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Caivano, il Pd lancia “La Caivano che stiamo costruendo”: tre giornate per parlare del futuro della città

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito Democratico di Caivano relativo all’iniziativa “La Caivano che stiamo costruendo – Idee, progetti e obiettivi per la città”, in programma il 9, 10 e 11 ottobre 2026. Tre giornate dedicate alla riflessione sul presente e sul futuro della città, con il coinvolgimento di forze politiche, associazioni e realtà attive sul territorio.

LA CAIVANO CHE STIAMO COSTRUENDO
Idee, progetti e obiettivi per la città

Il Partito Democratico di Caivano promuove, nei giorni 9, 10 e 11 ottobre 2026, tre giornate di riflessione politica e civica dedicate al presente e al futuro della città.

Dopo una prima fase di avvio, durante la quale è stato possibile acquisire una maggiore consapevolezza della situazione di Caivano dopo due anni di gestione commissariale, delle criticità ancora da affrontare e delle potenzialità da valorizzare, riteniamo sia arrivato il momento di guardare avanti e costruire una visione condivisa della città dei prossimi anni.

Da questa esigenza nasce “La Caivano che stiamo costruendo – Idee, progetti e obiettivi per la città”, un percorso articolato in tre appuntamenti, promosso dal Partito Democratico di Caivano e aperto alle diverse forze politiche, alle associazioni e alle realtà che operano quotidianamente sul territorio.

L’obiettivo è creare uno spazio autentico di ascolto e partecipazione, nel quale ciascuno possa presentare liberamente la propria idea di città, illustrare i progetti sui quali sta lavorando e indicare le priorità e gli obiettivi da perseguire nel breve e nel medio periodo.

Non intendiamo organizzare un dibattito tra le parti né una contrapposizione tra posizioni politiche. Vogliamo offrire alla città la possibilità di conoscere le diverse visioni, responsabilità e sensibilità che concorrono alla costruzione del futuro di Caivano.

Tre giornate e tre momenti distinti, pensati per dare voce ai diversi soggetti che partecipano alla vita politica, sociale e civile della comunità.

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Operaio morto: Sgambati, ‘tragedia crudele e disumana, Uil parte civile’

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Sono 59 i morti sul lavoro in Campania dall’inizio dell’anno e l’ultima tragedia accaduta a Caivano è caratterizzata da una disumanità che fa pensare ai vecchi film anni ’70, ma ciò che è accaduto a Salvatore Calignano, trovato agonizzante in strada, non è un film ma la fotografia di un Paese in cui accadono ancora episodi di una grave crudeltà e inciviltà che vogliono giustizia”, così Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, commentando l’ultima tragedia sul lavoro.
“Episodi così brutali sono già accaduti, prima nell’agro – nocerino con l’operaio marocchino poi nell’agro pontino con la morte straziante del bracciante indiano, queste storie non ci devono solo indignare ma far intervenire, continua Sgambati.

Per questo come UIL, non solo ci costituiamo parte civile, ma insistiamo nel chiedere al parlamento il coraggio di attuare due provvedimenti sul tema della sicurezza sul lavoro, quello che riconosce l’omicidio colposo per gli incidenti mortali sul lavoro e quello utile per l’insediamento di una procura speciale, solo così possiamo dare giustizia alle vittime e alle loro famiglie.” “Per la tragedia di Caivano, conclude Sgambati, contiamo sul lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine augurandoci che portino alla luce, nei tempi adeguati, la verità dei fatti e degli eventi.”

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Cinque chili di eroina nascosti in un bagaglio sospetto

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Ieri pomeriggio a Caivano, in località Cinquevie, i carabinieri della locale compagnia sono intervenuti in un deposito di una ditta di trasporti per la segnalazione di un bagaglio sospetto lasciato aperto e incustodito all’interno di un autobus. Nella valigia i militari hanno trovato 469 ovuli con all’interno eroina per un peso complessivo di 5 chili e 293 grammi.
La droga era nascosta all’interno di alcuni indumenti da donna. Indagini in corso da parte dei carabinieri.

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Lanciano, tre figli sottratti al padre di Fortuna Loffredo: la denuncia dei legali

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Tre bambini, due femmine e un maschio, sono stati allontanati dalla famiglia a Lanciano. I minori, figli di Pietro Loffredo, padre di Fortuna Loffredo, la bambina violentata e uccisa al Parco Verde di Caivano, e della sua compagna, sono stati prelevati dagli assistenti sociali. Sul caso è competente il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

A riferirlo sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Pietro Loffredo, che contestano le modalità con cui sarebbe stato effettuato l’allontanamento. Secondo quanto riportato dall’ANSA, i professionisti denunciano in particolare che alla madre non sarebbe stata concessa neppure la possibilità di consegnare al figlio di due anni il ciuccio, né di raccogliere cambi di vestiti e pigiamini per i bambini.

Per i due legali, tuttavia, non si tratterebbe di aspetti secondari. “Il ciuccio, un indumento, un oggetto familiare per un bambino rappresentano appigli di sicurezza in un momento così traumatico”, sostengono, definendo la vicenda un possibile ulteriore elemento di sofferenza per i minori.

Gli avvocati sottolineano inoltre il particolare vissuto familiare, ricordando che Pietro Loffredo ha già affrontato la perdita della figlia Fortuna, uccisa al Parco Verde di Caivano. Secondo i legali, proprio questo precedente renderebbe ancora più delicata la nuova separazione dai figli.

Nel mirino degli avvocati anche l’assenza, riferiscono, di una documentazione rilasciata al momento del prelievo. “Un allontanamento come questo impone la massima trasparenza ed una verifica immediata ed indipendente”, affermano Angelo e Sergio Pisani.

I due professionisti ribadiscono quindi che la tutela dei minori, pur rappresentando una priorità, dovrebbe essere accompagnata dal rispetto delle garanzie previste dalla legge e dalla salvaguardia della continuità affettiva dei bambini.

Infine, i legali ritengono che, qualora fossero state accertate criticità nella situazione familiare, si sarebbe potuto intervenire imponendo ai genitori specifiche prescrizioni e accorgimenti. Da qui la richiesta di un intervento immediato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La vicenda resta ora all’attenzione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, competente sul caso.

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