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AFRAGOLA. Nespoli fa asso pigliatutto e i consiglieri giocano a fare gli “statisti”

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AFRAGOLA – Un Consiglio Comunale per far contenta l’opposizione che in assenza di vere idee per contrastare l’azione solista e solitaria del vero dominus afragolese si diverte a protocollare interrogazioni consiliari che non portano nessun risultato e che non ostacolano la corsa sfrenata alla lottizzazione politica delle ultime poltrone in quel di piazza Municipio. Esempio lampante quella di Gennaro Giustino inerente le delucidazioni richieste, in maniera strumentale, circa il mancato rispetto del capitolato del PRU Salicelle, visto che, fino a prima delle elezioni, il consigliere di “A Viso Aperto” è stato un buon compagno di merenda del gestore dell’appalto, con tanto di cene e pranzi luculliani in quel di via Lautrec.

Dal punto di vista gestionale invece è innegabile quanto l’ex senatore Nespoli, colui che autonomamente e illegittimamente si è dichiarato unico e reale vincitore delle ultime elezioni, stia facendo asso pigliatutto nella casa comunale, lottizzando e gestendo tutto quello che c’è da gestire, a partire dal PUC delegato nelle mani della nipote consigliera, passando per lo staff monopolizzato, come da indiscrezioni raccolte da Minformo, con le figure della dott.ssa Picardi e il Dott. Crocetto, anche quest’ultimo già capo staff ai tempi del Sindaco Enzo Nespoli, per poi finire col bilancio commissariando totalmente l’assessore dimissionario dott. Michele Sibilio.

Cosa rimane al resto del legislativo? Briciole, solo briciole. Le stesse che mantengono in piedi la maggioranza di un primo cittadino che assume sempre più le sembianze di un sindaco di rappresentanza, uno yes man con la fascia privo di potere decisionale, un uomo che fornisce risposte per interposta persona e che ai propri interlocutori dona tempi di risposte in ordini di settimane se tutto va bene e nella peggiore delle ipotesi lascia anche appesi discorsi e progetti utili per la comunità e meno utili per chi muove le fila del gioco volendo mantenere gli equilibri immutati.

E tra una monopolizzazione e l’altra i consiglieri comunali, per lo più alla loro prima esperienza, giocano a fare gli statisti muovendo le proprie pedine da un gruppo politico ad un altro come i consiglieri Sara Tralice e Francesco Castaldo che passano a Fratelli d’Italia dopo aver sfaldato la lista del Sindaco buttando fuori Giuseppe Migliore, quest’ultimo passato a “Pensiero Comune” insieme a Benito Zanfardino. Insomma il quadro è chiaro. I formanti la lista del Sindaco erano destinati ad essere gli emarginati della maggioranza raccogliendo zero e impossibilitati a dare risposte al proprio elettorato, così ognuno di loro, pur di non mettersi contro il deus ex machina, tenta di muovere le proprie pedine da alfierino cercando di incutere timore, un po’ come il topo gioca a fare il gradasso con l’elefante.

I primi due, a dire il vero, scelgono la strada più ostica per mettere in difficoltà la fascia tricolore che, è bene ricordarlo, non avrà lui l’incombenza di sbrogliare la matassa legata alla nomina dell’assessore che dovrà sostituire il Sibilio. Infatti Tralice e Castaldo aggregandosi a Fratelli d’Italia non si sono resi conto di essere finiti in un gruppo politico già in accredito di posizioni, conservandone due in rappresentanza di tre consiglieri e quindi molto probabilmente le nuove due adesioni cadranno nel vuoto rispetto ad eventuali pretese che potrà accampare “Pensiero Comune” che si va a rinforzare con la presenza di Giuseppe Migliore.

Ovviamente questo è un nodo da sciogliere per l’ex Senatore Nespoli che ancora una volta è chiamato a mantenere intatti gli equilibri, ovviamente siamo sicuri che la migliore tattica è quella di sempre: non muoversi per non guastarli e chi sta zitto, ovviamente, ha sempre qualche interesse da tutelare. Ecco perché allo stato attuale nel comune normanno è facile fare politica, perché la maggior parte del legislativo si accontenta di poco, anche delle briciole che cadono dal tavolo di chi comanda.

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Afragola, cede in comodato d’uso un locale del Comune

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Assurdo ciò che è accaduto ad Afragola dove sono coinvolte due donne. Una ha occupato un locale di proprietà del Comune di Afragola e al suo interno ha allestito un piccolo alimentari.

E’ incensurata e titolare di partita iva la 58enne di Afragola denunciata dai Carabinieri della locale Stazione per l’occupazione abusiva di un locale nel rione Salicelle. Al suo interno ci aveva allestito un piccolo supermercato abusivo.

Anche se regolarmente iscritta in camera di commercio la donna aveva occupato un locale di proprietà del comune senza alcuna autorizzazione. E c’è di più perché la 58enne per condurre la sua attività commerciale non si era rivolta alle autorità ma ad una seconda donna, classe 58, auto-proclamatasi abusivamente padrona di quel locale.

I carabinieri hanno denunciato entrambe e sospeso l’attività. All’interno anche gravi carenze igienico sanitarie. In corso accertamenti per verificare se la 58enne pagasse anche un canone di locazione alla prima occupante.

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AFRAGOLESE Calcio. Niutta sposta il campo da gioco a Barra e i tifosi iniziano la protesta

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AFRAGOLA – Non si chiude con l’estromissione della Responsabile al Marketing Rosa Belgiorno la vicenda legata al sessismo e al tolitarismo che vige all’interno della società dell’Afragolese calcio. Adesso il braccio di ferro passa tra le mani dello pseudopresidente Niutta e i tifosi.

Infatti il Niutta alza il tiro e se la prende con tutti – non solo la Belgiorno – ma considerando la società dell’Afragolese roba sua e consapevole che possa fare e disfare a proprio piacimento sceglie di spostare il campo da gioco dell’Afragolese 1944 da Cardito a Barra, facendo così un dispetto soprattutto ai tifosi, forse rei, secondo il Presidente fittizio, di essersi schierati dalla parte dell’ex Responsabile al Marketing.

A testimonianza del malumore diffuso tra i tifosi, ieri sui social è comparso un post rivendicato dal gruppo ultrà denominato “Leoni Sciolti” che recita così:

NON CE LIMITE ALLA VERGOGNA!Dopo il videomessaggio a dir poco squallido, arriva anche la decisione di giocare a Barra… Decisione che suona come una vera e proprio RIPICCA, noi a questo gioco che vale l immagine della NOSTRA AFRAGOLESE non ci stiamo…. Non c era due senza tre, il vocale audio scioccante, un videomessaggio squallido, infine portare la squadra a Barra per le partite…. ORA BASTA! Dopo aver chiesto le dimissioni del presidente Niutta e dei suoi uomini sponsorizzati, dimostreremo tutto il nostro dissenso disertando tutte le partite, prendendo così le distanze da un uomo che sembra tutt altro che rappresentare lo sport… Lasciamo la ragione a quei tifosi, che pur essendo poco presenti allo stadio, pensano che questa persona faccia il bene dell afragolese, sperando con tutto il cuore che un giorno non vengano ricordati come COMPLICI. IL TEMPO SARÀ GALANTUOMO! QUESTA NON È PIÙ L AFRAGOLESE! LEONI SCIOLTI

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AFRAGOLESE Calcio. Dopo l’apparizione in Hashtag Rosa Belgiorno viene sollevata dall’incarico

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AFRAGOLA – È dimostrato! All’interno della società Afragolese 1944 vige la dittatura più autocratica di sempre. Non è accettato il contraddittorio e non è assolutamente compresa l’opinione diversa da chi comanda. Ieri sera lo pseudopresidente – visto che nell’ultimo comunicato stampa diramato attraverso la pagina ufficiale dell’Afragolese calcio, finalmente si è avuto il coraggio di scrivere nome e cognome del vero e unico presidente di sempre, ossia Fabio Cozzolino Raffaele Niutta, dopo aver rifiutato il confronto in tv, in una diretta monocratica pubblicata sui social. subito dopo il Talk show “Hashtag” andato in onda su Minformo TV dove erano ospiti Rosa Belgiorno, Nicola Caprio e il sottoscritto, è stato chiaro e lapidario: “Nell’Afragolese comando io”. A che titolo, ancora dobbiamo saperlo, visto che grazie alla nostra emittente si è potuto fare chiarezza anche sulla vera identità del Presidente. Ma veniamo ai fatti di oggi.

L’Afragolese calcio, nelle persone di Raffaele Niutta e Vincenzo Visone – quest’ultimo consulente finanziario dell’azienda di Niutta, il che genera un conflitto di interessi grande quanto una casa – dimostra che le donne non hanno diritto né di parola né di difendere la propria onorabilità. Nell’ultimo comunicato stampa diramato dalla società si legge testualmente che la Belgiorno è stata sollevata dall’incarico perché “attraverso i social network, le televisioni e la carta stampata, continua a screditare senza sosta la dirigenza, accanendosi in modo particolare contro Raffaele Niutta, con argomenti ed illazioni che non hanno nulla a che fare con la vita sportiva del club”.

In poche parole anche per il genio della Comunicazione che ha partorito questo testo, raccontare fatti in TV e pretendere il rispetto dello Statuto societario vuol dire screditare la dirigenza e accanirsi su Niutta, definendo tutto quanto detto sui giornali e nelle trasmissioni, delle semplici illazioni.

La cosa ancora più grave è che se andiamo ad analizzare il testo ci rendiamo conto del fatto che per mantenere il proprio ruolo all’interno dell’Afragolese calcio non solo ti devi attenere a ciò che pensa il Niutta (ci piacerebbe capire adesso a che titolo pretende il rispetto e la condivisione delle proprie idee e/od opinioni) ma che se sei donna ti devi anche mantenere le offese sessiste e misogine se no sei fuori. Ai posteri l’ardua sentenza.

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