
Castellammare
Blitz Anti-camorra contro il Clan D’Alessandro
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12 mesi fail
Da
RedazioneLa Polizia di Stato ha condotto un’importante operazione anti-camorra, coordinata dalla Dda, che ha portato all’arresto di undici persone a Castellammare di Stabia, tutte affiliate al Clan D’Alessandro.
Tra gli arrestati figura Pasquale D’Alessandro, 54 anni, che aveva assunto la guida dell’omonimo clan dal 2023. Una delle misure cautelari (10 in carcere e 1 ai domiciliari) è stata notificata anche a Paolo Carolei, ritenuto un elemento di spicco del gruppo criminale.
I reati contestati a vario titolo includono associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione e detenzione di droga a fini di spaccio. Tutti i reati sono aggravati dall’aver agito con il fine di agevolare il Clan D’Alessandro. La Polizia e la Dda hanno documentato in particolare diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili.
Dalle indagini è emerso che il denaro confluiva in una cassa comune utilizzata anche per il supporto economico dei detenuti e delle loro famiglie. È stata inoltre accertata la riconducibilità del clan ad alcune ditte di pulizie titolari di appalti presso l’ospedale San Leonardo e la società calcistica Juve Stabia.
Sono in corso numerose perquisizioni, una delle quali riguarda il fratello di un consigliere comunale di Castellammare.
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Castellammare
Neonato morto dopo il parto a Castellammare, primario ai domiciliari e tre medici indagati.
Pubblicato
4 settimane fail
7 Ottobre 2026Da
Redazione
Un nodo al cordone ombelicale che, secondo la Procura di Torre Annunziata, sarebbe stato creato artificiosamente per far apparire le complicazioni del parto come conseguenza di un evento imprevedibile. È uno degli elementi principali dell’inchiesta sulla morte di un neonato, avvenuta a fine marzo 2024 all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.
La vicenda era già finita sulle cronache nell’aprile del 2024. Secondo le ricostruzioni di due anni fa il bambino era nato il 22 febbraio e morì il 28 marzo, dopo 35 giorni trascorsi in terapia intensiva neonatale. La gravidanza era stata descritta come priva di particolari problemi ma arrivata alla 42esima settimana. Dopo la denuncia presentata dai genitori, la Procura di Torre Annunziata aveva aperto un’inchiesta e tre medici erano stati iscritti nel registro degli indagati.
Dopo il parto il piccolo aveva riportato gravissime conseguenze da ipossia ed era stato immediatamente ricoverato in terapia intensiva. All’epoca l’Asl Napoli 3 Sud aveva espresso vicinanza alla famiglia e fiducia nell’operato della magistratura. Il direttore della Terapia intensiva neonatale, Roberto Cinelli, aveva spiegato in una nota che il bambino aveva subito una “gravissima asfissia perinatale”, collegandola a una difficile estrazione e alla presenza di un “nodo vero di cordone ombelicale”. Proprio su quel nodo si concentra ora uno degli aspetti più pesanti dell’indagine.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura, il personale sanitario che intervenne in occasione del parto non soltanto avrebbe provocato per colpa la morte del neonato, ma avrebbe successivamente messo in atto una serie di condotte per occultare le proprie eventuali responsabilità. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero creato artificiosamente un nodo al cordone ombelicale del bambino, così da rappresentare una circostanza imprevedibile per i ginecologi. Cordone e placenta sarebbero stati poi immediatamente smaltiti, con una procedura che la Procura ritiene non conforme alle prassi cliniche normalmente seguite nell’ospedale.
Non solo. Sarebbe stata falsificata la cartella clinica, in particolare per quanto riguarda gli orari di presenza e le operazioni compiute dal personale intervenuto. Gli indagati avrebbero inoltre concordato tra loro versioni dei fatti da riferire agli investigatori. Per il primario pro tempore, finito ai domiciliari, gli inquirenti ipotizzano un ruolo di impulso nelle condotte finalizzate a depistare le indagini e nell’attività di alterazione delle fonti di prova.
L’indagine è stata condotta dalla sezione di polizia giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza – della Procura di Torre Annunziata e dalla compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia.
Castellammare
Castellammare sotto indagine: la Prefettura invia ispettori per verificare legami tra politica e camorra
Pubblicato
9 mesi fail
29 Gennaio 2026Da
Redazione
Ispettori del Ministero dell’Interno a Castellammare di Stabia per verificare la possibile presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione di centro sinistra. Su delega del Ministro dell’Interno, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha nominato una Commissione d’accesso che avrà accesso agli uffici comunali per tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. L’obiettivo è accertare eventuali collegamenti tra politica e clan locali, dopo che le indagini della Dda hanno toccato diversi settori della città.
Le verifiche fanno seguito a diversi filoni di inchiesta che hanno riguardato il calcio cittadino, gli appalti per il nuovo ospedale e il servizio ambulanze, ma anche la politica locale. Tra gli indagati figura il consigliere di maggioranza Gennaro Oscurato, dimessosi lo scorso 15 gennaio per i suoi presunti rapporti con il clan D’Alessandro.
Il sindaco Luigi Vicinanza, in una nota, ha accolto la decisione con serenità: «Siamo pienamente tranquilli sull’operato dell’amministrazione, che ha sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Ogni iniziativa volta a garantire ulteriormente questi principi contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Vicinanza ha aggiunto: «Come ho già detto in consiglio comunale, Castellammare è stanca della camorra. È il momento di costruire una vera alleanza per la legalità e per la buona amministrazione. Ben vengano le verifiche della Prefettura, della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, utili a fare piena chiarezza e a tutelare la comunità».
Castellammare
Arresto nel Napoletano per tentata estorsione.
Pubblicato
11 mesi fail
26 Novembre 2025Da
Redazione
Una persona è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su specifica richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I militari della Stazione Carabinieri di Ottaviano hanno eseguito il provvedimento in data odierna, su delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.
L’individuo è gravemente indiziato del crimine di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.
In particolare, il soggetto avrebbe preteso da un imprenditore attivo nel settore del trasporto sanitario il versamento di una somma di denaro per consentirgli la prosecuzione della sua attività lavorativa. Per rafforzare la richiesta, l’indagato avrebbe affermato di agire per conto degli “amici di Castellammare“, paventando l’intervento di un sodalizio criminale nell’eventualità di un rifiuto.
Si sottolinea che la misura eseguita è di natura cautelare, disposta durante le indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario rimane presunto innocente fino all’emissione di una sentenza definitiva.


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