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Cronaca

Incidente mortale sul lavoro nel Salernitano, operaio muore schiacciato dal camion

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Ancora una morte bianca, l’ennesima negli ultimi anni. Questa volta a Nocera Inferiore, in via Cucci: qui un operaio, Pietro Mura, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato dal suo stesso camion mentre eseguiva lavori edili in un garage.

Secondo una prima ricostruzione, pare che l’uomo avesse attivato la leve della cisterna del suo camion, per effettuare gli espurghi di pozzi e vasche settiche. In maniera involontaria, dunque, è stato schiacciato dal mezzo pesante. Sul posto, dopo l’incidente, sono intervenuti vigili del fuoco e polizia municipale: i soccorsi, purtroppo, sono risultati inutili.

Il sindaco Michele Strianese e l’ Amministrazione Comunale di San Valentino Torio partecipano commossi al dolore per la scomparsa del concittadino Pietro Mura, avvenuta oggi pomeriggio a seguito di un incidente sul lavoro”. È quanto si legge in una nota inviata da Palazzo di Città. “Il nostro concittadino, con la sua ditta di espurghi prestava da tanti anni servizi di per il Comune di San Valentino Torio“.

“Nel pomeriggio di oggi ha subito un incidente le cui cause sono ancora da chiarire, mentre si apprestava ad eseguire proprio un lavoro di espurgo presso un condominio di Via Cucci a Nocera Inferiore. Ci uniamo al dolore della famiglia, degli amici e della comunità tutta, esprimendo le nostre più sentite condoglianze per la morte del caro Pietro”.

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La carica dei 200 partita l’avventura dei nuovi assunti nell’azienda partecipata del Comune di Napoli

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Giovani, giovanissimi. Emozionati e, forse, anche un po’ frastornati. Sono i 200 nuovi dipendenti dell’Asia che hanno oggi hanno firmato il contratto dopo aver vinto il concorso. Moltissimi i ragazzi anche di 18-19 anni. Sulle loro spalle ci sono le possibilità di rilancio dell’azienda partecipata del Comune di Napoli che da tempo non riesce a rispondere più alle esigenze della città.  “La carenza di personale – spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Mancuso – ci ha costretti a spostare unità lavorative verso la raccolta rifiuti, che non può essere rimandata. Facendo così, però, non c’erano più spazzini. Una parte dei nuovi assunti sarà impiegata nello spazzamento“. La scelta del quartiere a Est di Napoli non è casuale, in quanto proprio nella periferia orientale, a Ponticelli, dovrà sorgere il nuovo biodigestore per il trattamento della frazione umida. Una delle condizioni perché ciò avvenga è portare quella parte della città al 100 per cento di differenziata.

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Napoli. Una 20enne sospesa a 30 metri di altezza l’arrivo di una maresciallo donna dei carabinieri

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Dieci centimetri di marmo sospesi su uno strapiombo di circa 30 metri lungo via nuova San Rocco. Una ragazza piange, vuole farla finita. È notte e tra qualche passante distratto e stanco c’è qualcuno che comprende le sue intenzioni. Chiama il 112 e intanto si avvicina. Arrivano anche i carabinieri, quelli della stazione di Capodimonte. Sgomitano tra la gente e si avvicinano alla ragazza. Non voleva tutto questo, urla a tutti di stare lontani. Pochi centimetri la separano dal buio e i militari lo sanno. Uno di loro, un maresciallo donna prova a parlarle. Con parole dolci la tranquillizza e lentamente, con il collega, le arriva alle spalle.  La 20enne è salva, non dai suoi pensieri. Per quello servirà solo tempo.

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Napoli. Operazione della squadra mobile della polizia nei quartieri napoletani commercianti pagano 50 euro al giorno

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Circa 18mila euro al mese soltanto con il pizzo. Il volume d’affari che il clan Mazzarella aveva messo in piedi tra Forcella e la Maddalena è facilmente intuibile. Per ogni bancarella veniva chiesto un ‘contributo’ che poteva andare dai 20 ai 50 euro al giorno. A questi soldi andavano aggiunti quelli delle ditte edili che operavano in palazzi privati e, per farlo, doveva pagare il pizzo al clan. 

Sono 25 le persone arrestate, tutte afferenti, a vario titolo, ai Mazzarella, in particolare alla famiglia Ferraiuolo. I soldi servivano a finanziare le attività del clan, compresi gli stipendi per coloro che sono al momento in carcere. Estorsione con metodo mafioso è il principale capo d’accusa cui dovranno rispondere. Tra loro anche la madre di Michele Mazzarella, figlio del superboss Vincenzo. 

Nessuna frizione con l’Alleanza di Secondigliano che controlla l’altra parte del centro storico di Napoli, ma non sono mancate scosse di assestamento “…tra i Ferraiuolo e altri esponenti della malavita locale che cercavano di farsi strada”. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e riprese con telecamere di videosorveglianza.

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