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SAN PRISCO. Consiglio a ora di pranzo per discutere dell’incompatibilità di Cinotti

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SAN PRISCO – Non c’è più limite alla vergogna. Non si è mai visto, un Consiglio comunale alle ore 13:00 quando qualsiasi cittadino, laddove si trovasse a casa a quell’ora, preferirebbe mangiare piuttosto che ascoltare un Consiglio comunale. Invece il Presidente del Consiglio Francesco Monaco pensa bene di convocarlo proprio all’ora di pranzo, preferisce effettuare il Consiglio comunale tra pochi intimi, forse perché l’argomento è delicato, forse perché il tema delle incompatibilità di consiglieri ed assessori hanno già fin troppo fatto rumore?

Fatto sta che, guarda caso, nell’Assise pubblica che si terrà tra un paio d’ore nella sala consiliare “F. Zibella” si discuterà proprio dell’incompatibilità del consigliere comunale Francesco Cinotti che oltre ad avere un conflitto di interessi su ben due casi, in cui lo stesso avvocato samprischese è difensore dell’ente comunale – già ampiamente descritti dalla nostra testata – vanta anche di un altro contenzioso di cui lo stesso consigliere è sempre investito della carica di difensore del Comune. Eppure all’interno di quest’amministrazione si continua a discutere dell’eventualità, nonostante il Prefetto Ruberto sia stato chiaro sulla questione. Chi occupa un ruolo che prevede l’imparzialità non può ricoprirne altri che oggettivamente denotano una chiara parzialità. E nel caso di un difensore civico la parzialità c’è tutta.

Tuttavia l’amministrazione D’Angelo decide di mettere come punto all’ordine del giorno e quindi al voto, il destino politico del Cinotti e se tanto ci dà tanto, ci aspettiamo sicuramente un altro salvacondotto, così come avvenuto per l’assessore Sbordone. Ovviamente vi terremo aggiornati sulla vicenda.

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Festival delle Regioni, Meloni dichiara: “L’obiettivo è migliorare l’efficienza dei servizi, non creare disparità”

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Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in collegamento con il Festival delle Regioni in corso a Milano, ha così dichiarato:

“Il Next generation Eu è evidente a tutti che non è più sufficiente, perché non poteva tenere in considerazione l’impatto che la guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più oggi a livello Ue, partendo dal caro energia” .

Poi, ha aggiunto: “Il governo vuole favorire l’attuazione dell’autonomia differenziata in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’assetto Stato; ma non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio. L’obiettivo è migliorare efficienza e qualità dei servizi e colmare i divari, non creare disparità”.

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Pd, parla la deputata Schlein: “Parte da noi una storia nuova, che possa dare ciò che merita a questo Paese”

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La deputata Elly Schlein è intervenuta all’incontro ‘Parte da noi’ in corso a Roma, dove ha parlato della sua probabile candidatura alla segreteria del Pd. Ecco le sue parole:

“Parte da noi una storia nuova, che possa costruire l’alternativa che merita questo Paese. Il governo Meloni ha già dimostrato il suo volto, criticando anche la manovra, che è contro i poveri. Siamo qua per far partire un percorso collettivo, per un contributo alla ricostruzione di un nuovo Pd di cui abbiamo bisogno. Questo processo costituente è un’occasione. Portiamo le nostre proposte. Non siamo qua per fare una partita da resa dei conti identitaria, ma per fare il nuovo Pd, tenere insieme la comunità e salvaguardare il suo pluralismo, le sue diversità, ma senza rinunciare ad un’identità chiara, comprensibile e coerente. Non è una sfida da leggere nella divisione fra riformismo e radicalità, c’è un campo comune: come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile. Siamo qua non per fare una nuova corrente, siamo un’onda non una corrente nuova. Non ci saranno mai gli schleiniani”.

Poi, ha proseguito: “La visione del futuro che parte da noi parte da tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà. Le destre non ne parlano, è come se vivessero in un altro paese. Il disegno di Calderoli sull’Autonomia differenziata affonda le radici nel progetto leghista di secessione, va rigettato. Non tutte le leadership femminili sono femministe, non ce ne facciamo niente di una premier donna che non aiuta le altre donne, che non ne difende i diritti. Nella manovra, si restringe opzione donna e si differenziano le donne sulla base dei figli. Mi auguro che Meloni voglia ritirare la querela a Saviano, non si possono colpire gli scrittori e le scrittrici”.

Poi, aggiunge: “A Renzi, che dice di averci portato in Parlamento, dico di non dimenticare che per quanto mi riguarda, a portarmi in Parlamento furono 50 mila preferenze. Renzi ha il merito di aver spinto me e tanti altri fuori dal Pd, con una gestione arrogante. Ha ridotto il Pd in macerie e poi se n’è andato. Io mi rimetto in viaggio, per riascoltare la base, i circoli. La fase costituente non può finire con le primarie, anche dopo servirà il coraggio di cambiare. Serve una cosa nuova, perché quello che siamo stati fino a qua non basta. Non sprechiamo la Costituente, è una sfida, non la vince chi si candida ma una comunità. Bisogna valorizzare una nuova classe dirigente, con amministratrici e amministratori. Se lo facciamo insieme io ci sono, non mi tiro indietro, costruiamo insieme questa candidatura, per dimostrare che io posso diventare la segretaria del nuovo Pd. Insieme a voi, voglio diventare la segretaria del nuovo Pd”.

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Lega Nord, parla Bossi: “Siamo qui per rinnovare la Lega, non per distruggerla”

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L’ex leader della Lega Umberto Bossi, è intervenuto questa mattina presso il castello di Giovenzano a Pavia, in occasione del primo incontro pubblico del Comitato Nord che lui stesso ha fondato. Ecco le sue dichiarazioni:

“Siamo qui per rinnovare la Lega non per distruggerla, perché altrimenti faremmo solo un piacere al centralismo romano. Ma tanta gente, nostri militanti, mi sta chiedendo da tempo: ‘Bossi, fai qualcosa!’. E noi non potevamo stare fermi”.

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