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Editoriale

L’assessore Fortini conduce la campagna elettorale con le mani nella gestione e in pieno conflitto di interessi

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FRATTAMAGGIORE – Finanziatore e finanziato, entrambi seduti allo stesso divanetto che davanti a tutti si giuravano grande amicizia ed eterna fedeltà. È successo ieri sera a Frattamaggiore in una nota sala ricevimenti al margine di un evento organizzato dal vicesindaco Pasquale Del Prete dal tema “Scuola e Welfare post Covid-19” e mentre ai divanetti sedeva il più lampante conflitto di interessi di questa campagna elettorale, sotto gli applausi scroscianti e riverenti dei presenti si comunicava il più antidemocratico dei messaggi.

Premetto subito che le intenzioni dell’amministrazione comunale così come quella dell’assessore Pasquale Del Prete sono state, così come le altre in altri territori che hanno ospitato un evento simile, in totale buona fede, forse anche troppo smaliziate oserei dire ma veniamo ai fatti.

Dalla locandina diffusa nei giorni precedenti si leggeva che a questo evento era stata invitata l’assessore alle Politiche sociali, giovanili e dell’istruzione della Regione Campania Lucia Fortini, unica a relazionare il convegno. Ai divanetti era seduto anche il dirigente scolastico Bartolomeo Perna prossimo candidato alle Regionali nella stessa lista dell’assessore Fortini e sorpresa per i presenti: seduta di fianco all’assessore, così come in altri convegni tenuti in altri comuni limitrofi, anche la Lady Welfare – soprannome conquistato per colpa di alcune inchieste giudiziarie che l’hanno vista coinvolta e per le quali ne è sempre risultata estranea – Sofia Flauto, presidente della Cooperativa Eco che negli ultimi mesi sta facendo incetta di affidamenti di servizi sociali negli ambiti n°17 e 19.

Praticamente allo stesso divanetto era seduta colei che finanzia i servizi sociali insieme a colei che attraverso la vincita di gare pubbliche riceve quei soldi e il bello che le due, a seconda di chi deteneva il microfono, si affannava a ringraziare l’altra per l’opportunità avuta e per l’amicizia (disinteressata ndr) concessa con tanto di scappellamento e riverenze.

Ma come è possibile che nel 2020, dopo aver generato fiumi di inchiostro per le nuove leggi sulla trasparenza, si possa assistere ad uno spettacolo simile? Che messaggio vuole dare a questi territori il duo Fortini-Flauto? Cosa devono recepire i sindaci presenti ieri a Frattamaggiore, visto che la Flauto è la Presidente di una cooperativa che opera maggiormente sui loro territori? Che la stessa cooperativa è sinonimo di sicurezza e garanzia perché gode dell’amicizia indistinta dell’Assessore alle politiche sociali, tanto da formare un rapporto diretto con la Regione Campania e che alla minima difficoltà si possa risolvere un eventuale problema in maniera veloce?

Ovvio che se le risposte alle mie domande dovessero essere positive non ci sarebbe competitività con il Sistema messo su dal duo Fortini-Flauto.

Tutto questo si consumava alla luce del sole. Nessun indignato. Nessuna mente pensante tra i presenti. Nessuno che si è posto una domanda scomoda. La politica presente muta e inerme davanti allo spettacolo che si stava consumando. All’evento di ieri erano presenti sindaci e candidati sindaci, consiglieri ed ex consiglieri, dirigenti dismessi dal settore politiche sociali e presidenti di associazioni legati al mondo del welfare. Tutti ad accreditarsi al Sistema che oggi conta? Ma c’è dell’altro. Cosa ritornerebbe in termini di vantaggio all’assessore Fortini?

Ieri nel giardino della splendida location scelta con accuratezza dall’amministrazione comunale di Frattamaggiore l’assessore Fortini ha chiesto a chiare lettere di ricevere una mano, in termini di voti, alle prossime elezioni regionali. Tutto legittimo. Ci mancherebbe.

È il vantaggio di cui gode l’assessore che la pone in una posizione di disparità rispetto ai suoi concorrenti. Condurre una campagna elettorale da assessore, avendo le mani nella gestione e il portafoglio della Regione Campania sotto il braccio è molto comodo e non è da tutti. Ieri sera ai vari dirigenti scolastici frattesi che denunciavano le precarietà dei loro istituti, la dott.ssa Fortini ha dispensato promesse su forniture di banchi, armadietti, personale ATA, ricchi premi e cotillon. Diceva un noto politico “A pensar male si fa peccato ma tante volte ci si azzecca”, se pensiamo che fino all’anno scorso fondi regionali provenienti proprio dal settore della Fortini ai vari Comuni stentavano ad arrivare e da un anno a questa parte, puntualmente sono stati erogati comprensivi di arretrati ma come vuoi che non si voti un assessore così pieno di risposte?

Se poi a tutto questo aggiungiamo il fatto che l’assessore Fortini si faccia la propria campagna elettorale con chi sul territorio genera posti di lavoro, sistemando centinaia di famiglie in un territorio dove il lavoro langue, allora facciamo ein-plein. Ma tutto questo, il governatore De Luca lo sa? È d’accordo?

Siamo sicuri che, democraticamente parlando, i suoi concorrenti di coalizione hanno i suoi stessi vantaggi? È vero che la Fortini è alla sua prima esperienza politica, ma vedo che in questi cinque anni ha imparato tutto tranne che la democrazia, visto che ha dimostrato di non accettare di buon grado le critiche, apostrofando alcuni giornalisti come poco professionali e chiudendo le porte del proprio ufficio a chi non riesce ad entrare nelle maglie del proprio pensiero. Allora la provocazione la fa il sottoscritto direttamente all’assessore: “assessore Fortini perché non si dimette e conduce la sua campagna elettorale ad armi pari dimostrando a tutti, compreso il sottoscritto, quanto lei sia davvero professionale?”.

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SANT’ANTIMO. Federica Chianese lascia la Giunta: si rafforza l’area di Pina Castiello in vista del Congresso federale della Lega

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L’ex assessore avrebbe rinunciato all’incarico amministrativo per sostenere il percorso politico di Matteo Salvini e Pina Castiello. Il suo nome viene accostato al gruppo che fa riferimento alla sottosegretaria e al senatore Gianluca Cantalamessa, nell’area che guarda alle posizioni del segretario federale e di Claudio Durigon. Sullo sfondo, il congresso nazionale della Lega in programma a Milano il 24 e 25 ottobre.

SANT’ANTIMO – Ci sono dimissioni che segnano la fine di un’esperienza amministrativa e altre che potrebbero rappresentare l’inizio di un nuovo percorso politico. È il caso di Federica Chianese, che il 2 ottobre 2026 ha formalizzato la propria rinuncia all’incarico di assessore del Comune di Sant’Antimo, restituendo contestualmente le deleghe e le funzioni attribuitele. Nella lettera indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e, per conoscenza, al segretario generale, Chianese ha motivato la decisione con ragioni di «opportunità politica», senza entrare nel dettaglio delle circostanze che l’hanno determinata. Dietro questa formula istituzionale, secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti politici, ci sarebbe una scelta di campo ben precisa: sostenere la Lega di Matteo Salvini e, in particolare, il percorso politico della sottosegretaria Pina Castiello, con la quale l’ex assessore condividerebbe una vicinanza politica e una visione comune di impegno sul territorio.

Una poltrona lasciata per una scelta di campo

Secondo le indiscrezioni, Federica Chianese avrebbe preferito rinunciare a una posizione amministrativa di prestigio pur di sostenere la Lega e le battaglie politiche di Matteo Salvini e Pina Castiello. Una scelta che, se confermata in questi termini, si distinguerebbe da quelle dinamiche politiche nelle quali la conservazione degli incarichi istituzionali rappresenta spesso una priorità. In questo caso, la rinuncia potrebbe essere interpretata come la volontà di privilegiare la condivisione di un progetto politico rispetto alla permanenza in un ruolo amministrativo. Un indizio significativo è rappresentato dalla partecipazione di Chianese al raduno nazionale della Lega a Pontida, lo scorso 20 settembre. Una presenza che, letta alla luce delle successive dimissioni, alimenta le ipotesi di un avvicinamento sempre più marcato al partito di Salvini. La scelta, secondo le ricostruzioni che circolano negli ambienti vicini alla Lega, sarebbe già maturata sul piano personale e politico. Resta da comprendere come questa vicinanza possa tradursi in un impegno concreto nei prossimi appuntamenti politici.

Il rapporto con Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa

Il futuro politico di Federica Chianese potrebbe svilupparsi nell’area che fa riferimento e sostiene Pina Castiello e il senatore Gianluca Cantalamessa, due figure della Lega con una presenza politica in Campania. È proprio a questo gruppo che, secondo le indiscrezioni, viene accostato il nome dell’ex assessore. Un’ipotesi che si inserirebbe in un percorso di avvicinamento al partito e di condivisione delle iniziative politiche promosse dai suoi riferimenti sul territorio. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali che definiscano formalmente il ruolo di Chianese all’interno di questa area. Il suo nome, tuttavia, comincia a circolare in relazione a possibili sviluppi che potrebbero andare oltre l’esperienza amministrativa appena conclusa.

Dalla grande distribuzione alla politica napoletana

A rendere interessante il profilo di Federica Chianese è anche la sua attività imprenditoriale. Secondo le informazioni disponibili, sarebbe impegnata in importanti attività nel settore della grande distribuzione organizzata, con una presenza sul territorio della città di Napoli e un impatto occupazionale che, secondo quanto riferito, coinvolgerebbe centinaia di famiglie. Un’esperienza nel mondo dell’impresa che potrebbe affiancarsi al suo percorso politico, mettendo in campo conoscenze del tessuto economico e delle dinamiche territoriali. È anche alla luce di questo profilo che si alimentano le indiscrezioni su un possibile coinvolgimento nelle prossime elezioni amministrative di Napoli.

L’ipotesi di una candidatura alle Amministrative di Napoli

Tra gli scenari che circolano negli ambienti politici c’è infatti quello di una possibile candidatura di Federica Chianese alle prossime Amministrative napoletane. Per ora si tratta di un’ipotesi, non accompagnata da annunci ufficiali. La partecipazione a Pontida, la vicinanza politica attribuita a Pina Castiello e il riferimento al gruppo che sostiene la sottosegretaria e Gianluca Cantalamessa sono gli elementi che alimentano le voci su un suo possibile ingresso nella partita politica del capoluogo. Se questa prospettiva dovesse concretizzarsi, le dimissioni da assessore potrebbero rappresentare il passaggio da un’esperienza amministrativa locale a un impegno politico di più ampio respiro.

Una nuova fase ancora da decifrare

Il dato certo è che Federica Chianese ha lasciato la Giunta comunale di Sant’Antimo, motivando formalmente la decisione con ragioni di opportunità politica. Sul significato più ampio della scelta si concentrano invece le indiscrezioni, che indicano nella Lega, in Matteo Salvini e in Pina Castiello i riferimenti del suo possibile nuovo percorso. La prospettiva di un impegno nell’area che sostiene Castiello e Cantalamessa, insieme alle voci su una possibile candidatura a Napoli, apre nuovi interrogativi sul futuro dell’ex assessore. Le prossime settimane potranno chiarire se la rinuncia all’incarico di Sant’Antimo resterà una scelta di vicinanza politica oppure rappresenterà il primo passo di una nuova esperienza nella scena politica napoletana.

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Afragola

AFRAGOLA. La fiaba del “chi rompe paga”. Quando la propaganda di Giustino incontra la comoda realtà dei documenti

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AFRAGOLA – C’era una volta la Svizzera di Afragola, un luogo incantato in cui i Sindaci, armati di post Facebook e toni da sceriffo dei cartoni animati, convocano i poteri forti, sbattono i pugni sulla scrivania e salvano la città a costo zero. Una narrazione epica, pensata per i social network, che trasforma la più banale amministrazione ordinaria in un kolossal hollywoodiano.

Il protagonista dell’ultima puntata è il Sindaco Gennaro Giustino, autore di un post trionfalistico in cui annunciava di aver “cambiato registro”, costringendo E-distribuzione a riqualificare 12 chilometri di strada a costo zero e promettendo sanzioni epocali alle aziende della fibra. Il leitmotiv? «Chi rompe paga».

Uno storytelling perfetto per raccogliere cuoricini e like. Peccato che, se anziché affidarsi alla tastiera si avesse la pazienza di leggere le carte, il castello di sabbia della propaganda crolli miseramente sotto il peso degli atti ufficiali.

Il bluff di E-distribuzione: la burocrazia normale spacciata per “blitz eroico”

Il Sindaco si attribuisce il merito esclusivo di aver strappato un accordo miracoloso per i ripristini. Ma cosa dicono i documenti del Comune?

Basta esaminare la nota ufficiale del Settore Lavori Pubblici (firmata dal Dirigente, l’Ing. Nunzio Boccia) relativa agli scavi di E-distribuzione su Via XI Traversa di Via Saggese. Scopriamo così che l’azienda ha semplicemente presentato la normale richiesta di autorizzazione e che i tecnici comunali avevano già inserito nei procedimenti standard l’obbligo del ripristino finale con il “tappetino d’usura in conglomerato bituminoso”.

Non c’è stato alcun duello rusticano tra il Sindaco e la multinazionale: c’è solo la normale applicazione delle norme tecniche e dei regolamenti vigenti. Spacciare gli atti d’ufficio della dirigenza per un trofeo personale strappato a forza di muscoli è pura e semplice demagogia.

La saga della fibra: il Sindaco minaccia, Open Fiber non si presenta (e risponde picche)

Ancora più esilarante – se non fosse tragico per il decoro istituzionale – è il capitolo dedicato alle aziende che posano la fibra ottica. Il Sindaco tuona che “chi rompe paga” e promette fuoco e fiamme. Ma la realtà dei fatti, documentata dalle carte protocollate, racconta di un’amministrazione che viene bellamente snobbata dai colossi delle telecomunicazioni.

Guardiamo le date e gli atti:

  1. Lo schiaffo istituzionale dell’estate: Con una nota del 30 luglio 2026, l’Ing. Boccia è costretto a emettere un formale sollecito a Open Fiber perché l’azienda ha disertato in massa la riunione di verifica convocata in pompa magna dall’Ente alla presenza del Sindaco. L’amministrazione “che cambia registro” non riesce nemmeno a far sedere le ditte intorno a un tavolo.

  2. La beffa di Via Roma: La goccia che fa traboccare il vaso arriva il 20 ottobre 2026. A fronte di una diffida inviata dal Comune per i dissesti in Via Roma (dal civico 2 al civico 78), Open Fiber risponde picche per iscritto, respingendo totalmente gli addebiti e mettendo nero su bianco che in quella data e a quell’indirizzo non c’erano né lavori in corso né lavorazioni pregresse della società.

In poche parole: mentre su Facebook si recita la parte dello sceriffo inflessibile, nei fatti le aziende disattendono le convocazioni e rispediscono al mittente le diffide comunali.

La voce dell’opposizione: il richiamo alla realtà di Alessandra Iroso

Di fronte a questo esercizio di mistificazione mediatica, si alza netta e documentata la voce del gruppo di minoranza. In un incisivo intervento politico, la consigliera Alessandra Iroso ha smontato pezzo per pezzo la narrazione del Sindaco, evidenziando come la propaganda social serva soltanto a coprire l’incapacità di gestire i rapporti istituzionali con le aziende.

La Iroso ha ricordato ai cittadini che la tutela del territorio e il rispetto dei capitolati d’appalto non sono concessioni elargite per grazia ricevuta dal Primo Cittadino, ma il frutto di obblighi di legge che gli uffici tecnici perseguono da sempre, spesso ostacolati da un’amministrazione brava negli annunci ma inadeguata nei fatti.

Meno social, più amministrazione

La verità che emerge da questa documentazione è impietosa. La Giunta Giustino continua a confondere la comunicazione social con la gestione della cosa pubblica. Si inventano vittorie di Pirro su atti che la burocrazia e i dirigenti compiono ogni giorno per obbligo di legge, mentre sul campo le vertenze con le grandi aziende si infrangono contro la fredda realtà di diffide ignorate e tavoli disertati.

I cittadini afragolesi sono stanchi delle fiabe digitali e degli slogan a scoppio ritardato. Le strade colabrodo, i rappezzi e i disservizi non si risolvono con i post celebrativi del Sindaco, ma con la competenza, il controllo rigoroso degli uffici e il lavoro istituzionale serio.

Fino a quando la priorità di questa amministrazione sarà fare propaganda anziché governare, l’unico vero “chi rompe paga” continuerà a valere solo per una categoria: i cittadini, costretti a pagare le spese di una città ostaggio delle illusioni social.

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Afragola

AFRAGOLA. Da Platone a Very e Sasy passando per Caiazzo, la deriva culturale dell’Amministrazione Giustino

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AFRAGOLA – C’era un tempo in cui la Politica — quella con la P maiuscola — attingeva a piene mani dal pensiero dei classici per orientare l’azione amministrativa e la visione della comunità. Si citavano Platone per l’idea di Giustizia, Seneca per la fermezza e la virtù, Nietzsche o Hegel per interpretare le grandi trasformazioni sociali e storiche.

Ad Afragola, anno Domini 2026, sotto l’illuminata guida della Giunta Giustino, la bussola filosofica è stata radicalmente aggiornata. I testi sacri dell’Amministrazione non si studiano più in biblioteca, ma si scorrono tra i balletti di TikTok e il degrado del trash neomelodico. Il protagonista assoluto dell’ultimo “trattato di filosofia istituzionale” è il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Caiazzo.

Il Presidente politicamente infantile e la sicurezza scambiata per chat di gruppo

I fatti sono tanto seri quanto surreali. L’area adiacente al Centro Commerciale “I Pini” e le vie limitrofe (come via dell’Indipendenza) vivono nei fine settimana momenti di grave criticità: congestione stradale, schiamazzi, motorini a folle velocità, degrado e un diffuso senso di insicurezza. Una questione complessa, sollevata con garbo e motivata preoccupazione dai residenti e rilanciata con puntualità ed equilibrio dal consigliere di opposizione Giacinto Baia, che chiede da tempo interventi strutturali, controlli mirati e prevenzione.

Di fronte alle legittime proteste di un cittadino esasperato, cosa fa un Presidente del Consiglio Comunale all’altezza del proprio ruolo istituzionale? Lo invita ufficialmente in Municipio, apre un canale formale con gli uffici, si fa carico del problema e dispone verifiche con la Polizia Locale. Macché. Caiazzo sceglie la via del dibattito da bar digitale: scende nell’arena dei commenti Facebook, battibecca come un adoloscente qualsiasi sulla defensiva, invita a «pubblicare gli audio» e, per giustificare l’impotenza del Comune, scarica la palla sostenendo che la Polizia Municipale finisce il servizio alle 21:00.

“Non siamo Nutella”: quando la cultura istituzionale tocca il fondo

Ma la vera perla di democrazia e dottrina politica Caiazzo la regala nel finale di discussione, quando decide di congedare il cittadino esasperato sfoderando la battuta regina delle sue letture serali: «P.S.: purtroppo non siamo Nutella e non possiamo piacere a tutti. Buona giornata». Avete capito bene. Il Presidente della massima assise cittadina risponde ai problemi di sicurezza, movida e vivibilità citando il celebre slogan di una tiktoker del panorama trash partenopeo — assurta alle cronache anche per note vicende giudiziarie — diventato poi un tormentone neomelodico di bassissima lega. Non siamo più nemmeno alla propaganda spicciola: siamo al totale analfabetismo istituzionale, alla consacrazione della sottocultura eletta a sistema di governo.

La differenza tra governare e fare i creator su TikTok

Mentre l’opposizione con Giacinto Baia chiede una pianificazione seria, tavoli con le forze dell’ordine e garanzie di vivibilità per le famiglie e per i giovani che vogliono divertirsi nel rispetto delle regole, la risposta del Palazzo si riduce ad aforismi da Baci Perugina scartati da un profilo TikTok. La verità è quella che Minformo sostiene e documenta fin dal primo giorno: l’Amministrazione Giustino soffre di una drammatica e desolante carenza di caratura culturale e amministrativa.

Se il Presidente del Consiglio Comunale pensa di liquido-risolvere le sofferenze e la rabbia dei residenti dei Pini con una battuta sulla Nutella, significa che ha scambiato Afragola per la sezione commenti di una diretta social. Consigliamo vivamente al Presidente Caiazzo di posare lo smartphone, chiudere i social e aprire magari qualche testo di Diritto Amministrativo o di Etica Pubblica. E se proprio desidera piacere a tutti come la Nutella, ricordi che la politica non deve “piacere”, ma amministrare, proteggere e far rispettare la legge. Tutto il resto è solo trash da scrollare via.

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