CARDITO – Recita un proverbio svedese: “In un buon libro la cosa migliore è tra le righe”. Così anche come avviene in politica, un bravo addetto ai lavori deve saper leggere tra le righe e talvolta, anzi come accade quasi sempre in quel di Piazza Garibaldi, non sempre bisogna soffermarsi alle apparenze o alle dichiarazioni. Bisogna approfondire, carpirne le sfumature, gli atteggiamenti e talvolta anche la postura. Così come fatto alcune settimane fa, quando c’è stato qualcuno che cercava di indebolire la maggioranza del sindaco Cirillo, iniettando il seme della discordia in maggioranza, facendo passare un’azione legittima fatta dal consigliere Marco Mazza per un alto tradimento e vilipendio alla nazione, anche adesso quel qualcuno sostituendosi al megafono di chi brama sete di potere, inquina la verità, spostando l’attenzione dell’opinione pubblica su un unico responsabile, il sindaco Giuseppe Cirillo.

Partiamo da capo. Il tutto è iniziato da quando due giorni fa l’ex vicensindaco Francesco Castaldo ha rassegnato le sue dimissioni. Subito si è voluto far passare la cosa come un semplice turnover oppure come un’indisposizione da parte dell’avvocato carditese. Niente di più falso. Un politico scafato come Castaldo, non avrebbe lasciato la poltrona ad un mese di distanza dall’approvazione del bilancio. Ricordiamo i nostri lettori che per il 31 Marzo è fissato il termine ultimo per approvare il bilancio e che l’ex vicesindaco, oltre ad essere stato assessore all’ecologia, sport e manutenzione, possedeva anche la delega al bilancio e questo è il periodo in cui un assessore comincia a preparare le relazioni programmatiche sul bilancio, atti fondamentali per l’approvazione dell’esercizio dell’ente comunale. Un gruppo politico che ha davvero a cuore le sorti del proprio paese, non lascia scoperta la casella del bilancio proprio in un momento così delicato. Se “Cambiamo Verso” non avesse altri scopi e se davvero i motivi fossero stati quelli professionali, la soluzione all’assessorato al bilancio sarebbe arrivata prima delle dimissioni di Castaldo, allora cosa c’è sotto? A cosa punta il gruppo barriano, ma soprattutto a cosa punta Peppe Barra?

Tutti, oramai sul territorio, sanno quanto stia a cuore al sindaco del decennio tornare sullo scranno più alto della città, in maniera diretta o indiretta, questo poi lo stabiliscono gli eventi e i consensi. L’ex sindaco Barra, insieme al suo alfiere Nunziante Raucci – fino a quanto fidato non si sa – stanno tentando di rigenerarsi e di presentarsi davanti all’opinione pubblica come salvatori della Patria, prendendo le distanze da Giuseppe Cirillo e facendo ricadere ogni colpa, sia burocratica che strumentale, sul primo cittadino. Il tutto partendo già dal fatto che difficilmente il gruppo “Cambiamo Verso” segnalerà qualche nome al primo cittadino in sostituzione a quello di Francesco Castaldo, comunicando così, in maniera intrinseca la loro distanza dalle scelte del sindaco. Dopodiché, sicuramente cominceranno a rilasciare dichiarazioni a destra e a manca, contestando, in maniera del tutto strumentale, al primo cittadino, la mancata applicazione del PUC, pur essendo consapevoli che con tutto il lavoro da fare, osservando l’iter procedurale, il prossimo Consiglio comunale sul piano urbanistico potrebbe arrivare a consiliatura terminata. Ovviamente, tutto questo per cercare di indebolire l’unica vera leadership esistente sul territorio carditese, ossia quella di Giuseppe Cirillo. E la dimostrazione che la mia analisi non è da scartare sta nel fatto che chi tenta di smontare una leadership è solo chi in realtà ne vuole costituire un’altra, ecco perché dietro tutto questo c’è sicuramente lo zampino di chi sa come fare per smontare comandi e governi.

Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, la posizione che molto probabilmente assumerà il gruppo di “Cambiamo Verso” sarà quella dell’appoggio esterno, guarda caso la stessa posizione che adottarono i quattro dissidenti di Forza Italia a Caivano prima di far cadere il sindaco Monopoli. Chissà chi c’era dietro quelli e chissà chi c’è dietro Peppe Barra, a occhio e croce sembra che i suggerimenti provengano tutti dalla stessa mente. Con una sola differenza, a Cardito, il gruppo di Peppe Barra sa che non può sfiduciare per la seconda volta il sindaco Cirillo, per due motivi, il primo perché non risulterebbero credibili, visto che prima lo sfiduciano, poi lo appoggiano e poi lo risfiduciano di nuovo. Il secondo è perché non hanno i numeri, Cirillo ha troppi consiglieri che non lo tradirebbero mai, essendo tutti appartenenti alla stessa corrente politica. Allora cosa fare? Peppe Barra punta sull’usura del personaggio pubblico dettata dal tempo. E’ facile fare opposizione ad un sindaco che governa già da sei anni, la gente si stanca presto e se poi si cerca di far leva su qualche ritardo allora il gioco è fatto. Ma Peppe Barra e i suoi, non vogliono fare opposizione, un super assessore in sacrificio basta e avanza per la loro battaglia mediatica. Rinunciare a tutte le prebende sarebbe troppo. D’altronde togliere la gestione a Peppe Barra è un po’ come togliere la parenterale ad un malato – il malato non morirà per la sua patologia ma perché denutrito -.

Infatti l’appoggio esterno consentirebbe al gruppo barriano di prendere le distanze formalmente da Cirillo senza farli uscire dalle stanze dei bottoni, mentre per fare opposizione ci vuole il coraggio di posare le prebende. Al contrario poi, andare ad uno scontro frontale, considerando il fatto di non avere i numeri è da incoscienti più che da sprovveduti e all’ex sindaco tutto si può dire fuorché quello di essere un’incosciente o uno sprovveduto.

Il dato politico che ne esce fuori da tutta questa babilonia è che né a Peppe Barra e né al gruppo “Cambiamo Verso” stanno a cuore le sorti del paese, a loro interessano solo i giochini di potere. Perché un leader che si reputa tale non lascia in balia dell’incertezza il settore contabile ad un mese dall’approvazione del bilancio, azione fondamentale affinché una consiliatura resti all’impiedi. Togliere l’assessore al bilancio in una fase così delicata può solo avere il sapore di una strategia e la strategia non corre mai pari passo col bene pubblico. Ecco perché non bisogna mai fermarsi alle apparenze. Anche perché come può un gruppo che attualmente detiene l’80% del potere dell’ente pubblico tra Nucleo di valutazione, controllo di gestione, Presidente del consiglio, tre consiglieri e che fino a ieri aveva le deleghe di sport, manutenzione, ecologia, bilancio e vicesindaco, dichiararsi dall’oggi al domani estraneo a quanto fatto finora dal sindaco Cirillo? Solo un cieco o un sordo potrebbe andare ancora dietro ai tatticismi sterili e antichi di Peppe Barra.

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