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Cronaca

Revenge porn, ricatta l’amico con un video del loro rapporto sessuale: condannato

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Siamo a Pagani, in provincia di Salerno, dove un 29 enne è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere, per aver diffuso un video intimo, utilizzato per ricattare la sua vittima. I fatti risalgono al 2016, quando l’uomo, invitò a casa sua un amico con la scusa di potergli offrire del lavoro. A quel punto, la vittima, avrebbe perso conoscenza dopo alcuni bicchieri di champagne e soltanto al suo risveglio, avrebbe capito di essere stato stuprato, in quanto ricoperto di liquido seminale.

Il 29 enne, che aveva ripreso tutto, iniziò a minacciare di diffondere il video se la vittima non avesse accontentato le sue richieste. Così, la parte lesa, cominciò a versargli delle somme di denaro che diventavano sempre più alte, costringendo il giovane a denunciare tutto ai carabinieri. Partirono subito le indagini nei confronti dell’uomo, il quale avrebbe dichiarato durante il processo che il rapporto sessuale avvenne in modo consensuale.

Dopo un lungo processo il 29 enne, è stato dichiarato colpevole non solo del reato di revenge-porn, ma anche di estorsione e, per tale motivo, è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione.

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Cronaca

Violenta rapina al supermercato, cassiera minacciata con una pistola: i particolari

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Attimi di paura a Bologna, dove lo scorso sabato alcuni malviventi hanno fatto irruzione all’interno di un supermercato, seminando il panico tra i presenti.

In particolare, i due rapinatori avevano il volto coperto da caschi integrali ed erano armati di pistola, con la quale hanno minacciato la cassiera per farsi consegnare l’incasso di 250 euro. Inoltre, dopo aver aggredito un vigilante, si sono dati alla fuga a bordo di uno scooter.

Tuttavia, gli investigatori di Polizia sono riusciti a rintracciarli e fermarli due giorni dopo. Infatti, i due stavano per compiere la stessa rapina, all’angolo con via Ungarelli, ma una volta notati gli agenti, hanno tentato di eludere il controllo dividendosi, venendo ugualmente bloccati e arrestati. Al momento, i due banditi, si trovano al carcere della Dozza a Bologna.

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Cronaca

Picchiava e segregava la moglie in casa: a processo affiliato di Cosa Nostra

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I fatti che vi stiamo per raccontare risalgono al 2003, quando un 54enne di Gela affiliato a Cosa Nostra ma residente a Busto Arsizio, perpetrava violenze e maltrattamenti nei confronti della moglie. Inoltre, nel farlo, si serviva dell’aiuto delle sorelle.

Pertanto, l’intensa attività d’indagine condotta dalla Dda di Milano e dalla Procura di Caltanissetta, ha consentito di accertare la sua colpevolezza. Infatti, l’uomo è accusato in concorso con le due sorelle e la madre di maltrattamenti in famiglia aggravati dal metodo mafioso, poiché picchiava e segregava in casa la moglie 48enne, la quale è ora una collaboratrice di giustizia e gode della protezione testimoni.

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Cronaca

Paura in fabbrica, operaio schiacciato da una pressa: grave in ospedale

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Terribile incidente sul lavoro avvenuto la scorsa notte a Gorizia, in una fabbrica nei pressi dell’autoporto, nel quale un operaio di 36 anni è rimasto schiacciato al torace da una pressa.

Per fortuna, grazie all’immediato soccorso dei sanitari, egli è stato stabilizzato e trasportato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia, dove è ora ricoverato in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.

Pertanto, sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Gorizia e i carabinieri, che stanno ora effettuando i rilievi del caso.

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