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Afragola verso il voto: coalizioni in movimento, Fratelli d’Italia incassa il due di picche da Giacinto Baia

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AFRAGOLA – La prossima primavera Afragola tornerà alle urne per eleggere la nuova Amministrazione comunale. Un appuntamento che, ben prima della data ufficiale, ha già riattivato dinamiche, posizionamenti e manovre politiche che raccontano più di una semplice competizione elettorale: raccontano una città ancora in cerca di una visione condivisa e di una classe dirigente capace di interpretarla.

I lavori politici sul territorio, mai realmente interrotti, hanno subito un’evidente accelerazione subito dopo le festività natalizie. Tra i soggetti che non hanno mostrato esitazioni sulla direzione da intraprendere vi è senza dubbio il gruppo di maggioranza che ha determinato la fine anticipata dell’Amministrazione guidata da Antonio Pannone. Alla base della rottura, al netto delle divergenze personali e politiche, vi era una distanza ormai insanabile sull’idea stessa di città e sul metodo di affrontarne i problemi strutturali.

È proprio su questa idea alternativa di governo del territorio che stanno provando a costruire un progetto politico gli ex consiglieri Assunta Di Maso, Maria Carmina Sepe e Giuseppe Affinito, i quali, nel tempo, sono riusciti ad aggregare figure politiche e civiche come Benito Zanfardino, Giuseppe Migliore e, soprattutto, Giacinto Baia, profilo di peso accompagnato dall’esperienza del papà.

Proprio Baia, nelle ultime settimane, è stato al centro di un insistente corteggiamento politico da parte di Biagio Castaldo, leader cittadino di Fratelli d’Italia, intenzionato a ricomporre il centrodestra afragolese sotto un’unica coalizione. Tentativi che, tuttavia, si sono scontrati con una presa di posizione netta e argomentata dello stesso Baia, che davanti ai nostri microfoni ha dichiarato:

«Prendo atto, con apprezzamento, delle manifestazioni di stima e degli inviti provenienti dal leader di Fratelli d’Italia, nonché della sua volontà di ricomporre il centrodestra all’interno di un’unica coalizione. Tuttavia, non posso esimermi dal rilevare come tali riflessioni e l’invito rivoltomi giungano in una fase ormai avanzata del percorso politico-amministrativo. Nel corso dell’intera consiliatura Pannone vi sono state infatti ampie e reiterate occasioni per avviare un confronto serio e costruttivo o per lavorare a una reale ricomposizione del centrodestra, occasioni che non sono state colte. Ad oggi, il percorso politico e amministrativo del gruppo che rappresento è chiaramente delineato e il sottoscritto ritiene doveroso non discostarsene, nel rispetto della coerenza, della serietà e della credibilità del gruppo stesso. Un gruppo che, sin dal primo giorno, ha scelto con responsabilità di collocarsi tra i banchi dell’opposizione, rappresentando un’alternativa autentica e credibile all’attuale centrodestra cittadino, che — almeno fino a questo momento — si ripropone alla città con gli stessi assetti e la medesima nomenclatura. Anche per questi motivi, ho maturato la decisione di aderire a una coalizione che condividesse meglio la nostra idea di città».

Parole che segnano un confine politico chiaro e difficilmente superabile. Il progetto costruito insieme ad Affinito, Di Maso, Sepe, Zanfardino, Migliore e a diversi esponenti della società civile afragolese si propone come alternativa e discontinuità rispetto all’era Pannone, non come semplice riedizione di assetti già noti.

Sul fronte opposto, Biagio Castaldo appare oggi in evidente difficoltà. Il suo partito ha subito un forte ridimensionamento elettorale, accentuato dall’uscita della famiglia Di Maso, e lo dimostra anche il ricorso a iniziative come l’elaborazione grafica di una locandina aperta ai cittadini per candidarsi con Fratelli d’Italia, nonché l’appello a Forza Italia, Lega e Popolari per rifondare un nuovo centrodestra afragolese.

Resta invece in una fase di attesa l’area riconducibile all’ex senatore Nespoli, mentre la sottosegretaria Pina Castiello ha chiesto il supporto dell’ex consigliere regionale Roberto Conte, forte anche dell’elezione della consigliera regionale Michela Rostan. Dall’area della destra più radicale, al netto delle voci su una possibile ricandidatura di Pannone, non emergono al momento segnali chiari.

Se il centrodestra appare frammentato, il centrosinistra non vive certo una fase più lineare. Il recente incontro promosso dal Partito Democratico con il campo largo, sulla scia delle esperienze di Napoli e Regione Campania, si è trasformato in un tavolo eccessivamente affollato: PD, Movimento 5 Stelle, Più Europa, Noi di Centro, Casa Riformista, A testa alta, oltre alle civiche di Gennaro Giustino con A viso Aperto e di Raffaele Falco con Afragola Libera.

Un tavolo, però, con troppi aspiranti candidati a sindaco e con criteri di sintesi tutt’altro che condivisi. Giustino rivendica il proprio protagonismo politico, fondato sulla costante opposizione in Consiglio comunale e su una lettura meritocratica che lo vedrebbe naturale candidato. Un’impostazione che, tuttavia, entra in collisione con i principi espressi dal resto della coalizione, dove il peso elettorale, la capacità di sintesi e la prospettiva di rinnovamento vengono considerati elementi imprescindibili.

A ciò si aggiunge la posizione di Antonio Caiazzo, che fa valere il proprio ruolo istituzionale ricoperto fino ad oggi e il sacrificio politico compiuto per accelerare la fine dell’Amministrazione Pannone. PD e M5S spingono invece per un candidato capace di rappresentare una reale discontinuità, mentre l’area liberale del campo largo, guidata dal presidente dell’Afragolese Raffaele Mosca, guarda con interesse a un terzo nome di superamento che possa garantire unità e competitività già al primo turno.

Alla luce di queste dinamiche, il rischio che il tavolo del campo largo si spacchi appare tutt’altro che remoto. Le ambizioni personali di Gennaro Giustino, se non ricondotte a una visione collettiva, potrebbero determinare la nascita di due coalizioni distinte, con quella riconducibile allo stesso Giustino destinata a presentarsi fortemente ridimensionata, sia sul piano politico che elettorale.

Afragola si avvicina dunque al voto in un clima di grande fermento ma anche di profonda incertezza. La partita resta apertissima, ma una cosa appare già chiara: senza una sintesi fondata su visione, credibilità e reale discontinuità, nessuna coalizione potrà dirsi davvero pronta a governare la città.

L’immagine di copertina e della locandina social è elaborata con tecnologia AI

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Afragola, una panchina rossa per Martina Carbonaro: le Istituzioni e le Scuole unite contro la violenza di genere

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AFRAGOLA – Il piazzale dell’Azienda Consortile dei Servizi Sociali di Afragola si è tinto di rosso. Non solo il rosso di una panchina appena svelata, ma quello di una ferita che la comunità ha deciso di trasformare in testimonianza viva. Nella mattinata di giovedì 12 febbraio, le istituzioni, le scuole e la cittadinanza si sono riunite per inaugurare un simbolo in memoria di Martina Carbonaro, la quattordicenne vittima di un tragico femminicidio nel maggio 2025.

L’evento si inserisce nella cornice della campagna nazionale “Questo non è amore”, un’iniziativa che mira a scardinare i retaggi della violenza di genere partendo dalla sensibilizzazione dei più giovani. Un momento fortemente voluto dal Direttore dell’Azienda Consortile, Umberto Setola, che ha ribadito come i Servizi Sociali debbano essere, oggi più che mai, un presidio di legalità e un porto sicuro per chi vive nel terrore.

Particolarmente toccante l’intervento della Dottoressa Anna Giugliano, coordinatrice dei servizi, che ha rivolto un incoraggiamento accorato a tutte le donne: “Avvicinatevi a questa panchina, non siete sole. Siamo qui per accompagnarvi oltre il buio”. In un abbraccio che ha commosso i presenti, la dottoressa ha sostenuto la mamma di Martina, definendo quella fragilità condivisa come l’unica base reale da cui ripartire per ricostruire dignità e speranza.

Al fianco della famiglia, le massime autorità: il Commissario Prefettizio Fernando Mone, insieme alla sub-commissaria Rossana Iovine, ha richiamato la necessità di una vigilanza costante, mentre il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha evidenziato come il fenomeno della violenza di genere richieda una “rete” istituzionale e sociale inscindibile, unico vero scudo preventivo.

Il sagrato dell’Azienda è stato invaso dai ragazzi degli istituti superiori Pertini, Dalla Chiesa, Brunelleschi e Sereni. Sono stati loro, con la lettura di poesie sul “labirinto delle ombre” e riflessioni cariche di maturità, a farsi sentinelle di una nuova cultura del rispetto. La benedizione del sacerdote ha poi consacrato la panchina come luogo di sosta e riflessione, un invito a spezzare l’orgoglio per lasciare spazio all’ascolto.

Sulla targa affissa alla panchina, poche parole racchiudono un impegno solenne: “In memoria di Martina, vittima di violenza, affinché il suo nome rimanga impresso simbolo di rispetto”.

“Martina vivrà sempre”, ha sussurrato la madre ai nostri microfoni. E da oggi, tra i corridoi dei servizi sociali e gli occhi dei ragazzi di Afragola, Martina non è più solo un ricordo, ma un cammino comune verso la giustizia.

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Campania Welfare, la svolta per i territori vulnerabili: la formazione che vince la sfida contro il degrado

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CRISPANO-Esiste un momento preciso in cui l’assistenza smette di essere un sussidio e diventa libertà: quel momento si chiama lavoro. Stamattina, nella sala consiliare del Comune di Crispano, non si è parlato solo di bandi e burocrazia, ma di vite che ricominciano. La presentazione del progetto Campania Welfare ha tracciato una rotta chiara per i territori vulnerabili del nostro hinterland, trasformando la speranza in un’opportunità concreta. Il cuore dell’evento è stato l’appello alla resilienza. Il Presidente del Cda dell’Azienda Consortile e Sindaco di Crispano, Michele Emiliano, ha toccato le corde più profonde della platea utilizzando la metafora della catena: “Una catena è forte solo quando l’ultimo anello, quello più fragile, riesce a resistere”. Un concetto che sposta il focus della politica sociale sulla protezione degli ultimi, possibile solo grazie al lavoro silenzioso di quegli “angeli” – assistenti sociali, educatori e istruttori – che ogni giorno garantiscono l’equilibrio umano della nostra comunità. Particolarmente toccante è stata la testimonianza del Direttore Umberto Setola. Rivolgendosi direttamente ai giovani, Setola non ha parlato da dirigente, ma da uomo che conosce il valore del sacrificio. Condividendo la sua storia personale – quella di chi è partito dal nulla e, con una tenacia incrollabile, ha costruito il proprio percorso fino a guidare oggi l’Azienda Consortile – ha lanciato un messaggio potente: il riscatto è possibile per chiunque abbia il coraggio di provarci. Il progetto prevede tirocini formativi in azienda con indennità di frequenza e coperture assicurative, dettagli illustrati con precisione dalla RUP Giuseppina Anatriello. Ma oltre la tecnica, c’è la battaglia contro il vuoto. Il Sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ha definito questa iniziativa una sfida necessaria contro la “depressione da disoccupazione”. Per il primo cittadino, la formazione è l’unico vero antidoto per dare dignità a chi soffre e sottrarre terreno alla criminalità, grazie al lavoro di chi opera dietro le quinte.
A sigillare l’importanza dell’evento, la presenza della Sub-Commissaria prefettizia di Afragola, Rossana Iovine, simbolo di una sinergia tra i Comuni che finalmente parlano la stessa lingua: quella del benessere collettivo.

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Blitz ad Afragola: Sequestrato deposito di mangimi della “vergogna” nel cuore della città

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AFRAGOLA – Un’operazione lampo della Polizia Locale, guidata dal Comandante Colonnello Antonio Piricelli, ha portato alla luce un’attività fantasma di vendita mangimi per animali in condizioni igieniche scioccanti. L’intervento rientra nel piano di controlli della “Terra dei Fuochi” coordinato dalla Prefettura di Napoli.

L’ispezione ha rivelato uno scenario di profondo degrado in un’area di circa 1000 metri quadrati situata in pieno centro abitato. Gli agenti si sono trovati di fronte a un ingresso invaso da melma e pozzanghere, ma è all’interno che la situazione è apparsa più grave: tonnellate di mangime per animali erano esposte a escrementi di topi e uccelli, con confezioni visibilmente rosicchiate dai roditori.

Oltre al cibo in cattivo stato, i caschi bianchi hanno rinvenuto accessori per animali danneggiati, cumuli di ferro vecchio e manufatti fatiscenti, il tutto a ridosso delle abitazioni civili, con un rischio altissimo per la salubrità dell’aria e della zona.

L’attività è risultata essere totalmente abusiva, priva di qualsiasi autorizzazione ambientale e sanitaria. Il bilancio dell’operazione è netto:

  • Sequestro giudiziario immediato dell’intera area e delle merci.
  • Denuncia in stato di libertà per il titolare.
  • Contestazioni per commercio di alimenti in cattivo stato e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’azione coordinata dal Vice Prefetto Ciro Silvestro dimostra l’efficacia della task force istituita presso la Prefettura di Napoli. “Si tratta di attività sconosciute agli Enti che producono inquinamento e mettono a rischio la salute dei cittadini”, spiegano dal comando di Afragola. Il blitz conferma la necessità di vigilare costantemente sul territorio per scovare chi opera nell’ombra, alimentando il degrado nella Terra dei Fuochi.

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