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Vertenza rifiuti a Capaccio Paestum: gli operatori ottengono le spettanze arretrate grazie alla Csa Fiadel Salerno Sud

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La Csa Fiadel Salerno Sud ha ottenuto il riconoscimento dei diritti vantati dai lavoratori della Sarim impegnati sul cantiere di Capaccio Paestum. Il pagamento delle spettanze retributive dei dipendenti impegnati nel servizio di igiene ambientale nel territorio comunale di Capaccio Paestum è arrivato dopo l’attivazione della procedura di raffreddamento da parte del sindacato Fiadel di Salerno. “Finalmente i lavoratori hanno ottenuto quanto gli spettava e ciò dimostra che il sindacato, se fatto bene, può davvero difendere i diritti delle maestranze”, ha detto Davide Sapere, dirigente della Csa Fiadel Salerno Sud.”

La Csa Fiadel Salerno Sud ha inoltre richiesto, attraverso una lettera ufficiale, un incontro urgente alla Sarim e alla stazione appaltante, al fine di ottenere rassicurazioni sul pagamento degli stipendi di novembre e della tredicesima mensilità. La richiesta evidenzia la preoccupazione della sindacato Fiadel per la stabilità finanziaria dei lavoratori Sarim del cantiere di Capaccio Paestum. “Chiediamo un incontro tempestivo con la presenza della stazione appaltante per ottenere chiarezza sulla situazione finanziaria del cantiere di Capaccio. La tranquillità dei lavoratori è la nostra priorità, e vogliamo assicurarci che i pagamenti siano effettuati in modo tempestivo e regolare”, ha concluso Angelo Rispoli, segretario generale della Csa Fiadel Salerno.

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Milano, si presenta al carcere di San Vittore fingendosi un magistrato ma viene scoperto: arrestato 62enne

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Incredibile episodio avvenuto a Milano, presso il carcere di San Vittore, dove un 62enne del posto residente nella zona di piazza Tricolore si è presentato all’udienza di convalida di un arresto spacciandosi per un magistrato.

A quel punto l’uomo ha finto di aver dimenticato a casa il tesserino e mostrando una carta d’identità in cui era riportata la scritta ‘procuratore’, in riferimento alla professione svolta, è riuscito ad eludere le guardie e ad entrare nel penitenziario per partecipare alla suddetta udienza.

Tuttavia il Gip del Tribunale di Lodi ha scoperto che in realtà l’uomo non era magistrato ma addirittura coimputato con il detenuto. Le successive verifiche della Polizia Giudiziaria e dei magistrati hanno accertato che egli era in quel momento sottoposto ad affidamento ai servizi sociali.

Pertanto, i poliziotti del Commissariato Monforte Vittoria hanno notificato la revoca dell’affidamento hanno tratto in arresto e portato in carcere il 62enne, già pregiudicato per furto e truffa.

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Ancora manifesti di De Luca contro la Meloni, Fdi sulla vicenda annuncia di aver presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno

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“Vincenzo De Luca continua nel totale disprezzo delle Istituzioni ad utilizzare le risorse della Regione Campania, e quindi di tutti i cittadini, per i suoi interessi politici. Oggi è stato diffuso l’ennesimo manifesto, il secondo, nel quale con tanto di logo della Regione Campania attacca il governo Meloni diffondendo le ennesime falsità. È un comportamento inaccettabile che conferma l’arroganza di De Luca che sottrae risorse ai campani per finanziare la sua personale, e discutibile, attività politica. Infatti, come la Regione Campania stessa ha confermato, questi manifesti sono realizzati utilizzando le risorse dedicate alla comunicazione istituzionale. Un vero e proprio abuso”.

Così, in una nota, il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, coordinatore regionale in Campania, che sulla vicenda annuncia di aver presentato “un’interrogazione al ministro dell’Interno, per chiedere se sia lecito che De Luca utilizzi il logo istituzionale della Regione Campania e delle relative risorse per propaganda politica; ma soprattutto chiederò che i consiglieri regionali, che hanno già presentato un esposto alla Corte dei Conti per il precedente manifesto, denuncino anche questa nuova affissione. Confidiamo – conclude Iannone – che la magistratura contabile faccia giustizia, mettendo fine a questo sperpero di risorse pubbliche”

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Camorra, quattro nuove interdittive antimafia, l’intervento del prefetto nei comuni di Napoli, Casoria, Roccarainola e Giugliano in Campania

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Aziende a rischio infiltrazioni della camorra: il prefetto di Napoli adotta altre quattro interdittive antimafia nei confronti di imprese dell’area metropolitana di Napoli. Nella giornata di ieri, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, nell’ambito dell’attività di prevenzione antimafia, ha adottato ulteriori quattro provvedimenti interdittivi nei confronti di ditte che operano nel settore dell’edilizia e dell’attività di distribuzione di alimenti e bevande, ed hanno la propria sede legale nei comuni di Napoli, Casoria, Roccarainola e Giugliano in Campania. 

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