Il M5S si è insediato al Governo, mostrando una grande voglia di Cambiamento.

Dopo poco più di un anno alla guida del Paese, questo Cambiamento tarda ad arrivare.

L’ultima caduta di stile dei grillini riguarda la questione dell’acqua: come è ben noto, il M5S ha sempre portato avanti battaglie per l’acqua pubblica, culminate nel referendum del 2011 per l’acqua pubblica.

Nell’ultimo Decreto Crescita, invece, all’articolo 24, il Governo liquida l’EIPLI, l’ente per lo Sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia, andando incontro ad una gigantesca privatizzazione: a quanto pare, infatti, le fonti passeranno ad una SPA.

La Rete a difesa delle fonti d’acqua del Mezzogiorno, per cercare di bloccare l’azione del Governo, che viola il referendum del 2011, si è rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al presidente della Camera Roberto Fico.

La cosa più sorprendente di questa vicenda è che alcuni dei più importanti personaggi politici del M5S, come Fico, Di Battista e soprattutto Di Maio si sono fatti conoscere proprio grazie alla battaglia per l’acqua pubblica.

I grillini sopracitati, dunque, non solo andrebbero a rendere privata una risorsa essenziale per l’umanità, ma creerebbero una contraddizione con gli ideali e i valori, che da sempre li hanno contraddistinti e grazie ai quali gli elettori si sono affidati a loro, sperando in un Cambiamento ancora ignoto.

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