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Il gesto di Maradona per Totti: “Grazie mille Diego”
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10 anni fail
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RedazioneNapoli- Il 27 dicembre scorso, Francesco Totti regalava la sua maglia a Diego Armando Maradona, che con un post su Facebook, ringraziava il capitano della Roma.
Oggi, Francesco Totti, ricambia dopo il magnifico gesto de ‘La Mano de Dios’: “Grazie mille Diego Maradona per il pensiero! Buon anno anche a te e a tutta la tua famiglia!”. Per la famiglia Totti un enorme mazzo di rose rosse.
Questa sera, alle ore 21, al ‘San Carlo’ di Napoli andrà di scena “Maradona Live-TREVOLTE10”, unica data mondiale dello spettacolo scritto e diretto da Alessandro Siani.
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Afragola
AFRAGOLA. Il vicesindaco Crispino scambia le palestre per piscine olimpioniche. Baia: “inaudito vantarsi senza verificare agibilità”
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23 ore fail
19 Ottobre 2026
AFRAGOLA – C’è una sottile, esilarante e al tempo stesso tragica linea di confine tra la realtà amministrativa di Afragola e le favole digitali raccontate dal governo cittadino. Una linea tracciata a colpi di post trionfalistici, slogan ad effetto e proclami degni di un’agenzia di pubbliche relazioni più che di una pubblica amministrazione. L’ultimo capolavoro in ordine di tempo porta la firma del vicesindaco Gennaro Crispino, uno che evidentemente confonde la poltrona di Palazzo con la redazione di un catalogo di agenzia viaggi.
Il teorema del “Lo abbiamo fatto” (fino al primo scroscio d’acqua)
Era lo scorso 24 settembre quando il vicesindaco, in preda a un raptus di giubilo social, pubblicava urbi et orbi il calendario provvisorio per l’assegnazione delle palestre scolastiche alle associazioni sportive afragolesi (leggi qui). Un tripudio di emoji, pacche virtuali sulle spalle e la frase a effetto scolpita nel marmo della demagogia 2.0: «Lo avevamo promesso. Lo abbiamo fatto». Mancavano solo i fuochi d’artificio e la fanfara dei bersaglieri. Peccato che, tra un post e una condivisione, sia arrivata la prova d’esame più severa per chi amministra: la pioggia.
Basta una perturbazione autunnale per mandare in frantumi la Svizzera immaginaria raccontata da Crispino. E così, dietrofront inesorabile: con un provvedimento firmato dal dirigente del settore, l’ingegnere Nunzio Boccia, il calendario e le assegnazioni sono stati mestamente annullati. Motivo? Le palestre dei plessi scolastici afragolesi, messe alla prova dal maltempo, fanno acqua da tutte le parti, grondano umidità e non possono essere dichiarate agibili. Insomma, anziché a basket o a pallavolo, le associazioni avrebbero dovuto prepararsi alla traversata a nuoto in stile subacqueo.
Crispino e la geografia di Afragola: l’assessore che scopre la città dai social
La domanda che sorge spontanea, sollevata con lucidità e rigore istituzionale dal consigliere di opposizione Giacinto Baia, è un vero e proprio schiaffo alla superficialità politica: com’è possibile annunciare un risultato senza aver prima verificato se le strutture siano realmente utilizzabili? Qui il problema non è un semplice errore di calendario o un intoppo burocratico. Qui emerge impietosamente la totale scollatura tra la politica e il territorio, e soprattutto la profonda, imbarazzante sconsideratezza con cui il vicesindaco Crispino ignora le condizioni reali delle scuole della sua città.
Prima di precipitarsi su Facebook a fare il demagogo e a vendere agli afragolesi l’illusione di vivere in un cantone elvetico, Crispino avrebbe dovuto fare una cosa rivoluzionaria per questa giunta: informarsi, scendere tra i banchi, verificare i tetti, ispezionare le palestre e dialogare con gli uffici. Invece no. Nel mondo capovolto di questa amministrazione, la comunicazione precede la conoscenza, l’annuncio cancella la verifica e la propaganda copre le voragini (letteralmente).
L’opposizione che frena le fughe in avanti
Mentre la maggioranza vive in una realtà virtuale fatta di tagli nastro digitali e pacche sulle spalle, spetta a una minoranza attenta e pungente — interpretata con precisione chirurgica da Giacinto Baia — ricondurre i piedi di tutti sul pavimento fangoso (e ahinoi bagnato) della realtà afragolese. Governare una città complessa non significa giocare a fare gli influencer o rincorrere i like con lo slogan a scoppio ritardato. Richiede programmazione, manutenzione preventiva, rispetto per le associazioni sportive che lavorano sul territorio e, soprattutto, un bagno di umiltà.
Al vicesindaco Crispino, rimasto intrappolato nella sua stessa rete da pesca digitale, consigliamo un corso di aggiornamento accelerato sulla geografia e sullo stato dell’edilizia scolastica afragolese. Per la Svizzera, d’altronde, i biglietti si comprano altrove. Afragola, invece, ha disperatamente bisogno di amministratori che la smettano di raccontare fiabe e inizino, finalmente, a farla funzionare.
Aversa
AVERSA. Minacce al C.te Nacar, la solidarietà di Alessandra Iroso: “non si arretra davanti alle intimidazioni”
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3 giorni fail
17 Ottobre 2026Da
Redazione
La consigliera comunale di Afragola, legata da un rapporto di amicizia e stima al comandante della Polizia Locale di Aversa, esprime vicinanza dopo l’episodio verificatosi durante un controllo contro l’abusivismo.
AVERSA – Solidarietà al maggiore Emiliano Nacar, comandante della Polizia Locale di Aversa, dopo le minacce che gli sarebbero state rivolte durante un’attività di controllo conclusasi con il sequestro penale di un locale commerciale adibito abusivamente ad alloggio.
A esprimere vicinanza al comandante è Alessandra Iroso, consigliera comunale di Afragola, legata a Nacar da un rapporto di amicizia personale e profonda stima. Una vicinanza che, in questa circostanza, si accompagna alla condanna di ogni forma di intimidazione nei confronti di chi svolge quotidianamente un servizio pubblico a tutela della legalità.
Il sequestro e le minacce durante i controlli
L’episodio si è verificato il 15 ottobre nel quartiere Savignano, in via Isonzo, ad Aversa. dove gli agenti della Polizia Locale hanno individuato un locale commerciale trasformato in un alloggio con sei posti letto. All’interno era stato realizzato un soppalco privo delle necessarie autorizzazioni e sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente precarie, oltre a criticità sotto il profilo della sicurezza.
Durante l’intervento, un uomo avrebbe contestato l’operato degli agenti e rivolto minacce personali al comandante Nacar, facendo riferimento anche a precedenti attività di controllo sul territorio.
Il locale è stato sottoposto a sequestro penale. Gli accertamenti proseguiranno per chiarire le modalità di gestione dell’immobile e l’eventuale esistenza di un sistema di affitti e subaffitti irregolari. Le ipotesi investigative dovranno essere verificate dagli organi competenti.
Iroso: vicinanza a chi difende la legalità
Il rapporto di amicizia tra Alessandra Iroso ed Emiliano Nacar rende la vicenda particolarmente sentita dalla consigliera afragolese, che manifesta la propria vicinanza al comandante e agli agenti impegnati nell’attività di controllo.
La dichiarazione proposta per la consigliera Alessandra Iroso:
«Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza all’amico Emiliano Nacar. Chi indossa una divisa e lavora per garantire il rispetto delle regole non deve essere lasciato solo né diventare bersaglio di intimidazioni. La legalità si difende con determinazione, senza arretrare davanti alle minacce e senza rinunciare al rispetto delle istituzioni».
Legalità e tutela di chi opera sul territorio
La vicenda riporta al centro il tema della sicurezza degli operatori pubblici impegnati nei controlli contro l’abusivismo e le irregolarità. Il rispetto delle regole e la tutela della dignità di chi le fa applicare rappresentano presupposti essenziali per garantire la convivenza civile.
Ad Aversa, il comandante Nacar ha ribadito la volontà di proseguire le verifiche senza lasciarsi condizionare da pressioni o intimidazioni. Una posizione che trova nella solidarietà espressa da Alessandra Iroso un ulteriore segnale di vicinanza a chi svolge il proprio lavoro al servizio della collettività.
Cardito
CARDITO. 2,5 milioni sull’Accoglienza. Mentre i carditesi affondano, il palazzo apre le porte al business dei migranti
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4 giorni fail
16 Ottobre 2026
CARDITO – Mentre il tessuto economico locale annaspa e le famiglie carditesi fanno i conti con i rincari di fine mese, a Palazzo di Città scatta improvvisa l’emergenza dell’accoglienza. La Giunta guidata dal sindaco Nunziante Raucci, con un tratto di penna e una delibera d’urgenza votata a inizio ottobre, ha deciso di lanciare Cardito nell’agone dei grandi progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione).
Obiettivo: intercettare una montagna di denaro pubblico erogata dal Ministero dell’Interno tramite i fondi FAMI. Si parla di ben 2.505.944 euro per il prossimo biennio, divisi tra l’accoglienza di 40 immigrati ordinari e 20 minori stranieri non accompagnati.
Una cifra capogiro. Una torta da oltre due milioni e mezzo di euro che ha spinto l’amministrazione a correre a rotta di collo, pubblicando avvisi di manifestazione d’interesse con scadenze a tempo di record.
Ma prima di addentrarsi nella solita giungla burocratica di cooperazione e privato sociale, la domanda che ogni cittadino dotato di buon senso e senso critico dovrebbe porsi è solo una: Cardito aveva davvero bisogno di questo piano di integrazione?
Un’integrazione per chi? Le domande che nessuno al Municipio vuole sentire
Quando si mettono in piedi progetti di questa portata, la retorica dell’accoglienza a tutti i costi tende a coprire la realtà dei fatti.
La comunità carditese necessita davvero di nuove forze lavoro da integrare nel proprio tessuto sociale? Esiste sul nostro territorio una richiesta non soddisfatta di manodopera in settori specifici? Ci sono forse aziende locali del manifatturiero, dell’agricoltura o del terziario disperatamente alla ricerca di braccia per mansioni che gli italiani non vogliono più fare?
Oppure si sta trasformando Cardito in un hub dell’accoglienza calato dall’alto, senza un’analisi preventiva dei bisogni reali del territorio e delle sue reali capacità di assorbimento e reale integrazione?
Perché la vera integrazione non si fa firmando avvisi per la somministrazione di vitto, alloggio e mediazione culturale. La vera integrazione si fa quando c’è un tessuto produttivo pronto a riassorbire chi arriva, garantendo dignità e lavoro vero. Senza un tessuto economico in grado di offrire queste opportunità, il rischio concreto è che l’accoglienza rimanga solo un business per chi la gestisce e una scatola vuota per la città e per gli stessi ospitati.
La battaglia dell’opposizione: trasparenza prima del piatto ricco
Dinnanzi a questa manovra milionaria varata in sordina e a ritmi serrati, l’opposizione consiliare ha deciso di alzare la testa e andare fino in fondo.
Con una richiesta ufficiale protocollata d’urgenza e indirizzata anche al Prefetto di Napoli, i consiglieri di minoranza hanno preteso la convocazione immediata dell’assise cittadina. Vogliono vederci chiaro su uno schema che puzza di fumo lontano un miglio: dai criteri di selezione dei soggetti del privato sociale, al rispetto delle linee guida, fino alla reale opportunità di impegnare il territorio in una sfida così delicata senza un minimo di dibattito pubblico.
La minoranza chiede democraticamente che le carte vengano scoperte in Consiglio Comunale prima che scadano i termini dell’avviso e si consumino giochi già fatti.
Perché quando sul tavolo dell’amministrazione ci sono 2,5 milioni di euro, il sospetto che l’urgenza di “integrare” sia in realtà l’urgenza di “incassare e distribuire” a qualche cooperativa amica diventa più di una maliziosa illazione. È da quella cifra – troppo ghiotta per non far venire l’acquolina in bocca a molti – che bisogna partire per fare piena luce.
I cittadini di Cardito non hanno bisogno di slogan sull’accoglienza né di blitz burocratici ad alto budget. Hanno diritto alla trasparenza. E l’opposizione, questa volta, sembra intenzionata a non fare sconti a nessuno.


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