Resta sintonizzato

Afragola

AFRAGOLA. La mozione di sfiducia e il Giudizio Universale che legittima tutti ad indignarsi

Pubblicato

il

AFRAGOLA – Alla luce dei fatti accaduti il giorno 10 Dicembre in aula, al margine del Consiglio Comunale dove si doveva discutere della mozione di sfiducia al Sindaco, devo ammettere di aver sbagliato. In quei pochi istanti di confusione e di inenarrabile cronaca dei fatti mi sono accorto che Claudio Grillo è il miglior sindaco che questa classe dirigente poteva scegliere.

Non si salva nessuno, secondo il mio modesto avviso, maggioranza, opposizione, dirigenti, stampa e altri addetti ai lavori. In quella giornata non è uscita fuori la mancanza dei contenuti o la mediocrità politica ma si è evinta la scarsità della qualità umana che forma giunta e consesso pubblico. Ai miei occhi è sembrata una manica di poveracci che fino alla fine ha sperato di non perdere il posto sullo scranno per poche centinaia di euro al mese. Consiglieri “ballerini” che saltellavano da un banco all’altro più veloce di un’antilope e più alto di un canguro per cercare di trovare la trattativa ideale, l’appiglio giusto che potesse convincere almeno uno dei quattro consiglieri dissidenti ed evitare cosi, anche la caduta in Città Metropolitana. Non si era mai visto prima, in una qualsiasi assise pubblica consiglieri distratti e continuamente al telefono alla disperata ricerca dell’imbeccata giusta. Se fossi un pittore avrei dipinto un quadro alla stregua del “Giudizio Universale” di Michelangelo che si trova nella Cappella Sistina, solo che nella parte superiore, sopra alla nuvola al posto di Dio avrei messo un signore distinto in giacca e cravatta con capelli brizzolati tendenti al bianco pettinati all’indietro e occhialini da vista poco accennati, con le mani riposte in avanti a palmo in giù dalle quali fuoriescono dei raggi divini – a mo’ di “madonna del terremoto” olio su tela di una cappella di Casolla Valenzano (frazione di Caivano) e sotto di esso l’intero Consiglio comunale estasiato con lo sguardo rivolto verso il loro, unico e indiscutibile guru.

Insomma una scena desolante a tratti raccapricciante. Se solo si pensi che a manovrare il tutto non sia il sindaco o il civico consesso ma un uomo dal passato e dall’etica discutibilissimi che da fuori le mura ha sempre mosso e continuerà a muovere le fila del destino della città di Afragola, le speranze sarebbero vane. Ma perché ho detto che non ci poteva essere miglior sindaco di Grillo per questa classe dirigente? Semplice. Qualsiasi uomo rispettabile, con un pizzico di dignità e con un briciolo d’orgoglio avrebbe lasciato tutti nella melma, appena è uscito fuori, dalle parole di Caiazzo prima e di Boemio dopo, il fatto che il sindaco sia stato tirato, da sempre, per la giacca – ovviamente accusando la Lega, oramai per loro fuori gioco – quest’ultima cosa sempre rinnegata dall’intero consesso ed ora, quando si è arrivati al punto del quasi epilogo finale, i due hanno cercato disperatamente di prendere le distanze dal sindaco e da chi, secondo loro, lo stava ricattando. Per non parlare dell’uscita finale di De Stefano che candidamente e con l’ingenuità di un bambino ha comunicato al sindaco in aula di essere disponibile ad astenersi se si fosse riveduta la giunta, come a dire: “Se mi dai l’assessore, io non ti faccio cadere”. Ripeto. Un sindaco con gli attributi, quando il ricatto è stato messo alla luce del sole, quando non è stato più possibile nascondere il modus operandi di questa maggioranza ma soprattutto quando ancora, con l’acqua alla gola alcuni consiglieri si ostinano a votare nella maniera opposta alla volontà del Sindaco – vedi la votazione sulla pausa finale – al posto di restare imperterrito al suo posto dando l’impressione di stare alla mercé di una classe dirigente, se mi consentite il termine abbastanza forte, a dir poco squallida, avrebbe lasciato la sua poltrona senza indugio.

Invece no! La fascia tricolore, al di là della piccola sceneggiata delle dimissioni ritirare in pochi minuti, rimane al suo posto con la faccia da cane bastonato ad osservare i minimi spostamenti, labiali e/o sguardi dei suoi consiglieri, sperando in un cenno di intesa tra la sua maggioranza ed uno, almeno uno, dei dissidenti. Ma cosa si nasconde ai cittadini? Cosa c’è di tanto prezioso su quelle poltrone da ridurre un uomo stimato, imprenditore di successo a servo sciocco di nani e ballerine?

In quell’aula si è visto di tutto, si è visto anche la voglia matta dell’opposizione di portare a termine una sconfitta annunciata già ore prima quando i quattro dissidenti hanno votato favorevole alla pausa, mettendosi seduti, forse per caso, tutti dal lato della maggioranza. E questo fa denotare che forse l’accordo trovato riguarda tutti i dissidenti e non solo l’agnello sacrificale dalla faccia ingenua che porta il nome di De Stefano. L’opposizione è rimasta a mantenere vivo il confronto in aula anche dopo le indignazioni partite dagli scranni della maggioranza verso le parole di Boccellino che nel suo discorso ha parlato di ipotetiche ingerenze della “camorra”. Questa parola ha indignato e non poco i Consiglieri amministratori dimenticandosi o forse prendendosi ancora in giro da soli che tra i banchi del legislativo siedono persone nominate in alcune intercettazioni tra boss locali di essere in debito di alcune centinaia di migliaia di euro verso il sodalizio criminale locale per alcune costruzioni nella vicina Casoria, consiglieri appartenenti a famiglie che hanno costruito con l’usura la propria ricchezza, nell’esecutivo siede la moglie di un imputato per concorso esterno con la ‘ndrangheta dove pochi giorni fa il Pubblico Ministero ha chiesto per lui sedici anni di carcere e che all’epoca dei fatti l’assessore in questione era a capo delle cooperative indagate e quindi non poteva non sapere, altro assessore indagato e con un rinvio a giudizio per induzione indebita a dare o promettere utilità durante la sua parentesi amministrativa, un altro indagato dalla Magistratura per fatti inerenti la gara sulla raccolta dei rifiuti ed ultimo ma non per ultimo il figlio di uno che ha già scontato il suo debito con la Giustizia per associazione mafiosa e che per opportunità politica, e per paura dell’arrivo imminente di un’ipotetica Commissione d’Accesso si preferì prendere le distanze, salvo poi beneficiare dei suoi voti in aula quando c’è a repentaglio la tenuta del governo cittadino. Ma al di là dell’assenza farsa in aula dell’esecutivo, i fatti oggi dicono il contrario, al netto di due dimissionari, la giunta resta all’impiedi. Come mai? Perché il sindaco ancora si ostina a mantenerla così?

Allora lo scuserete il Consigliere Boccellino se ha usato la parola “camorra”. E scusate anche tutti quelli che si indignano alla vista di un manifesto o di un Comunicato Stampa di un discendente della Famiglia Moccia che io non biasimo affatto. Visto che coloro che devono mostrarsi al proprio popolo come gigli immacolati, presentano quelle qualità sopra descritte, non ci dobbiamo indignare se un “semplice” cittadino sente il dovere di poter comunicare e quindi partecipare al dibattito pubblico attraverso mezzi di comunicazione.

Per chi non comprende l’importanza del ruolo che si ricopre, la linea sottile tra quello che è accettabile, eticamente giusto e quello che è legale è molto sottile. Ma tutti sappiamo che non tutto quello che è legale è anche eticamente giusto. Soprattutto se la politica da il cattivo esempio e certa stampa smarrisce la via dell’etica e del codice deontologico, non avendo più cura di filtrare e non riuscendo a fare una cernita, dando il giusto ruolo agli interlocutori, su quello che deve essere il risultato finale del dibattito pubblico.

Così ad Afragola negli ultimi anni abbiamo percepito – termine molto caro al sindaco – una cappa opprimente, un’aria pesante che limita le libertà degli individui, paura di camminare per strada, le bombe, le stese, la microcriminalità, l’occupazione dei vicoli della città da parte delle piazze di spaccio e tanto altro ancora. Chi è la prima responsabile se non la Politica? Quanta Stampa ha mai denunciato con parole forti e indagando a fondo sui veri responsabili? Perciò anche a distanza di più di duemila anni vale sempre il detto: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Afragola

AFRGOLA. Ancora una volta si va verso il dualismo storico Nespoli-Tuccillo

Pubblicato

il

AFRAGOLA – Il quadro che va piano piano delineandosi, sempre in attesa che si venga a sapere la data ufficiale per le prossime amministrative, è alquanto deludente per chi, almeno, si aspettava un cambiamento di rotta sulla formazione delle coalizioni.

Ad oggi, da quello che si nota e dalle indiscrezioni che arrivano nella nostra redazione, nulla di nuovo all’orizzonte. Chi doveva creare un vero punto di svolta, un’alternativa al dualismo Nespoli-Tuccillo, riceve solo promesse da marinaio e stenta a far decollare il proprio progetto.

Per i veterani della politica afragolese è sempre meglio l’usato sicuro che un incognito futuro fatto di stravolgimenti. Allora meglio fare come si è sempre fatto. Tanto a queste latitudini non si è mai visto un politico fare seria introspezione e capire la natura dei propri errori.

Così all’orizzonte, nella giornata di ieri, spunta il post dell’ex vicesindaco Biagio Castaldo che taggando i vari Tommaso Bassolino, Aniello Baia, Antonio Boemio e padre e figlia Di Maso, pubblicando i tre simboli “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia” e “Insieme per Afragola” e citando il titolo di un film di Massimo Troisi “Ricomincio da tre” dichiara l’apertura della propria campagna elettorale con una minicoalizione di centrodestra.

Una corsa in avanti per porre la bandierina sulla potestà della coalizione di centrodestra ma che nei fatti non destituisce dal suo naturale ruolo di costruttore il leader della Lega, l’ex senatore Vincenzo Nespoli ma semplicemente lo trasforma nel destinatario di un messaggio forte e chiaro di adesione al tavolo ma con un peso specifico diverso. Almeno a chi mastica un po’ di politica appare questo.

Nei fatti questa coalizione presenta, allo stato attuale, tre liste vuote, i voti contati, come al solito, sulle punte delle dita sono quelli dei vari ex Consiglieri ed ex Assessori, poi vai a mettere su altri 67 nomi.

Un dato di fatto è che al di là dei vari tentativi di smentita in maniera privata dei soggetti taggati – smentite che gli consentirebbero di continuare a sedersi ai vari tavoli interlocutori – ad oggi, a distanza di 24 ore dalla pubblicazione del post, non è arrivata nessuna smentita ufficiale, quindi il quadro delineato finora è quello che una parte del centrodestra è costituita. Adesso il pallino passa tutto nelle mani del duo Nespoli-Castiello, gli altri hanno già lanciato la pietra nello stagno.

Il PD resta alla finestra e dopo i vari colloqui fatti, ultimo con il gruppo “A viso Aperto” dove questi hanno posto il paletto della discontinuità, nel centro sinistra si sono tutti rintanati, aspettando che maturino i tempi che possano portare alla famosa selezione naturale del dualismo storico.

Chi oggi ha serie difficoltà ad aggregare è chi da sempre cova il famoso sogno della creazione di una coalizione di centro moderato. La politica afragolese da quest’orecchio proprio non vuole sentire e chi della vecchia guardia si approccia a questo tavolo di centro, in realtà ama proseguire il suo cammino pre elettorale con due piedi in una scarpa, salvo poi rifugiarsi alla fine sotto l’ala protettiva dell’usato sicuro.

Di questo passo la città non avrà mai quel salto di qualità che merita e se i politici, soprattutto amministratori dell’era Grillo non riescono a mettersi in discussione, con il rischio di formare di nuovo lo stesso carrozzone del 2018, allora la colpa della caduta del Sindaco è da attribuire solo ed esclusivamente a Claudio Grillo. E qui le domande sorgono spontanee: Se alla fine Biagio Castaldo, Antonio Boemio, Aniello Baia, Tommaso Bassolino e tutti i nespoliani finiranno insieme allegramente in una sola coalizione, cosa realmente ha impedito il cammino degli stessi sotto l’Amministrazione Grillo? Cosa impediva di fare l’ex Sindaco? Quali sono stati i veri motivi della sfiducia? Ai posteri l’ardua sentenza.

Continua a leggere

Afragola

Mercoledì 5 maggio vaccini senza prenotazione per gli over 60: tra i centri, anche quelli di Afragola e Cardito

Pubblicato

il

Domani, mercoledì 5 maggio, sarà possibile, per gli over 60, recarsi in alcuni centri campani e vaccinarsi senza prenotazione.

La vaccinazione contro il COVID 19 sarà libera, senza prenotazione per quanti hanno tra i 60 e i 79 anni.

A comunicarlo la stessa Asl Napoli 2 Nord, all’interno dei cui hub sarà possibile effettuare il vaccino senza prenotazione.

Tra questi ultimi, oltre il Centro LuMo di Afragola:

– Pozzuoli – Palazzetto dello Sport di Monteruscello;
– Pozzuoli – Centro vaccinale presso l’ospedale S. M. delle Grazie;
– Bacoli – Palazzo dell’Ostrichina presso il parco vanvitelliano;
– Villaricca – Palatenda;
– Quarto – Parrocchia San Castrese;
– Giugliano – Scuola Montalcini via Antica Giardini 40 – GB Futura;
– Giugliano – Ospedale San Giuliano (palazzina Ex INAM) Via Basile;
– Sant’Antimo – Palestra Romeo Cammisa;
– Mugnano – Palestra Liceo Segré;
– Frattamaggiore – Ospedale San Giovanni di Dio;
– Frattaminore – Biblioteca Comunale;
– Cardito – Palestra scuola Galilei.

Continua a leggere

Afragola

Afragola. Nuova ordinanza anti-Covid: troppi contagi in città

Pubblicato

il

ll Commissario Straordinario dott.ssa Anna Nigro ha firmato l’ordinanza con la quale ha prorogato fino al 16 maggio 2021 la chiusura della Pineta Comunale, salvo che nella fascia oraria 7,45 – 9.15 e 12,45 – 14,15 al solo fine di consentire l’ingresso e l’uscita degli alunni dell’Istituto Guglielmo Marconi , delle ville e giardini pubblici dislocati sul territorio comunale.

L’ordinanza prevede anche la sospensione di tutte le attività che si svolgono all’interno dei centri culturali, centri sociali e centri ricreativi dislocati sul territorio comunale.

La decisione è stata assunta in quanto i dati comunicati dalla Regione Campania e pubblicati sulla piattaforma e-Covid Sinfonia, relativi alla settimana 19–25 aprile , indicano per il comune di Afragola una percentuale di nuovi positivi pari al 16.84, superiore a quella regionale del 10,04.

Pertanto si è reso necessario vietare l’accesso a luoghi dove, anche involontariamente, si possono favorire assembramenti e un’attenuazione dell’osservanza delle misure di distanziamento.

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante