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Cronaca

Focolaio nel comune campano: contagiati assessore, due vigili ed un impiegato

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Focolaio Covid al comune di Lusciano, nell’aversano. Sono risultati contagiati un assessore, un impiegato e due agenti della Polizia Municipale.

E’ stata disposta  la chiusura e la sanificazione di tutti i plessi scolastici, misure già disposte dopo la positività del test rapido.

Circa mezz’ora fa ho sentito l’ASL che mi ha confermato la positività del tampone molecolare. Stiamo già lavorando sui miei contatti, poi sarà l’ASL a dare le direttive. Sono un soggetto asintomatico e solo grazie ai miei continui controlli ho scoperto, per caso di averlo. Ringrazio tutti coloro che mi sono vicini e anche coloro che hanno criticato e inventato gratuitamente le bugie. Grazie infinite a tutti e auguro a me stessa una presta guarigione, perché non vedo l’ora di riabbracciare i miei bambini” ha scritto poco fa l’assessore Luisa Mottola.

Oltre all’assessore sono risultati contagiati anche due agenti della polizia municipale e un impiegato.

Colgo l’occasione per augurare una buona e pronta guarigione all’Assessore alla Pubblica Istruzione, Luisa Mottola, colpita anche lei da questo Virus unitamente ai due Sottoufficiali della Polizia Municipale e l’impiegato della stessa” ha reso noto il sindaco Nicola Esposito.

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La carica dei 200 partita l’avventura dei nuovi assunti nell’azienda partecipata del Comune di Napoli

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Giovani, giovanissimi. Emozionati e, forse, anche un po’ frastornati. Sono i 200 nuovi dipendenti dell’Asia che hanno oggi hanno firmato il contratto dopo aver vinto il concorso. Moltissimi i ragazzi anche di 18-19 anni. Sulle loro spalle ci sono le possibilità di rilancio dell’azienda partecipata del Comune di Napoli che da tempo non riesce a rispondere più alle esigenze della città.  “La carenza di personale – spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Mancuso – ci ha costretti a spostare unità lavorative verso la raccolta rifiuti, che non può essere rimandata. Facendo così, però, non c’erano più spazzini. Una parte dei nuovi assunti sarà impiegata nello spazzamento“. La scelta del quartiere a Est di Napoli non è casuale, in quanto proprio nella periferia orientale, a Ponticelli, dovrà sorgere il nuovo biodigestore per il trattamento della frazione umida. Una delle condizioni perché ciò avvenga è portare quella parte della città al 100 per cento di differenziata.

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Napoli. Una 20enne sospesa a 30 metri di altezza l’arrivo di una maresciallo donna dei carabinieri

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Dieci centimetri di marmo sospesi su uno strapiombo di circa 30 metri lungo via nuova San Rocco. Una ragazza piange, vuole farla finita. È notte e tra qualche passante distratto e stanco c’è qualcuno che comprende le sue intenzioni. Chiama il 112 e intanto si avvicina. Arrivano anche i carabinieri, quelli della stazione di Capodimonte. Sgomitano tra la gente e si avvicinano alla ragazza. Non voleva tutto questo, urla a tutti di stare lontani. Pochi centimetri la separano dal buio e i militari lo sanno. Uno di loro, un maresciallo donna prova a parlarle. Con parole dolci la tranquillizza e lentamente, con il collega, le arriva alle spalle.  La 20enne è salva, non dai suoi pensieri. Per quello servirà solo tempo.

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Napoli. Operazione della squadra mobile della polizia nei quartieri napoletani commercianti pagano 50 euro al giorno

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Circa 18mila euro al mese soltanto con il pizzo. Il volume d’affari che il clan Mazzarella aveva messo in piedi tra Forcella e la Maddalena è facilmente intuibile. Per ogni bancarella veniva chiesto un ‘contributo’ che poteva andare dai 20 ai 50 euro al giorno. A questi soldi andavano aggiunti quelli delle ditte edili che operavano in palazzi privati e, per farlo, doveva pagare il pizzo al clan. 

Sono 25 le persone arrestate, tutte afferenti, a vario titolo, ai Mazzarella, in particolare alla famiglia Ferraiuolo. I soldi servivano a finanziare le attività del clan, compresi gli stipendi per coloro che sono al momento in carcere. Estorsione con metodo mafioso è il principale capo d’accusa cui dovranno rispondere. Tra loro anche la madre di Michele Mazzarella, figlio del superboss Vincenzo. 

Nessuna frizione con l’Alleanza di Secondigliano che controlla l’altra parte del centro storico di Napoli, ma non sono mancate scosse di assestamento “…tra i Ferraiuolo e altri esponenti della malavita locale che cercavano di farsi strada”. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e riprese con telecamere di videosorveglianza.

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