Afragola

AFRAGOLA. Come si cambia: dal “processo” alle PNRR-passerelle. I cittadini si facciano una domanda e si diano una risposta

Pubblicato

il

AFRAGOLA – C’era una volta l’opposizione barricadera, quella dei dossier aperti, delle denunce, degli esposti, delle interrogazioni consiliari protocollate con furore e delle richieste di accesso agli atti. Oggi, nello stesso identico perimetro urbano, c’è la versione 2.0 della protagonista: l’assessora Salierno in giunta, pronta a inaugurare con sorriso radioso proprio quelle opere che, fino a ieri, erano finite nel mirino della sua stagione politica da consigliera d’opposizione. La metamorfosi politica è un fenomeno affascinante, un vero e proprio miracolo laico della fisica amministrativa. Ma quello a cui stiamo assistendo in questi giorni supera la semplice incoerenza: sconfina nel teatro dell’assurdo. Una sorta di conversione sulla via del PNRR, dove non occorre neppure cambiare progetto: basta cambiare poltrona.

Dalle barricate… al nastro tricolore

Facciamo un piccolo passo indietro, giusto il tempo di rinfrescare la memoria (che in politica, si sa, è notoriamente corta, quasi quanto un mandato lampo). Durante la precedente consiliatura, Marianna Salierno aveva costruito una parte significativa della propria attività politica sull’attività ispettiva e sulle contestazioni relative alla gestione amministrativa. Non erano soltanto dichiarazioni da opposizione: ci sono numeri di protocollo, interrogazioni e verbali consiliari che meritano di essere ricordati.

Il 18 settembre 2023, ad esempio, veniva registrata l’interrogazione n. 64/2023 del 22 giugno 2023, avente ad oggetto «Asilo nido Mozzillo ed Europa Unita». Il primo firmatario indicato nel registro comunale è Antonio Iazzetta, a seguire la stessa Marianna Salierno e altri consiglieri dell’opposizione: si parlava proprio delle strutture scolastiche e degli asili della città, compreso quello di Europa Unita, nel quartiere Salicelle, successivamente realizzato grazie ai fondi PNRR.

Nello stesso giorno, Salierno risultava invece firmataria diretta dell’interrogazione n. 65/2023, relativa alla «Manutenzione estintori scuole ed immobili comunali – Riscontro». Un’attività di controllo sulle strutture pubbliche che testimonia quanto fosse attenta, allora, alle questioni amministrative e scolastiche. Ma è nel 2024 e soprattutto nel 2025 che il quadro diventa ancora più interessante.

Il 27 novembre 2024 veniva presentata l’interrogazione urgente n. 96/2024 sulla vicenda dei 180 alloggi delle Salicelle, oggetto di interventi finanziati attraverso il Fondo complementare al PNRR. Il 12 dicembre successivo, la questione tornava in Consiglio con ulteriori contestazioni sulle procedure amministrative, sulla gestione degli abusi edilizi e sui provvedimenti adottati nei confronti degli assegnatari.

E arriviamo al 17 settembre 2025. Qui il numero da ricordare è 81/2025: un’interrogazione urgente sottoscritta da Marianna Salierno insieme ad altri sei consiglieri, con contestazioni sulla gestione degli appalti integrati, sulle varianti progettuali, sugli incarichi professionali, sulla nomina dei direttori dei lavori e sui requisiti dei tecnici incaricati. Tra gli aspetti sollevati figuravano anche le verifiche sulla direzione dei lavori del Castello e sulle qualifiche professionali del tecnico incaricato. Insomma, non proprio una passeggiata inaugurale tra palloncini e fotografie ricordo. Il PNRR, in quella stagione politica, era materia da interrogazioni, richieste di chiarimenti e verifiche amministrative.

L’asilo delle Salicelle e il mistero della memoria

E qui arriviamo al punto che più di tutti meriterebbe una spiegazione. L’asilo nido di Europa Unita, nel quartiere Salicelle, è un’opera realizzata dall’Amministrazione Pannone grazie ai finanziamenti PNRR. Un intervento da circa 1,584 milioni di euro, affidato attraverso una procedura di appalto integrato, con aggiudicazione alla F.C. Group Srl per 927.213,97 euro.

Proprio su questa struttura esiste un precedente amministrativo da approfondire: l’interrogazione n. 64/2023, intitolata «Asilo nido Mozzillo ed Europa Unita». Visto che Marianna Salierno è tra i firmatari, sarebbe legittimo domandarsi quali fossero allora le sue perplessità e come si conciliassero con l’entusiasmo istituzionale di oggi. E non finisce qui. Nel settembre 2025, la stessa Salierno sottoscriveva un’interrogazione che metteva sotto osservazione proprio la gestione degli appalti integrati e degli incarichi professionali connessi ai cantieri PNRR.

Adesso, però, il copione sembra essere cambiato. Il cemento armato non fa più paura, le procedure non sembrano più meritare lo stesso accanimento ispettivo e i cantieri diventano improvvisamente scenografie perfette per fotografie istituzionali. Naturalmente, amministrare significa anche assumersi responsabilità e riconoscere che non tutto ciò che si contestava da oppositori necessariamente debba essere fermato quando si passa al governo. Ma proprio per questo sarebbe interessante ascoltare una spiegazione: quali contestazioni di ieri sono state superate? Quali criticità sono state risolte? E quali giudizi sono stati semplicemente archiviati insieme alla vecchia collocazione politica?

La grazia ricevuta e l’amnesia selettiva

Senza passare per le forche caudine del consenso popolare espresso dalle urne – dettaglio evidentemente non indispensabile quando si gode della grazia ricevuta da qualche superiore benevolenza d’apparato – la nostra assessora Salierno si è ritrovata catapultata in giunta. Un salto carpiato dalla barricata alla poltrona che avrebbe provocato un colpo della strega a chiunque altro. Non a lei, evidentemente dotata di una notevole flessibilità vertebrale. Ed eccoci così al grande classico della cinematografia politica locale: la passerella inaugurale.

Niente più fuoco di fila di interrogazioni, almeno per le opere che oggi si celebrano. Al loro posto, un tailleur impeccabile, un sorriso smagliante da copertina e il classico taglio del nastro proprio su quei cantieri PNRR che, nella precedente stagione politica, erano oggetto di interrogazioni, contestazioni e richieste di chiarimento. Guardarla oggi aggirarsi soddisfatta tra le opere pubbliche regala momenti di pura ilarità involontaria. Misteri della fede istituzionale: basta cambiare lato del tavolo e d’improvviso anche il cemento armato acquista una lucentezza angelica.

Come si cambia… per non cambiare mai

Viene quasi da commuoversi di fronte a tanta duttilità. Del resto, si sa: la responsabilità di governo nobilita, addolcisce, fa dimenticare i peccati di gioventù (politica) e trasforma i critici più severi in custodi delle inaugurazioni. Resta però una questione che non può essere liquidata con una fotografia, un nastro tricolore o un comunicato celebrativo.

La politica non è un abito che si indossa al mattino e si cambia al pomeriggio. Se ieri si riteneva necessario interrogare, contestare, chiedere verifiche e accendere i riflettori sulla gestione dei fondi pubblici, oggi non si può pretendere che i cittadini dimentichino tutto soltanto perché si è passati dall’opposizione alla maggioranza. Ai cittadini, spettatori di questa piroetta acrobatica, non resta che chiedere conto della metamorfosi.

Perché un’opera pubblica non diventa trasparente per il solo fatto che a inaugurarla sia chi ieri ne chiedeva conto. E un’interrogazione consiliare non scade come uno yogurt quando cambia la composizione della giunta. Come recitava la celebre massima: «Come si cambia per non morire». O, più realisticamente, come si cambia per un posto al sole. E magari, con un po’ di fortuna, anche per un posto in prima fila al taglio del nastro.

Popolari

Exit mobile version