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Lettera ad Anastasia

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CatturaAvrei dovuto cominciare con: “Anastasia Donadio era una ragazza bellissima”, ma arrivo sempre tardi, lo sai.
Lo faccio apposta, non mi piacciono le piazzate, preferisco cantare fuori dal coro, avere la mente lucida, ragionare di cuore e di testa.
Ho visto la tua foto dappertutto, su Facebook saltava da una bacheca all’altra come un grillo impazzito.
Tu con quel sorriso disarmante, come fossi l’unica ragazza al mondo ad avere mai messo una foto sul suo profilo, come se a morire fosse stata l’unica che non doveva, bella, brava, puntuale, con tanti sogni da realizzare.
Fosse capitato a qualunque altra, non so, una che non aveva un profilo su Facebook, sarebbe stato più difficile trovare una foto da mostrare per dimostrare.
Immagino l’abbiano fatto per comprovare la brutalità di un gesto, oppure la barbarie umana, o il disappunto per non essere loro i protagonisti. Non lo so e non lo voglio sapere.
La verità va ben oltre le parole scritte o dette, la verità sfiora l’anima e ferisce dove c’è il male, altrove non ha potere, non procura dolore, perché è l’essenza stessa dell’amore, perché senza di esso saremmo poca cosa.
Tu, adesso, questa verità la conosci e sai perché sei stata uccisa, il come, penso, non interessa nemmeno a te, i dettagli servono per le morbosità umane e tu non sei più un essere umano, almeno per quello che intendono la maggior parte delle persone.
Qualcuno mi ha accusato sai? Quando ho provato a dire che non era giusto fingere dolore per una sconosciuta, che poi a casa ci tornano tutti, e ritrovano i loro figli, e possono abbracciarli e farsi abbracciare.
Io, invece, preferisco vivere il dolore in silenzio, perché così viene meglio, si assapora fino in fondo l’amaro che produce.
Siamo strani noi esseri umani, ci sdegniamo per la vittima della violenza di un pazzo, ci turbiamo per i morti causati da un terremoto.
Siamo strani noi esseri umani, non facciamo caso ai milioni di morti per le guerre, la fame e la povertà che noi stessi produciamo.
Siamo strani noi esseri umani e adesso tu lo sai.

Vivi in pace ragazza che a riposare in pace sono i ciechi e i sordi di questa umanità che non vuole arrendersi all’amore.

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Cronaca

Dramma di Pasquetta: uomo avvolto dalle fiamme durante una grigliata

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Un grave incidente domestico è avvenuto ieri, lunedì 5 aprile, in provincia di Salerno, a San Cipriano Picentino.

Un uomo di 50 anni è stato infatti avvolto dalle fiamme durante la grigliata di Pasquetta.

A causa di un “ritorno di fiamma” il 50enne è ricoverato in condizioni molto gravi presso il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo si apprestava ad accendere il fuoco per il barbecue per la classica grigliata del lunedì di pasquetta, quando in pochi attimi, a causa del ritorno di fiamma, è stato avvolto dal fuoco.

I familiari hanno provato a spegnere le fiamme utilizzando coperte e hanno richiesto con urgenza l’intervento di un’ambulanza.

L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Ruggi di Salerno, ma a causa delle gravi ustioni su più del 50% del corpo i medici hanno deciso il trasferimento in eliambulanza al reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

Il 50enne si trova ora ricoverato al reparto grandi ustioni in gravissime condizioni.

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Emergenza Covid-19 ad Afragola: i dati dell’ultima settimana

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Ad Afragola continuano ad aumentare i contagi da Covid-19. Nell’ultima settimana si sono registrati 214 contagiati , 203 guariti e 5 deceduti.

Di seguito il comunicato:

I dati dell’ultima settimana estrapolati dal portale E – Covid della Regione Campania e riferiti al 1 Aprile, ci indicano che 214 cittadini sono risultati contagiati al virus “Sars Cov-2” , 203 guariti e 5 deceduti.

Le persone attualmente positive sono 849; le guarite sono 3280. Il numero totale dei tamponi effettuati è di 23751; mentre 56 sono i deceduti“.

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Covid, fa il tampone al posto della madre positiva: denunciate entrambe

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Siamo a Trieste, dove una donna di 36 anni, già positiva al Covid, ha inviato la figlia 21 enne al suo posto, per sottoporsi al tampone. La sostituzione però, è stata subito scoperta dagli agenti in abiti civili della Squadra Mobile della Questura di Trieste, che hanno denunciato le due donne.

In particolare, le due donne, sono state notate mentre si scambiavano i documenti e confulabavano in modo sospetto tra loro: a quel punto gli agenti, incuriositi, hanno identificato madre e figlia di origini sudamericane, regolarmente dimoranti a Trieste, che in seguito ad una verifica presso il personale sanitario, sono state inchiodate. Le due, sono state denunciate per il reato di sostituzione di persona in concorso; alla figlia è stata contestata anche una sanzione amministrativa per essere uscita di casa senza giustificato motivo data la zona rossa; alla madre è stata anche contestata la contravvenzione prevista per non aver avuto un comportamento che impedisse la diffusione di una malattia infettiva per l’uomo.


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