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Rifiuti a Pozzuoli, Più Europa: «Un video solleva dubbi sulla raccolta differenziata. Il Comune chiarisca»
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RedazioneUn filmato mostra il presunto caricamento congiunto di materiali destinati alla filiera separata. Il consigliere Riccardo Volpe: «A rischio l’ambiente e la fiducia dei cittadini».
A Pozzuoli si riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti. Il gruppo politico Più Europa ha chiesto chiarimenti immediati all’amministrazione comunale e alla ditta incaricata del servizio a causa di un video entrato nella propria disponibilità. Le immagini mostrano il presunto caricamento congiunto di materiali che dovrebbero invece seguire circuiti di raccolta differenziata distinti.
«Le immagini sollevano interrogativi precisi e meritano una risposta pubblica», spiegano i rappresentanti del partito. «Chiediamo al Comune e alla ditta incaricata del servizio di spiegare che cosa documenti il filmato, quali materiali siano stati raccolti e quale sia stata la loro destinazione. Occorre verificare se le modalità osservate siano coerenti con il servizio di raccolta differenziata».
La denuncia mette in luce le conseguenze sul piano ecologico e civico. Per la forza politica, infatti, una cattiva gestione rischia di vanificare gli sforzi quotidiani dell’intera comunità e di compromettere la percentuale di differenziata del territorio.
«Ogni giorno chiediamo alle famiglie di separare i materiali, rispettare il calendario e osservare gli orari di conferimento», afferma Riccardo Volpe, consigliere comunale di Più Europa. «Se poi quei rifiuti vengono mescolati durante la raccolta, il messaggio che passa è devastante: l’impegno delle persone non serve. Si rischia così di scoraggiare chi rispetta le regole e di offrire un alibi a chi abbandona sacchetti indifferenziati senza rispettare giorni e orari, oltre a creare un danno alla nostra percentuale di raccolta differenziata».
Pur sottolineando che gli eventuali errori dei gestori non giustificano i conferimenti irregolari da parte degli utenti, il gruppo d’opposizione richiama l’ente locale al dovere di trasparenza e controllo sulla filiera.
«L’amministrazione verifichi il rispetto degli obblighi del servizio», si legge nella nota ufficiale del partito. «Vogliamo sapere se si tratti di un caso isolato, se esista una spiegazione tecnica e quali controlli vengano effettuati sulle operazioni di raccolta. Se saranno accertate irregolarità, dovranno essere adottati i provvedimenti previsti».
Infine, Più Europa sollecita la diffusione pubblica dei risultati di tali verifiche, insieme alle eventuali misure correttive da adottare per tutelare l’integrità del servizio.
«La raccolta differenziata funziona se ciascuno fa la propria parte: cittadini, gestore e amministrazione», conclude la nota. «A chi separa correttamente i rifiuti va garantito che quello sforzo abbia un seguito concreto. Il Comune dia risposte verificabili e tuteli la credibilità del servizio».
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Afragola
AFRAGOLA. Luci e ombre in aula. Il dilettantismo dell’opposizione, l’eterno alibi del Sindaco e l’appoggio esterno di Futuro Nazionale
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29 Ottobre 2026
AFRAGOLA – L’ultima assise consiliare di Afragola ha offerto alla cittadinanza un affresco nitido, quanto impietoso, dello stato di salute della politica cittadina. Tra le pieghe di un’aula infuocata si sono consumati due capitoli opposti ma parimenti indicativi: da un lato la clamorosa débâcle tattica delle minoranze sul regolamento della Street Art; dall’altro la consueta ed evasiva arringa del Sindaco Gennaro Giustino in materia di Bilancio Consolidato.
Un’analisi pacata ma rigorosa dei fatti impone alla stampa libera di distribuire luci e ombre con equilibrio, elogiando la strategia quando è efficace e strigliando la politica quando scade nell’improvvisazione o nello scaricabarile.
IL CASO “WRITERS”: SE L’OPPOSIZIONE CADE SULL’ABC DELLA TATTICA AULA
Il primo punto all’ordine del giorno recava l’adeguamento del “Regolamento comunale per le attività di Street Art e Writers” alle linee guida regionali (L.R. n. 3/2023). Un atto tecnico, fondamentale per non perdere i relativi canali di finanziamento e sbloccare opportunità per il territorio.
Su questo tema, la minoranza — complice l’assenza dell’insostituibile consigliera Alessandra Iroso — ha offerto una prova di singolare dilettantismo. Incapace di cogliere la reale debolezza dell’Amministrazione (l’essersi ridotta ancora una volta all’ultimo minuto con la mannaia dell’urgenza), l’opposizione si è impelagata in un groviglio inestricabile di mozioni ed emendamenti.
L’intervento della consigliera Rosaria Pecchia ha mostrato evidenti incertezze procedurali, spianando la strada allo sberleffo della maggioranza. A peggiorare il quadro ci ha pensato l’ex Presidente del Consiglio, Biagio Castaldo: anziché incalzare il Sindaco sul ritardo cronico della macchina amministrativa e chiedere contestualmente un ordine del giorno per discutere future modifiche senza bloccare i fondi, si è ostinato a richiedere il voto su un emendamento privo del parere contabile del Responsabile delle Finanze e dunque tecnicamente inammissibile. Suscitando perfino l’ilarità del fan più accanito di Very e Sasy, il Presidente del Consiglio Antonio Caiazzo.
Il finale della vicenda si è trasformato in una beffa politica. Sulle macerie della bocciatura dell’emendamento di Castaldo, si è inserito l’opportunismo tattico di Pasquale Rosario Iazzetta (PD), il quale ha chiesto la parola e intestato alla maggioranza l’ordine del giorno con le modifiche al regolamento. Un capolavoro di pragmatismo politico — forse imbeccato dalla stessa regia del Primo Cittadino — che ha consentito alla maggioranza di “gonfiare il petto”, incassare il risultato ed uscire vittoriosa a punteggio pieno. Su questo punto, il merito della compattezza va indubbiamente alla compagine di governo, mentre la bocciatura per l’opposizione è piena e meritata.
IL BILANCIO CONSOLIDATO: SE IL SINDACO FA ANCORA IL CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE
Di segno diametralmente oppposto, invece, il dibattito sul Rendiconto di Bilancio, dove gli interventi dei consiglieri Arcangelo Ausanio e Francesco Fusco hanno fatto intravedere un leggero miglioramento e compattezza tra le fila della minoranza mentre quello puramente tecnico di Giacinto Baia ha messo a nudo le fragilità dell’azione politica dell’opposizione. Di fronte ai rilievi numerici e contabili sollevati da un Consigliere che nella vita fa tutt’altro che il revisore dei conti è apparsa fisiologica la reazione del Sindaco Giustino che mostrando tutti i limiti di una narrazione politica che non riesce a farsi pienamente istituzionale, ha sentito forte il bisogno di scendere sul terreno fangoso della sfida sui numeri.
Il Primo Cittadino ha fatto leva sul solito leitmotiv: «L’amministrazione si è insediata a maggio 2025, il bilancio è la fotografia dell’intero 2025 gestito da chi c’era prima, dunque le colpe sono vostre». Dal punto di vista della polemica da bar, la tesi regge. Ma dal punto di vista della responsabilità amministrativa, il ragionamento non regge. La delibera è un atto della Giunta attuale: La Delibera n. 22 è stata esaminata, fatta propria e firmata dalla Giunta Giustino l’8 ottobre 2026. Sostenere che l’atto fosse “intoccabile” è una debolezza. Se vi erano discrasie ereditate o lacune, la Giunta aveva il dovere politico di correggerle prima di licenziare il testo. Lo scaricabarile sul software: Giustificarsi dicendo che l’errata classificazione da 1,6 milioni di euro nel Fondo Rischi (finita tra le sopravvenienze passive) è un “errore del programma informatico” equivale a scaricare la colpa sui computer per coprire una mancata verifica degli uffici finanziari. Il vuoto sui dati ATO Napoli 2: Presentare in aula un consolidato contenente i dati 2024 dell’Ente d’Ambito ATO Napoli 2 perché il bilancio 2025 “non è arrivato in tempo” dimostra che l’Amministrazione in carica stenta ancora a pretendere tempestività dalle sue partecipate.
Il Sindaco Giustino deve ricordare a se stesso di non essere più il fustigatore dai banchi della minoranza, ma il Primo Cittadino di una città complessa come Afragola. Sfidare gli avversari a “non parlare di numeri” o deridere la lettura delle carte non cancella la realtà degli atti.
A rendere ancora più necessario un chiarimento politico è quanto accaduto al momento del voto sul Rendiconto di bilancio: Rosaria Pecchia e Benito Zanfardito, espressione di Futuro Nazionale, il partito vannacciano, appena costituitisi in coppia politica in aula, hanno lasciato l’Assise, risultando assenti al momento del voto. Una scelta che, al di là delle intenzioni che solo loro possono chiarire, ha avuto un effetto politico preciso: non contribuire al voto di opposizione sul rendiconto dell’Amministrazione. È dunque legittimo chiedere ai due consiglieri di fare chiarezza: Futuro Nazionale è all’opposizione oppure intende garantire un appoggio esterno a questa Amministrazione? Perché, in una città in cui la maggioranza sembra tenere insieme sensibilità che vanno da destra a sinistra, spesso senza una riconoscibile coerenza ideologica, i cittadini hanno diritto di sapere chi governa, chi controlla e chi, con le proprie scelte in aula, finisce per agevolare chi governa.
RIGORE E VERITÀ PER IL BENE DI AFRAGOLA
Il compito della stampa non è quello di schierarsi a prescindere, ma di giudicare i fatti con terzietà. All’opposizione va rivolto l’invito a studiare i tecnicismi e la tattica d’aula, per evitare figuracce che mortificano la funzione stessa del controllo democratico. Alla maggioranza e al Sindaco va ricordato che il tempo degli alibi legati alla “vecchia gestione” è scaduto: governare significa assumersi la paternità degli atti che si firmano, correggere gli errori della macchina burocratica e abbandonare la clava della polemica in favore della trasparenza e del rigore amministrativo.
Editoriale
SANT’ANTIMO. Federica Chianese lascia la Giunta: si rafforza l’area di Pina Castiello in vista del Congresso federale della Lega
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22 Ottobre 2026
L’ex assessore avrebbe rinunciato all’incarico amministrativo per sostenere il percorso politico di Matteo Salvini e Pina Castiello. Il suo nome viene accostato al gruppo che fa riferimento alla sottosegretaria e al senatore Gianluca Cantalamessa, nell’area che guarda alle posizioni del segretario federale e di Claudio Durigon. Sullo sfondo, il congresso nazionale della Lega in programma a Milano il 24 e 25 ottobre.
SANT’ANTIMO – Ci sono dimissioni che segnano la fine di un’esperienza amministrativa e altre che potrebbero rappresentare l’inizio di un nuovo percorso politico. È il caso di Federica Chianese, che il 2 ottobre 2026 ha formalizzato la propria rinuncia all’incarico di assessore del Comune di Sant’Antimo, restituendo contestualmente le deleghe e le funzioni attribuitele. Nella lettera indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e, per conoscenza, al segretario generale, Chianese ha motivato la decisione con ragioni di «opportunità politica», senza entrare nel dettaglio delle circostanze che l’hanno determinata. Dietro questa formula istituzionale, secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti politici, ci sarebbe una scelta di campo ben precisa: sostenere la Lega di Matteo Salvini e, in particolare, il percorso politico della sottosegretaria Pina Castiello, con la quale l’ex assessore condividerebbe una vicinanza politica e una visione comune di impegno sul territorio.
Una poltrona lasciata per una scelta di campo
Secondo le indiscrezioni, Federica Chianese avrebbe preferito rinunciare a una posizione amministrativa di prestigio pur di sostenere la Lega e le battaglie politiche di Matteo Salvini e Pina Castiello. Una scelta che, se confermata in questi termini, si distinguerebbe da quelle dinamiche politiche nelle quali la conservazione degli incarichi istituzionali rappresenta spesso una priorità. In questo caso, la rinuncia potrebbe essere interpretata come la volontà di privilegiare la condivisione di un progetto politico rispetto alla permanenza in un ruolo amministrativo. Un indizio significativo è rappresentato dalla partecipazione di Chianese al raduno nazionale della Lega a Pontida, lo scorso 20 settembre. Una presenza che, letta alla luce delle successive dimissioni, alimenta le ipotesi di un avvicinamento sempre più marcato al partito di Salvini. La scelta, secondo le ricostruzioni che circolano negli ambienti vicini alla Lega, sarebbe già maturata sul piano personale e politico. Resta da comprendere come questa vicinanza possa tradursi in un impegno concreto nei prossimi appuntamenti politici.
Il rapporto con Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa
Il futuro politico di Federica Chianese potrebbe svilupparsi nell’area che fa riferimento e sostiene Pina Castiello e il senatore Gianluca Cantalamessa, due figure della Lega con una presenza politica in Campania. È proprio a questo gruppo che, secondo le indiscrezioni, viene accostato il nome dell’ex assessore. Un’ipotesi che si inserirebbe in un percorso di avvicinamento al partito e di condivisione delle iniziative politiche promosse dai suoi riferimenti sul territorio. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali che definiscano formalmente il ruolo di Chianese all’interno di questa area. Il suo nome, tuttavia, comincia a circolare in relazione a possibili sviluppi che potrebbero andare oltre l’esperienza amministrativa appena conclusa.
Dalla grande distribuzione alla politica napoletana
A rendere interessante il profilo di Federica Chianese è anche la sua attività imprenditoriale. Secondo le informazioni disponibili, sarebbe impegnata in importanti attività nel settore della grande distribuzione organizzata, con una presenza sul territorio della città di Napoli e un impatto occupazionale che, secondo quanto riferito, coinvolgerebbe centinaia di famiglie. Un’esperienza nel mondo dell’impresa che potrebbe affiancarsi al suo percorso politico, mettendo in campo conoscenze del tessuto economico e delle dinamiche territoriali. È anche alla luce di questo profilo che si alimentano le indiscrezioni su un possibile coinvolgimento nelle prossime elezioni amministrative di Napoli.
L’ipotesi di una candidatura alle Amministrative di Napoli
Tra gli scenari che circolano negli ambienti politici c’è infatti quello di una possibile candidatura di Federica Chianese alle prossime Amministrative napoletane. Per ora si tratta di un’ipotesi, non accompagnata da annunci ufficiali. La partecipazione a Pontida, la vicinanza politica attribuita a Pina Castiello e il riferimento al gruppo che sostiene la sottosegretaria e Gianluca Cantalamessa sono gli elementi che alimentano le voci su un suo possibile ingresso nella partita politica del capoluogo. Se questa prospettiva dovesse concretizzarsi, le dimissioni da assessore potrebbero rappresentare il passaggio da un’esperienza amministrativa locale a un impegno politico di più ampio respiro.
Una nuova fase ancora da decifrare
Il dato certo è che Federica Chianese ha lasciato la Giunta comunale di Sant’Antimo, motivando formalmente la decisione con ragioni di opportunità politica. Sul significato più ampio della scelta si concentrano invece le indiscrezioni, che indicano nella Lega, in Matteo Salvini e in Pina Castiello i riferimenti del suo possibile nuovo percorso. La prospettiva di un impegno nell’area che sostiene Castiello e Cantalamessa, insieme alle voci su una possibile candidatura a Napoli, apre nuovi interrogativi sul futuro dell’ex assessore. Le prossime settimane potranno chiarire se la rinuncia all’incarico di Sant’Antimo resterà una scelta di vicinanza politica oppure rappresenterà il primo passo di una nuova esperienza nella scena politica napoletana.
Afragola
AFRAGOLA. La fiaba del “chi rompe paga”. Quando la propaganda di Giustino incontra la comoda realtà dei documenti
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1 settimana fail
22 Ottobre 2026
AFRAGOLA – C’era una volta la Svizzera di Afragola, un luogo incantato in cui i Sindaci, armati di post Facebook e toni da sceriffo dei cartoni animati, convocano i poteri forti, sbattono i pugni sulla scrivania e salvano la città a costo zero. Una narrazione epica, pensata per i social network, che trasforma la più banale amministrazione ordinaria in un kolossal hollywoodiano.
Il protagonista dell’ultima puntata è il Sindaco Gennaro Giustino, autore di un post trionfalistico in cui annunciava di aver “cambiato registro”, costringendo E-distribuzione a riqualificare 12 chilometri di strada a costo zero e promettendo sanzioni epocali alle aziende della fibra. Il leitmotiv? «Chi rompe paga».
Uno storytelling perfetto per raccogliere cuoricini e like. Peccato che, se anziché affidarsi alla tastiera si avesse la pazienza di leggere le carte, il castello di sabbia della propaganda crolli miseramente sotto il peso degli atti ufficiali.
Il bluff di E-distribuzione: la burocrazia normale spacciata per “blitz eroico”
Il Sindaco si attribuisce il merito esclusivo di aver strappato un accordo miracoloso per i ripristini. Ma cosa dicono i documenti del Comune?
Basta esaminare la nota ufficiale del Settore Lavori Pubblici (firmata dal Dirigente, l’Ing. Nunzio Boccia) relativa agli scavi di E-distribuzione su Via XI Traversa di Via Saggese. Scopriamo così che l’azienda ha semplicemente presentato la normale richiesta di autorizzazione e che i tecnici comunali avevano già inserito nei procedimenti standard l’obbligo del ripristino finale con il “tappetino d’usura in conglomerato bituminoso”.
Non c’è stato alcun duello rusticano tra il Sindaco e la multinazionale: c’è solo la normale applicazione delle norme tecniche e dei regolamenti vigenti. Spacciare gli atti d’ufficio della dirigenza per un trofeo personale strappato a forza di muscoli è pura e semplice demagogia.
La saga della fibra: il Sindaco minaccia, Open Fiber non si presenta (e risponde picche)
Ancora più esilarante – se non fosse tragico per il decoro istituzionale – è il capitolo dedicato alle aziende che posano la fibra ottica. Il Sindaco tuona che “chi rompe paga” e promette fuoco e fiamme. Ma la realtà dei fatti, documentata dalle carte protocollate, racconta di un’amministrazione che viene bellamente snobbata dai colossi delle telecomunicazioni.
Guardiamo le date e gli atti:
Lo schiaffo istituzionale dell’estate: Con una nota del 30 luglio 2026, l’Ing. Boccia è costretto a emettere un formale sollecito a Open Fiber perché l’azienda ha disertato in massa la riunione di verifica convocata in pompa magna dall’Ente alla presenza del Sindaco. L’amministrazione “che cambia registro” non riesce nemmeno a far sedere le ditte intorno a un tavolo.
La beffa di Via Roma: La goccia che fa traboccare il vaso arriva il 20 ottobre 2026. A fronte di una diffida inviata dal Comune per i dissesti in Via Roma (dal civico 2 al civico 78), Open Fiber risponde picche per iscritto, respingendo totalmente gli addebiti e mettendo nero su bianco che in quella data e a quell’indirizzo non c’erano né lavori in corso né lavorazioni pregresse della società.
In poche parole: mentre su Facebook si recita la parte dello sceriffo inflessibile, nei fatti le aziende disattendono le convocazioni e rispediscono al mittente le diffide comunali.
La voce dell’opposizione: il richiamo alla realtà di Alessandra Iroso
Di fronte a questo esercizio di mistificazione mediatica, si alza netta e documentata la voce del gruppo di minoranza. In un incisivo intervento politico, la consigliera Alessandra Iroso ha smontato pezzo per pezzo la narrazione del Sindaco, evidenziando come la propaganda social serva soltanto a coprire l’incapacità di gestire i rapporti istituzionali con le aziende.
La Iroso ha ricordato ai cittadini che la tutela del territorio e il rispetto dei capitolati d’appalto non sono concessioni elargite per grazia ricevuta dal Primo Cittadino, ma il frutto di obblighi di legge che gli uffici tecnici perseguono da sempre, spesso ostacolati da un’amministrazione brava negli annunci ma inadeguata nei fatti.
Meno social, più amministrazione
La verità che emerge da questa documentazione è impietosa. La Giunta Giustino continua a confondere la comunicazione social con la gestione della cosa pubblica. Si inventano vittorie di Pirro su atti che la burocrazia e i dirigenti compiono ogni giorno per obbligo di legge, mentre sul campo le vertenze con le grandi aziende si infrangono contro la fredda realtà di diffide ignorate e tavoli disertati.
I cittadini afragolesi sono stanchi delle fiabe digitali e degli slogan a scoppio ritardato. Le strade colabrodo, i rappezzi e i disservizi non si risolvono con i post celebrativi del Sindaco, ma con la competenza, il controllo rigoroso degli uffici e il lavoro istituzionale serio.
Fino a quando la priorità di questa amministrazione sarà fare propaganda anziché governare, l’unico vero “chi rompe paga” continuerà a valere solo per una categoria: i cittadini, costretti a pagare le spese di una città ostaggio delle illusioni social.


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