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Castel Volturno

Vasto incendio minaccia Oasi dei Variconi a Castel Volturno

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Un vasto incendio è divampato nel primo pomeriggio di ieri nell’area dell’ex base Nato di Baia Verde, a Castel Volturno, minacciando gravemente l’adiacente Oasi dei Variconi.

Lo denuncia Raffaele Lauria, delegato per la Campania di Wwf Italia, organizzazione impegnata da anni in un ambizioso progetto di ripristino ambientale e di valorizzazione dei Variconi, finanziato con fondi privati, che prevede la realizzazione di sentieri didattici per sensibilizzare la comunità locale all’importanza della conservazione della natura.
Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno rapidamente divorato la macchia mediterranea che si era rigenerata negli anni successivi all’abbandono della base militare.

Nonostante l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, il rogo si è esteso, mettendo a repentaglio un ecosistema di inestimabile valore.

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Ambiente

Niente CPR nel Parco Umido della Piana: Castel Volturno si mobilita per i diritti e l’ambiente

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Il 24 ottobre Castel Volturno e tutte le forze sane della sociuetà Campana scendono in piazza contro l’ipotesi di apertura di un nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) all’interno del Parco Umido della Piana. Una scelta strutturale e politica che riaccende il dibattito su diritti umani, razzismo sistemico e tutela del territorio.

Ma quali sono le implicazioni di questa decisione?

Una violazione dei diritti umani I CPR si sono dimostrati più volte luoghi di detenzione amministrativa in cui la privazione della libertà avviene senza un reato penale, ma solo per la mancanza di un documento. Condizioni igienico-sanitarie critiche, mancanza di trasparenza e lesione dei diritti fondamentali rappresentano una realtà documentata da numerosi report e associazioni.

Discriminazione e impatto sociale Destinare strutture detentive in territori già segnati da forte marginalizzazione ed esclusione sociale rischia di alimentare narrazioni discriminatorie e atteggiamenti razzisti. Invece di investire in percorsi di inclusione, regolarizzazione e supporto socio-sanitario, si sceglie la via del controllo e della reclusione.

Ecomostro in un’area protetta La localizzazione proposta nel Parco Umido della Piana aggiunge la ferita ecologica a quella sociale: cementificare ed edificare un centro di detenzione all’interno di un ecosistema delicato e da tutelare è un corto circuito per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio.

La manifestazione del 24 ottobre rappresenta un punto fermo della comunità locale e dei movimenti per la giustizia sociale e ambientale: Castel Volturno ha bisogno di integrazione, servizi ed ecologia, non di nuove prigioni a cielo aperto.

L’accoglienza è un diritto, la tutela del territorio è un dovere. L’iniziativa nasce dall’appello lanciato da monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, da cui è nata un’alleanza ampia e trasversale, riunita nel Comitato regionale campano «No CPR, né qui né altrove», contro la scelta di spendere 43 milioni di euro per un CPR nel territorio. Nei mesi scorsi si sono susseguiti assemblee, concerti e catene umane; ora l’invito è a convergere su un’unica parola d’ordine: «Né qui né altrove

Come annunciato nei mesi scorsi, il Ministero dell’Interno intende realizzare nel Parco umido “La Piana” – area protetta per la sua biodiversità – un CPR da 120 posti, con un bando Invitalia da oltre 43 milioni di euro. Il progetto si inserisce nel disegno di aprire un CPR in ogni regione, dopo le scelte di Trento e di Aulla (Massa-Carrara), e nell’attuazione del nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione.

Il fronte del no è ampio e trasversale: associazioni, movimenti, sindacati, comunità di fede e istituzioni. Sul territorio, tra le altre realtà, il Centro Fernandes, il comitato don Diana, Libera, il Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta, il Centro Sociale ex Canapificio e la CGIL di Caserta; sul piano ecclesiale la Conferenza episcopale campana e il cardinale di Napoli Mimmo Battaglia; su quello istituzionale il presidente della Regione Roberto Fico. Alla manifestazione del 24 ottobre hanno annunciato adesione, tra gli altri, la CGIL Napoli e Campania, Emergency, il gruppo di imprese sociali Gesco, la cooperativa sociale Era e il CNCA.

 

 

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Castel Volturno

Castel Volturno, Guerra all’Abusivismo: Ordinanza di Demolizione per un Fabbricato a Bagnara

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CASTEL VOLTURNO. Continua l’azione di contrasto al mattone selvaggio sul litorale domizio. Il Comune di Castel Volturno ha emesso un’ordinanza di demolizione immediata per un immobile abusivo situato in località Bagnara, nei pressi di Viale Ercole Rosa. Il provvedimento (n. 37 del 17 marzo 2026), firmato dal dirigente Francesco Pirozzi, segna un punto di non ritorno per una struttura realizzata in totale spregio delle norme vigenti.

L’iter che ha portato all’abbattimento è iniziato nel novembre 2025, a seguito di un accurato sopralluogo tecnico effettuato in sinergia con la Guardia Costiera. L’ispezione ha portato alla luce una realtà allarmante: un intero fabbricato in muratura, completo di area esterna pavimentata e recinzione, edificato senza alcun tipo di autorizzazione (sine titulo).

La gravità del caso è accentuata dalla posizione della struttura: l’immobile sorge infatti su suolo demaniale marittimo e in parte su area comunale, configurando una vera e propria occupazione abusiva di beni pubblici destinati alla collettività.

Non si tratta “solo” di una violazione burocratica. L’area interessata è protetta da severi vincoli paesaggistici ed è classificata come zona ad elevato rischio idrogeologico e sismico. Edificare in queste condizioni, spiegano i tecnici, mette a rischio non solo l’ambiente circostante ma la sicurezza stessa del territorio.

L’immobile era già finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura, che aveva disposto il sequestro preventivo. I reati contestati spaziano dall’abuso edilizio all’occupazione abusiva, fino alle violazioni del Codice della Navigazione.

L’ordinanza impone ora all’occupante il ripristino dello stato originario dei luoghi. Se la demolizione non verrà eseguita spontaneamente entro i termini previsti:

  • Il Comune procederà d’ufficio all’abbattimento forzato.
  • Tutti i costi dell’operazione saranno addebitati al responsabile.
  • Scatteranno ulteriori segnalazioni all’autorità giudiziaria per l’inottemperanza all’ordine sindacale.

Questo intervento si inserisce in una più ampia operazione di riqualificazione del litorale, volta a liberare le spiagge e le aree demaniali dalle costruzioni illegali che per decenni hanno deturpato la costa casertana.

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Castel Volturno

Castel Volturno, sequestrato il “Lido dei Gabbiani”: il titolare condannato per camorra

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Un altro stabilimento balneare sequestrato sul litorale domizio di Castel Volturno. È il “Lido dei Gabbiani”, in località Pinetamare, Riviera Fontana Bleu, chiuso nella mattinata di oggi a seguito del decreto di sequestro preventivo emesso il 2 marzo scorso dalla gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottoressa Angela Mennella. Il titolare, Luigi Russo, risulta condannato in via definitiva per reati di camorra.

Dall’agosto scorso sono già tre i lidi chiusi sul litorale. in precedenza erano stati sequestrati “La Favorita” e “Nettuno”. In tutti e tre i casi, gli stabilimenti risultavano intestati o gestiti da soggetti condannati in via definitiva per reati di camorra.

Il titolare del Lido dei Gabbiani è Luigi Russo. Il Comune di Castel Volturno aveva emesso in suo favore tre concessioni demaniali marittime tutte con validità sino al 31 dicembre 2013. Nonostante la scadenza delle concessioni e la sopravvenuta condanna definitiva per reati di criminalità organizzata, Russo ha continuato a gestire lo stabilimento come se nulla fosse.

Russo – scrive il Gip – è stato condannato a cinque anni di reclusione per turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori nonché per detenzione e porto di armi, tutti aggravati dalla circostanza di cui all’art. 416 bis.1 c.p. — il metodo mafioso. Una condanna che, ai sensi del Codice Antimafia, comporta automaticamente la decadenza di diritto da licenze, autorizzazioni e concessioni demaniali già ottenute.

Le indagini erano state avviate a seguito di un sopralluogo effettuato il 28 novembre 2025 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, coordinato dal colonello Carlo Cardillo e dall’Ufficio Locale Marittimo della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Castel Volturno, e hanno permesso di accertare che la società era pienamente operativa durante la stagione estiva 2025, con ricavi accertati per circa 60.000 euro tra il 7 giugno e il 28 settembre. Il procedimento è coordinato dalla Procura Generale di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni.

Il gip ha accolto la richiesta di sequestro preventivo rilevando che lasciare all’indagato la disponibilità del suolo demaniale avrebbe consentito il protrarsi del reato — di natura permanente — e la commissione di ulteriori illeciti, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione balneare.

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