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Lusciano. Sequestrati più di 2000 prodotti di merce contraffatta

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Nella tarda serata di ieri, i Baschi Verdi della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Aversa, nell’ambito della costante attività̀ di controllo economico del territorio finalizzata a contrastare i traffici illeciti, hanno individuato, in Lusciano (CE), un’autovettura condotta da un soggetto extracomunitario che, alla vista dei militari, ha tentato una repentina manovra di fuga.

Dopo averlo fermato e proceduto ai preliminari controlli di rito, i finanzieri hanno notato che a bordo dell’auto vi erano diverse scatole di cartone, in merito alle quali il conducente non è stato in grado di fornire alcun riscontro di tipo documentale attestante la lecita provenienza della merce.

I militari operanti, quindi, hanno immediatamente proceduto alla perquisizione dell’automezzo, all’esito della quale sono stati sequestrati circa 2.000 prodotti tra cui sciarpe, occhiali da sole, polo e scarpe, tutti recanti falsi marchi di note griffe della moda.

La merce, abilmente contraffatta, sarebbe stata destinata alla vendita al minuto su aree pubbliche e/o nei mercati rionali, traendo in inganno la buona fede dei consumatori.

Il responsabile dell’illecito, un cittadino senegalese di 45 anni, risultato tra l’altro privo di regolare permesso di soggiorno in Italia, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per i reati di contraffazione, ricettazione ed ingresso illegale nel territorio dello Stato.

Anche l’odierna attività di servizio testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto ai traffici di prodotti contraffatti, con la finalità di tutelare il mercato dei beni e dei servizi nonché la buona fede e la salute dei consumatori finali.

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Un fiore che si fa storia, una panchina che si fa valore: nasce a Caserta la “Panchina della Camelia”

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Il prossimo 13 maggio, alle ore 11:30, la Reggia di Caserta non sarà solo la cornice di un evento, ma il palcoscenico di un ritorno alle radici che guarda al futuro. Presso l’ex Casa di Guardia di Ercole, nel cuore del Parco Reale, verrà presentata ufficialmente la “Panchina della Camelia”. La scelta della data non è un dettaglio, ma un simbolo. Il 13 maggio evoca l’arrivo a Napoli, nel 1768, di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Fu proprio alla Regina che, nel 1786, venne donata la prima camelia introdotta a Caserta: la celebre Rubra Simplex. Da quel singolo, prezioso esemplare ebbe inizio una straordinaria diffusione botanica che ha trasformato i giardini italiani ed europei, creando una vera e propria rete viva di paesaggi e identità condivise. La “Panchina della Camelia” è un progetto custodito nel cuore per anni, nato da un disegno personale e finalmente tradotto in materia grazie al talento di un artigiano straordinario. Non è solo un oggetto di design, ma un segno contemporaneo che poggia sulla solidità della storia per parlare al nostro tempo. In questa nuova veste, la camelia abbandona la sua natura puramente ornamentale per farsi portavoce di un messaggio urgente: la non violenza.

“Come quel fiore ha generato una rete di giardini e connessioni, così questa panchina vuole essere un invito a costruire una rete di rispetto, dialogo e convivenza.”

La camelia diventa così l’emblema di una diffusione gentile: una forza silenziosa ma inarrestabile capace di contrastare la brutalità attraverso la bellezza e il rispetto dei valori universali.

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Enzo Gambardella incanta Scerni: un viaggio musicale tra emozione e memoria

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Una serata destinata a restare impressa nella memoria collettiva di Scerni: il Concerto dei Ricordi, organizzato in occasione della festa di San Panfilo, ha visto protagonista assoluto Enzo Gambardella, artista capace di trasformare un semplice live in un’esperienza intensa e coinvolgente.

Fin dalle prime note, la voce di Enzo Gambardella ha catturato il pubblico, trasportandolo in un autentico viaggio nel tempo. Il suo timbro caldo, riconoscibile e ancora sorprendentemente potente, ha dato nuova vita ai grandi classici della musica italiana e internazionale degli anni ’60, ’70 e ’80.

Una performance oltre la nostalgia

Ridurre l’esibizione a un concerto nostalgico sarebbe limitante. Gambardella ha dimostrato una straordinaria capacità interpretativa, unendo tecnica vocale, sensibilità artistica e una presenza scenica magnetica. Ogni brano è stato vissuto e trasmesso con autenticità, creando un legame diretto con il pubblico.

Il risultato? Una piazza completamente coinvolta, tra applausi, cori e momenti di forte emozione condivisa.

La forza della band e la sinergia sul palco

Accanto a lui, una band affiatata e di alto livello ha contribuito a costruire un tappeto sonoro impeccabile. La sezione ritmica ha garantito solidità e dinamismo, mentre chitarre e tastiere hanno arricchito l’atmosfera con sonorità avvolgenti e curate nei dettagli.

La vera forza dello spettacolo è stata però la sinergia tra i musicisti, evidente in ogni passaggio: sguardi, intese e improvvisazioni hanno reso la performance viva e autentica.

Un finale da brividi

Il culmine della serata è arrivato con una standing ovation di quasi cinque minuti, tributo spontaneo a un artista che ha saputo emozionare senza artifici. Il pubblico ha riconosciuto in Enzo Gambardella non solo un interprete, ma un vero narratore di emozioni.

Un artista che lascia il segno

Questo concerto segna un momento importante non solo per la comunità locale, ma anche per il percorso artistico di Gambardella. La sua capacità di rimanere attuale, pur attingendo al passato, lo rende una figura unica nel panorama musicale.

Il Concerto dei Ricordi non è stato soltanto uno spettacolo: è stato una celebrazione della musica, della memoria e del potere delle emozioni condivise.

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Bullizzato e offeso da maestra e compagni, 15 anni dopo Claudio pubblica il suo primo libro: “Mamma, ho la dislessia”

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CAPUA (a.c.) – Una storia di ingiustizie, una storia di comportamenti sbagliati, di segnali mai colti. Una storia di riferimenti che crollano in errori grossolani, generalizzazioni fittizie, come parte di un percorso che inizia la sua redenzione solo al culmine dell’adolescenza, solo quando ci rendiamo conto che non siamo più bambini, e non potremo più esserlo.

Quella che avete letto nell’introduzione è il riassunto perfetto della storia di Claudio Maria Damiano, un giovane ragazzo di 20 anni originario di Santa Maria Capua Vetere, ma che vede tutto il suo percorso scolastico svolgersi a Capua. E sarà proprio il primo percorso scolastico a segnarlo profondamente, con una maestra cinica, spietata che taglia nell’animo di un innocente bambino di 6 anni più di qualsiasi altra lama. Quello che dovrebbe essere per tutti i bambini un punto di riferimento si trasforma in un incubo, passano addirittura in secondo piano le parole dei compagni, che non migliorano la situazione. Claudio è alle strette e sceglie di cambiare, iniziare da capo, fuggire da un bullismo autoritario e indifendibile ad opera di maestre e compagni.

Arriva così in un altro istituto, nuovi compagni, nuove insegnanti, ma quel bambino si accorge che continua ad avere qualcosa di diverso. Inizia un percorso di logopedia, poi, all’età di otto anni, la sentenza della dislessia gli cade addosso come un macigno. Tutte le ingiustizie, le offese, le costrizioni subite erano come vernice su una maschera: aggiungevano solo un altro strato tra Claudio ed il mondo.
L’adolescenza è l’età del cambiamento, ed è qui che Claudio inizia a guardare il mondo con occhi diversi, con i propri occhi, quelli veri, usando la sua “diversità” come un superpotere, sfruttandola per differenziarsi da tutti gli altri, utilizzandola come una risorsa. A 16 anni decide di fondare “Dislessia per amica”, sensibilizzando ed aiutando numerosi bambini e famiglie che convivono e si addentrano ogni giorno in queste nuove realtà.

Nel frattempo Claudio fa tanto altro, dà una vera svolta alla sua vita riuscendo ad agguantare ogni occasione che gli si presenti davanti, coronando un percorso di redenzione da quella traumatica infanzia con la pubblicazione del suo primo libro “Mamma, ho la dislessia”, un libro breve ma che racchiude a pieno schizzi della vita di Claudio, ma che mira a chiunque attraversi difficoltà o perplessità nel proprio percorso di crescita. Ma questa stessa redenzione non è altro che un punto di inizio del suo “per aspera ad astra“.

La presentazione è programmata per sabato 2 maggio alle ore 18:30 presso il Museo Campano di Capua. E la scelta del luogo non è casuale, come ci dice lo stesso Claudio: “Ho svolto tutte le mie scuole a Capua, dall’asilo alle superiori.

Ed è anche per questo che ho deciso di pubblicare il mio libro qui, a Capua, con “Capua Luogo della Lingua”. Per me, quest’anno, il 2 maggio alle 18:30, al Museo Campano, sarà un grande onore inaugurare, con la mia presentazione, il “Capua Luogo della Lingua Festival”.

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