Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, a SkyTg24 Live In Courmayeur, ha parlato delle misure da adottare in vista della riapertura delle scuole:

Sulla scuola si è brutalmente tagliato, oggi la rotta è cambiata. Anche tenere il primo ciclo aperto in tutta Italia non è stato facile, perché è un problema culturale pensare che la scuola non sia importante come le attività produttive. 

La scuola noi dobbiamo inserirla in un contesto complesso. I contagi ci sono ancora, i nostri studenti delle scuole superiori rientreranno a scuola il 7 gennaio, si sta lavorando con i prefetti per i trasporti. 

A settembre e in parte ad ottobre il tracciamento si è fatto, quando la curva è salita le ASL sono andate in affanno e hanno avuto difficoltà. Ora la curva sta scendendo. Noi stiamo chiedendo corsie preferenziale per la scuola per test rapidi e tamponi in vista della riapertura. Se c’è un positivo in classe i DS devono avere risposte quasi immediate rispetto alla possibilità di fare i test al resto della classe. 

In questo momento ci vuole molta responsabilità, non si possono sparare numeri a caso. I dati ci sono, li abbiamo raccolti, anche se non era nostro compito farlo, ma delle autorità sanitarie. Abbiamo fatto un monitoraggio interno, per fare un doppio controllo. E’ stato utile quando è saltato il tracciamento delle ASL. Questi dati li abbiamo affidati all’ISS, perché lì lavorano esperti, degli epidemiologici. I numeri devono essere interpretati e studiati, ci sono dei modelli scientifici. Ogni settimana abbiamo trasmesso i dati all’ISS, che li ha utilizzati. Ogni venerdì l’ISS pubblica i risultati: i contagi a scuola sono il 2,5% circa. Anche secondo gli esperti, la scuola non ha contribuito in nessun modo alla seconda ondata dei contagi. 

Trasporti? Da tempo chiedevo misure territoriali, le grandi città metropolitane non si possono paragonare alle piccole realtà provinciali. Nelle città ci vorrà un supplemento di lavoro, perché il flusso di persone è molto superiore. 

Abbiamo recuperato un ritardo di più di 20 anni, ora i ragazzi hanno ambienti di apprendimento nuovi e diversi, in cui sarà anche possibile fare una didattica più innovativa“.

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