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Afragola. Il bollettino settimanale: la situazione in città
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RedazioneI dati dell’ultima settimana estrapolati dal portale E-Covid della Regione Campania e riferiti a giovedì 4 marzo, indicano che 178 cittadini sono risultati contagiati al virus SarsCov2.
I guariti dell’ultima settimana sono invece 129.
Le persone attualmente positive sono 495.
Il numero totale dei tamponi effettuati è di 17.625 persone.
I deceduti sono invece 43.
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AFRAGOLA. Luci e ombre in aula. Il dilettantismo dell’opposizione, l’eterno alibi del Sindaco e l’appoggio esterno di Futuro Nazionale
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29 Ottobre 2026
AFRAGOLA – L’ultima assise consiliare di Afragola ha offerto alla cittadinanza un affresco nitido, quanto impietoso, dello stato di salute della politica cittadina. Tra le pieghe di un’aula infuocata si sono consumati due capitoli opposti ma parimenti indicativi: da un lato la clamorosa débâcle tattica delle minoranze sul regolamento della Street Art; dall’altro la consueta ed evasiva arringa del Sindaco Gennaro Giustino in materia di Bilancio Consolidato.
Un’analisi pacata ma rigorosa dei fatti impone alla stampa libera di distribuire luci e ombre con equilibrio, elogiando la strategia quando è efficace e strigliando la politica quando scade nell’improvvisazione o nello scaricabarile.
IL CASO “WRITERS”: SE L’OPPOSIZIONE CADE SULL’ABC DELLA TATTICA AULA
Il primo punto all’ordine del giorno recava l’adeguamento del “Regolamento comunale per le attività di Street Art e Writers” alle linee guida regionali (L.R. n. 3/2023). Un atto tecnico, fondamentale per non perdere i relativi canali di finanziamento e sbloccare opportunità per il territorio.
Su questo tema, la minoranza — complice l’assenza dell’insostituibile consigliera Alessandra Iroso — ha offerto una prova di singolare dilettantismo. Incapace di cogliere la reale debolezza dell’Amministrazione (l’essersi ridotta ancora una volta all’ultimo minuto con la mannaia dell’urgenza), l’opposizione si è impelagata in un groviglio inestricabile di mozioni ed emendamenti.
L’intervento della consigliera Rosaria Pecchia ha mostrato evidenti incertezze procedurali, spianando la strada allo sberleffo della maggioranza. A peggiorare il quadro ci ha pensato l’ex Presidente del Consiglio, Biagio Castaldo: anziché incalzare il Sindaco sul ritardo cronico della macchina amministrativa e chiedere contestualmente un ordine del giorno per discutere future modifiche senza bloccare i fondi, si è ostinato a richiedere il voto su un emendamento privo del parere contabile del Responsabile delle Finanze e dunque tecnicamente inammissibile. Suscitando perfino l’ilarità del fan più accanito di Very e Sasy, il Presidente del Consiglio Antonio Caiazzo.
Il finale della vicenda si è trasformato in una beffa politica. Sulle macerie della bocciatura dell’emendamento di Castaldo, si è inserito l’opportunismo tattico di Pasquale Rosario Iazzetta (PD), il quale ha chiesto la parola e intestato alla maggioranza l’ordine del giorno con le modifiche al regolamento. Un capolavoro di pragmatismo politico — forse imbeccato dalla stessa regia del Primo Cittadino — che ha consentito alla maggioranza di “gonfiare il petto”, incassare il risultato ed uscire vittoriosa a punteggio pieno. Su questo punto, il merito della compattezza va indubbiamente alla compagine di governo, mentre la bocciatura per l’opposizione è piena e meritata.
IL BILANCIO CONSOLIDATO: SE IL SINDACO FA ANCORA IL CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE
Di segno diametralmente oppposto, invece, il dibattito sul Rendiconto di Bilancio, dove gli interventi dei consiglieri Arcangelo Ausanio e Francesco Fusco hanno fatto intravedere un leggero miglioramento e compattezza tra le fila della minoranza mentre quello puramente tecnico di Giacinto Baia ha messo a nudo le fragilità dell’azione politica dell’opposizione. Di fronte ai rilievi numerici e contabili sollevati da un Consigliere che nella vita fa tutt’altro che il revisore dei conti è apparsa fisiologica la reazione del Sindaco Giustino che mostrando tutti i limiti di una narrazione politica che non riesce a farsi pienamente istituzionale, ha sentito forte il bisogno di scendere sul terreno fangoso della sfida sui numeri.
Il Primo Cittadino ha fatto leva sul solito leitmotiv: «L’amministrazione si è insediata a maggio 2025, il bilancio è la fotografia dell’intero 2025 gestito da chi c’era prima, dunque le colpe sono vostre». Dal punto di vista della polemica da bar, la tesi regge. Ma dal punto di vista della responsabilità amministrativa, il ragionamento non regge. La delibera è un atto della Giunta attuale: La Delibera n. 22 è stata esaminata, fatta propria e firmata dalla Giunta Giustino l’8 ottobre 2026. Sostenere che l’atto fosse “intoccabile” è una debolezza. Se vi erano discrasie ereditate o lacune, la Giunta aveva il dovere politico di correggerle prima di licenziare il testo. Lo scaricabarile sul software: Giustificarsi dicendo che l’errata classificazione da 1,6 milioni di euro nel Fondo Rischi (finita tra le sopravvenienze passive) è un “errore del programma informatico” equivale a scaricare la colpa sui computer per coprire una mancata verifica degli uffici finanziari. Il vuoto sui dati ATO Napoli 2: Presentare in aula un consolidato contenente i dati 2024 dell’Ente d’Ambito ATO Napoli 2 perché il bilancio 2025 “non è arrivato in tempo” dimostra che l’Amministrazione in carica stenta ancora a pretendere tempestività dalle sue partecipate.
Il Sindaco Giustino deve ricordare a se stesso di non essere più il fustigatore dai banchi della minoranza, ma il Primo Cittadino di una città complessa come Afragola. Sfidare gli avversari a “non parlare di numeri” o deridere la lettura delle carte non cancella la realtà degli atti.
A rendere ancora più necessario un chiarimento politico è quanto accaduto al momento del voto sul Rendiconto di bilancio: Rosaria Pecchia e Benito Zanfardito, espressione di Futuro Nazionale, il partito vannacciano, appena costituitisi in coppia politica in aula, hanno lasciato l’Assise, risultando assenti al momento del voto. Una scelta che, al di là delle intenzioni che solo loro possono chiarire, ha avuto un effetto politico preciso: non contribuire al voto di opposizione sul rendiconto dell’Amministrazione. È dunque legittimo chiedere ai due consiglieri di fare chiarezza: Futuro Nazionale è all’opposizione oppure intende garantire un appoggio esterno a questa Amministrazione? Perché, in una città in cui la maggioranza sembra tenere insieme sensibilità che vanno da destra a sinistra, spesso senza una riconoscibile coerenza ideologica, i cittadini hanno diritto di sapere chi governa, chi controlla e chi, con le proprie scelte in aula, finisce per agevolare chi governa.
RIGORE E VERITÀ PER IL BENE DI AFRAGOLA
Il compito della stampa non è quello di schierarsi a prescindere, ma di giudicare i fatti con terzietà. All’opposizione va rivolto l’invito a studiare i tecnicismi e la tattica d’aula, per evitare figuracce che mortificano la funzione stessa del controllo democratico. Alla maggioranza e al Sindaco va ricordato che il tempo degli alibi legati alla “vecchia gestione” è scaduto: governare significa assumersi la paternità degli atti che si firmano, correggere gli errori della macchina burocratica e abbandonare la clava della polemica in favore della trasparenza e del rigore amministrativo.
Afragola
AFRAGOLA. La fiaba del “chi rompe paga”. Quando la propaganda di Giustino incontra la comoda realtà dei documenti
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22 Ottobre 2026
AFRAGOLA – C’era una volta la Svizzera di Afragola, un luogo incantato in cui i Sindaci, armati di post Facebook e toni da sceriffo dei cartoni animati, convocano i poteri forti, sbattono i pugni sulla scrivania e salvano la città a costo zero. Una narrazione epica, pensata per i social network, che trasforma la più banale amministrazione ordinaria in un kolossal hollywoodiano.
Il protagonista dell’ultima puntata è il Sindaco Gennaro Giustino, autore di un post trionfalistico in cui annunciava di aver “cambiato registro”, costringendo E-distribuzione a riqualificare 12 chilometri di strada a costo zero e promettendo sanzioni epocali alle aziende della fibra. Il leitmotiv? «Chi rompe paga».
Uno storytelling perfetto per raccogliere cuoricini e like. Peccato che, se anziché affidarsi alla tastiera si avesse la pazienza di leggere le carte, il castello di sabbia della propaganda crolli miseramente sotto il peso degli atti ufficiali.
Il bluff di E-distribuzione: la burocrazia normale spacciata per “blitz eroico”
Il Sindaco si attribuisce il merito esclusivo di aver strappato un accordo miracoloso per i ripristini. Ma cosa dicono i documenti del Comune?
Basta esaminare la nota ufficiale del Settore Lavori Pubblici (firmata dal Dirigente, l’Ing. Nunzio Boccia) relativa agli scavi di E-distribuzione su Via XI Traversa di Via Saggese. Scopriamo così che l’azienda ha semplicemente presentato la normale richiesta di autorizzazione e che i tecnici comunali avevano già inserito nei procedimenti standard l’obbligo del ripristino finale con il “tappetino d’usura in conglomerato bituminoso”.
Non c’è stato alcun duello rusticano tra il Sindaco e la multinazionale: c’è solo la normale applicazione delle norme tecniche e dei regolamenti vigenti. Spacciare gli atti d’ufficio della dirigenza per un trofeo personale strappato a forza di muscoli è pura e semplice demagogia.
La saga della fibra: il Sindaco minaccia, Open Fiber non si presenta (e risponde picche)
Ancora più esilarante – se non fosse tragico per il decoro istituzionale – è il capitolo dedicato alle aziende che posano la fibra ottica. Il Sindaco tuona che “chi rompe paga” e promette fuoco e fiamme. Ma la realtà dei fatti, documentata dalle carte protocollate, racconta di un’amministrazione che viene bellamente snobbata dai colossi delle telecomunicazioni.
Guardiamo le date e gli atti:
Lo schiaffo istituzionale dell’estate: Con una nota del 30 luglio 2026, l’Ing. Boccia è costretto a emettere un formale sollecito a Open Fiber perché l’azienda ha disertato in massa la riunione di verifica convocata in pompa magna dall’Ente alla presenza del Sindaco. L’amministrazione “che cambia registro” non riesce nemmeno a far sedere le ditte intorno a un tavolo.
La beffa di Via Roma: La goccia che fa traboccare il vaso arriva il 20 ottobre 2026. A fronte di una diffida inviata dal Comune per i dissesti in Via Roma (dal civico 2 al civico 78), Open Fiber risponde picche per iscritto, respingendo totalmente gli addebiti e mettendo nero su bianco che in quella data e a quell’indirizzo non c’erano né lavori in corso né lavorazioni pregresse della società.
In poche parole: mentre su Facebook si recita la parte dello sceriffo inflessibile, nei fatti le aziende disattendono le convocazioni e rispediscono al mittente le diffide comunali.
La voce dell’opposizione: il richiamo alla realtà di Alessandra Iroso
Di fronte a questo esercizio di mistificazione mediatica, si alza netta e documentata la voce del gruppo di minoranza. In un incisivo intervento politico, la consigliera Alessandra Iroso ha smontato pezzo per pezzo la narrazione del Sindaco, evidenziando come la propaganda social serva soltanto a coprire l’incapacità di gestire i rapporti istituzionali con le aziende.
La Iroso ha ricordato ai cittadini che la tutela del territorio e il rispetto dei capitolati d’appalto non sono concessioni elargite per grazia ricevuta dal Primo Cittadino, ma il frutto di obblighi di legge che gli uffici tecnici perseguono da sempre, spesso ostacolati da un’amministrazione brava negli annunci ma inadeguata nei fatti.
Meno social, più amministrazione
La verità che emerge da questa documentazione è impietosa. La Giunta Giustino continua a confondere la comunicazione social con la gestione della cosa pubblica. Si inventano vittorie di Pirro su atti che la burocrazia e i dirigenti compiono ogni giorno per obbligo di legge, mentre sul campo le vertenze con le grandi aziende si infrangono contro la fredda realtà di diffide ignorate e tavoli disertati.
I cittadini afragolesi sono stanchi delle fiabe digitali e degli slogan a scoppio ritardato. Le strade colabrodo, i rappezzi e i disservizi non si risolvono con i post celebrativi del Sindaco, ma con la competenza, il controllo rigoroso degli uffici e il lavoro istituzionale serio.
Fino a quando la priorità di questa amministrazione sarà fare propaganda anziché governare, l’unico vero “chi rompe paga” continuerà a valere solo per una categoria: i cittadini, costretti a pagare le spese di una città ostaggio delle illusioni social.
Afragola
AFRAGOLA. Da Platone a Very e Sasy passando per Caiazzo, la deriva culturale dell’Amministrazione Giustino
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20 Ottobre 2026
AFRAGOLA – C’era un tempo in cui la Politica — quella con la P maiuscola — attingeva a piene mani dal pensiero dei classici per orientare l’azione amministrativa e la visione della comunità. Si citavano Platone per l’idea di Giustizia, Seneca per la fermezza e la virtù, Nietzsche o Hegel per interpretare le grandi trasformazioni sociali e storiche.
Ad Afragola, anno Domini 2026, sotto l’illuminata guida della Giunta Giustino, la bussola filosofica è stata radicalmente aggiornata. I testi sacri dell’Amministrazione non si studiano più in biblioteca, ma si scorrono tra i balletti di TikTok e il degrado del trash neomelodico. Il protagonista assoluto dell’ultimo “trattato di filosofia istituzionale” è il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Caiazzo.
Il Presidente politicamente infantile e la sicurezza scambiata per chat di gruppo
I fatti sono tanto seri quanto surreali. L’area adiacente al Centro Commerciale “I Pini” e le vie limitrofe (come via dell’Indipendenza) vivono nei fine settimana momenti di grave criticità: congestione stradale, schiamazzi, motorini a folle velocità, degrado e un diffuso senso di insicurezza. Una questione complessa, sollevata con garbo e motivata preoccupazione dai residenti e rilanciata con puntualità ed equilibrio dal consigliere di opposizione Giacinto Baia, che chiede da tempo interventi strutturali, controlli mirati e prevenzione.
Di fronte alle legittime proteste di un cittadino esasperato, cosa fa un Presidente del Consiglio Comunale all’altezza del proprio ruolo istituzionale? Lo invita ufficialmente in Municipio, apre un canale formale con gli uffici, si fa carico del problema e dispone verifiche con la Polizia Locale. Macché. Caiazzo sceglie la via del dibattito da bar digitale: scende nell’arena dei commenti Facebook, battibecca come un adoloscente qualsiasi sulla defensiva, invita a «pubblicare gli audio» e, per giustificare l’impotenza del Comune, scarica la palla sostenendo che la Polizia Municipale finisce il servizio alle 21:00.
“Non siamo Nutella”: quando la cultura istituzionale tocca il fondo
Ma la vera perla di democrazia e dottrina politica Caiazzo la regala nel finale di discussione, quando decide di congedare il cittadino esasperato sfoderando la battuta regina delle sue letture serali: «P.S.: purtroppo non siamo Nutella e non possiamo piacere a tutti. Buona giornata». Avete capito bene. Il Presidente della massima assise cittadina risponde ai problemi di sicurezza, movida e vivibilità citando il celebre slogan di una tiktoker del panorama trash partenopeo — assurta alle cronache anche per note vicende giudiziarie — diventato poi un tormentone neomelodico di bassissima lega. Non siamo più nemmeno alla propaganda spicciola: siamo al totale analfabetismo istituzionale, alla consacrazione della sottocultura eletta a sistema di governo.


La differenza tra governare e fare i creator su TikTok
Mentre l’opposizione con Giacinto Baia chiede una pianificazione seria, tavoli con le forze dell’ordine e garanzie di vivibilità per le famiglie e per i giovani che vogliono divertirsi nel rispetto delle regole, la risposta del Palazzo si riduce ad aforismi da Baci Perugina scartati da un profilo TikTok. La verità è quella che Minformo sostiene e documenta fin dal primo giorno: l’Amministrazione Giustino soffre di una drammatica e desolante carenza di caratura culturale e amministrativa.
Se il Presidente del Consiglio Comunale pensa di liquido-risolvere le sofferenze e la rabbia dei residenti dei Pini con una battuta sulla Nutella, significa che ha scambiato Afragola per la sezione commenti di una diretta social. Consigliamo vivamente al Presidente Caiazzo di posare lo smartphone, chiudere i social e aprire magari qualche testo di Diritto Amministrativo o di Etica Pubblica. E se proprio desidera piacere a tutti come la Nutella, ricordi che la politica non deve “piacere”, ma amministrare, proteggere e far rispettare la legge. Tutto il resto è solo trash da scrollare via.


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