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Cronaca

San Felice a Cancello (Ce), il Sindaco chiede lo stato di calamità naturale

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“Tenuto conto dello stato di emergenza in cui si trova il nostro territorio, abbiamo inoltrato agli enti competenti la richiesta di stato di calamità naturale”.

Ne dà notizia il sindaco di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, Emilio Nuzzo, a seguito della frana che ha colpito ieri il territorio nel Casertano.
Nell’atto firmato da Nuzzo per la richiesta dello stato di calamità naturale, indirizzato alla prefettura di Caserta, al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al dipartimento regionale di Protezione civile.

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Cronaca

San Giorgio a Cremano, casa trasformata in boutique del falso: centinaia di abiti sequestrati e denunciato un 55enne

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I carabinieri hanno scoperto centinaia di capi di dubbia provenienza, forse contraffatti, a San Giorgio a Cremano. Nell’appartamento i militari un vero e proprio deposito abusivo con decine e decine di abiti tra maglie di cashmere, giubbini firmati e pantaloni.

Ad aprire la porta ai carabinieri è stato il padrone di casa, un 55enne. Durante la perquisizione i militari trovano un’ingente quantità di capi di abbigliamento probabilmente contraffatta. Gli indumenti erano tutti prezzati. L’uomo, interrogato, non ha saputo fornire una documentazione contabile per attestarne la legittima provenienza.

Dagli accertamenti, però, è emerso che il 55enne probabilmente vendeva la merce “door to door” oppure sulle piattaforme online. La merce, quindi, è stata sequestrata. L’uomo, invece, è stato denunciato per ricettazione e introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi

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Cronaca

“Minacciate anche adesso”: l’incubo della famiglia dopo l’aggressione della baby gang

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Un «presidio democratico per chiedere strade sicure, interventi rigorosi sulle famiglie dei giovani responsabili e il ripristino della legalità». È quanto hanno organizzato, il prossimo sabato sera, in piazza Vanvitelli, le mamme del Vomero, a Napoli, dopo che si è verificato il pestaggio di un padre intervenuto a difesa della figlia coinvolta in una lite tra ragazzine.

E’ quanto rende noto il deputato Avs, Francesco Emilio Borrelli, che parla di insulti anche sui social e del timore di nuovi raid. «Ci troviamo di fronte a una situazione di una gravità inaudita che non può essere archiviata come una semplice bravata tra ragazzi – spiegano Borrelli, che ha seguito la vicenda andando anche a trovare la famiglia del padre aggredito dalla baby gang, e Nelide Milano portavoce delle mamme anti violenza a Napoli – La preoccupazione principale di papà Roberto resta l’incolumità delle figlie, continuate a essere minacciate anche dopo l’aggressione, mentre dalla maggior parte delle famiglie dei ragazzi coinvolti, in gran parte già identificati, non sono arrivate scuse ma un clima di intimidazione che fa temere il rischio di nuovi raid. Anche sui social continuano ad arrivare minacce e insulti».

«Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme per proteggere le sue figlie, ed è inaccettabile che oggi la famiglia debba persino vivere nel terrore di ritorsioni o nuovi attacchi da parte di questo branco irresponsabile. Chiediamo che tutte le istituzioni competenti si costituiscano parte civile nel futuro processo per dare un segnale forte e inequivocabile: la città non piega la testa di fronte alla delinquenza giovanile – sottolineano – Saremo al fianco delle mamme e dei cittadini al presidio di sabato in Piazza Vanvitelli per pretendere presidi fissi, tolleranza zero e la piena assunzione di responsabilità anche da parte dei genitori di questi baby delinquenti».

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caivano

Morte di Salvatore Calignano, imprenditore si difende: “Cantiere non mio e non ero sul posto”

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Ha respinto le accuse e fornito la sua versione dei fatti davanti al giudice, Michele De Rosa, amministratore unico della Mdr Costruzioni, ha risposto per oltre un’ora e mezza alle domande del gip di Napoli Nord, Mariangela Guida, nell’inchiesta sulla morte di Salvatore Calignano, l’operaio precipitato il 2 ottobre dal tetto di un capannone a Caivano.

L’imprenditore, agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ha ribadito di non essere stato presente al momento della caduta. Secondo il suo difensore, l’avvocato Ferdinando Letizia, De Rosa sarebbe arrivato soltanto dopo una telefonata. Il cantiere, sostiene la difesa, non era suo e l’operaio era stato messo a disposizione dei fratelli Frezza, proprietari dell’area e anch’essi indagati per omicidio colposo in cooperazione.

Al centro dell’interrogatorio anche le dichiarazioni di una dipendente dell’azienda dei Frezza, secondo cui De Rosa sarebbe stato presente sul posto e avrebbe suggerito all’operaio ferito di raccontare di essere stato investito da un’automobile, per ottenere un risarcimento assicurativo. Circostanze contestate dalla difesa.

L’imprenditore ha inoltre spiegato di aver dichiarato telefonicamente di trovarsi a Roma soltanto per prendere tempo durante una conversazione concitata. Quanto al tentativo di contattare la famiglia Calignano, il legale parla di un gesto di vicinanza, escludendo qualsiasi intento di condizionamento. Ora la difesa prepara una consulenza tecnica e attende i filmati delle telecamere, in vista del ricorso al Tribunale del Riesame. Resta in vigore la sospensione dell’attività dell’impresa, limitatamente al cantiere di Caivano.

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