Afragola, invece, ha disperatamente bisogno di amministratori che la smettano di raccontare fiabe e inizino, finalmente, a farla funzionare.