Blitz antimafia nell’ambito dell’inchiesta sullo scambio politico-mafioso tra Campania e Abruzzo, nel quale è stato tratto in arresto anche l’ex presidente della Provincia di Salerno nonché ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri.
L’uomo è stato arrestato insieme ad altri nove soggetti, dopo che era già finito in manette lo scorso 3 ottobre nell’ambito di un’inchiesta su appalti truccati quando ricopriva le suddette cariche, circostanze che lo spinsero alle dimissioni a seguito delle quali ottenne i domiciliari.
Pertanto le accuse a carico di Alfieri e degli altri arrestati sono per i reati di scambio elettorale politico-mafioso, tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo e favoreggiamento personale.
In particolare le indagini, durate circa due anni, hanno riguardato la ricostruzione dei rapporti tra il sindaco dimissionario di Capaccio Paestum, Francesco Alfieri, e il pregiudicato capaccese Roberto Squecco, condannato in via definitiva per associazione a delinquere di tipo mafioso, in quanto ritenuto esponente dell’ala imprenditoriale del clan Marandino di Capaccio-Paestum.
I fatti riguardano la candidatura a sindaco dello stesso Alfieri nel giugno 2019, che coinvolge da vicino anche la moglie di Squecco, Stefania Nobili, che all’epoca ricopriva la carica di Consigliere comunale a Capaccio Paestum.
Tuttavia, grazie al materiale investigativo raccolto, è stato possibile ipotizzare un patto elettorale politico-mafioso fra Squecco, Stefania Nobili e lo stesso Alfieri, relativo alla raccolta di voti in favore del politico in occasione delle competizioni elettorali amministrative del Comune di Capaccio del 2019 in cambio del mantenimento del Lido Kennedy nella disponibilità di Roberto Squecco, anche tramite prestanome.