Armature luccicanti, creature mitologiche, armi magiche e castelli incantati. No, non è “Il Signore degli anelli” di J.R.R.Tolkien e nemmeno una delle saghe di Licia Troisi, bensì il poema epico cavalleresco per eccellenza: “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto.
Ricco di elementi fantastici, Il Furioso è considerato il padre del fantasy moderno e da cinquecento anni fa sognare chiunque lo legga e accetti di percorrere questo viaggio in un mondo fantastico, teatro delle vicende intrecciate tra loro di: Orlando, paladino cristiano impazzito per amore; Ruggiero, il cui amore nei confronti di Bradamante ha dato vita alla dinastia estense; Angelica, la donna che ha saputo rapire il cuore di tutti e il senno di Orlando. Ecco perché.
Fa da sfondo all’opera la guerra combattuta tra i Franchi, capitanati da Carlo Magno , e i mori d’Africa( in realtà erano i Vasconi) che assediarono Parigi al seguito di Agramante. Le battaglie campali sono uno dei cliché del genere fantasy moderno, da sempre esse sono parte fondamentale dell’epica, che prevede tra i suoi argomenti lo scontro tra due fazioni, attraverso il quale l’eroe può dimostrare i suoi valori.
Ciò che però rende tale un romanzo fantasy è l’elemento magico, fortemente presente nell’Orlando furioso. Si parla infatti di maghi, di senni perduti sulla Luna e di ippogrifi(creature mitologiche presenti anche nella saga di Harry Potter).
Di poemi epici ne sono stati scritti a migliaia nella storia: basti pensare a “L’Eneide” , a “Beowulf” oppure alla letteratura cavalleresca(ciclo bretone e ciclo carolingio); ma a rendere diverso l’Orlando furioso dalle altre opere è l’umanizzazione di un eroe, Orlando, che fino ad allora era stato considerato un essere perfetto, dalle molteplici virtù.
Orlando infatti perde il senno in seguito alla scoperta dell’amore nato tra Angelica e Medoro, fino ad allora non era mai capitato che un eroe così tanto acclamato perdesse la ragione. Questa rivoluzione è da considerarsi frutto della preparazione di stampo umanista dell’autore. Oggi, nei romanzi fantasy, i personaggi presentano caratteristiche psichiche del tutto umane e questo grazie all’innovazione introdotta da Ludovico Ariosto.

Italo Calvino diceva che l’Orlando furioso “è un universo a sé in cui si può viaggiare in lungo e in largo, entrare, uscire, perdercisi”. Come i mondi immaginati dagli autori del fantasy moderno.
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amore…io canto”
Facendo sognare i lettori da 500 anni, immergendoli in un mondo fantastico e magico.

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