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Parla Luca, ‘il bambino’ salvato da Maradona ad Acerra nel 1985′
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6 anni fail
Da
RedazioneLuca Quarto oggi ha 36 anni, ma nel 1985 avrebbe dovuto ricevere di li a poco un’operazione chirurgica delicatissima.
Luca, nato con una malformazione al palato, la labioschisi, non nasconde la commozione per la morte del Pibe de oro, che per lui era un ”secondo papà”.
Tutta la ‘normale’ esistenza di Luca è dovuta anche alla benevolenza del campione argentino, che quel giorno decise di arrivare ad Acerra e disputare una partita di beneficenza contro l’Acerrana. I soldi andarono tutti alla famiglia del bambino, che fu così salvato dai medici.
Con il cuore a pezzi per la morte di Diego, Luca ha spiegato all’ANSA: “Gli sarò grato per sempre. Ora mi sento come se avessi perso il mio secondo papà’‘.
L’ultimo incontro dei due risale al 2002, nella trasmissione di Maria De Filippi, ‘ C’è posta per te’. In quell’occasione il ragazzo ringraziò Diego che ricordava ancora bene quella storia.
Luca ora è a Rimini, dove vive la madre, e dove in estate gestisce un piccolo negozio di costumi.
(Foto Ansa)
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Acerra
L’eclissi del palcoscenico: ad Acerra persino il Papa ha ridimensionato il “brand” Terra dei Fuochi
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3 mesi fail
25 Maggio 2026
ACERRA – C’era un tempo in cui le telecamere cercavano un solo volto, un tempo in cui la complessa, tragica e stratificata questione ambientale campana sembrava riassumersi nelle dichiarazioni a favore di microfono di un singolo parroco. Ma la storia, quella vera, è fatta di dettagli, di assenze e di silenzi che sanno essere più rumorosi di cento omelie. E la recente visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra ha proiettato un’ombra lunghissima e gelida proprio su chi, per anni, ha cavalcato l’onda dell’indignazione mediatica: don Maurizio Patriciello.
Sui social l’apparato dei fedelissimi grida allo scandalo. Si lamenta il “poco spazio”, la mancata citazione pubblica, l’assenza di una corsia preferenziale. Si evoca il martirio laico di chi “ha scoperto il dramma per primo”. Ma la memoria storica del territorio non è un post su Facebook modificabile a piacimento, e i testimoni di una lotta lunga trent’anni ricordano una realtà ben diversa.
Prima che il parroco del Parco Verde di Caivano conquistasse le prime pagine – sull’onda emotiva delle vecchie (e in parte secretate) dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone – la Campania era già un immenso presidio di resistenza. Chi c’era ricorda le battaglie storiche di Chiaiano e di Serre, le agorà degli studenti ad Aversa con scienziati e oncologi, i comitati come #Contramunnezza a Sant’Arpino. E, soprattutto, ricorda la figura del Vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, che lontano dai riflettori nazionali e con tenacia evangelica ha sempre denunciato il legame tra ecomafie, sversamenti abusivi e territorio.
Mentre la Chiesa locale approfondiva le radici del problema, la narrazione di don Patriciello deviava verso un teorema mediatico suggestivo quanto devastante: quello della “Terra dei veleni” tout court, dei prodotti agricoli campani tossici a causa di presunti fanghi industriali del Nord intombati ovunque. Un’iperbole che ha prodotto danni reali. Cinque aziende agricole chiuse a Caivano per il sequestro (poi rivelatosi infondato) di 13 pozzi artesiani. Marchi storici dell’agroalimentare costretti a fuggire commercialmente dalla Campania per rassicurare i consumatori, marchiando i propri prodotti con la provenienza emiliana.
Poi, la scienza ha fatto il suo corso. Ci sono voluti anni e la perseveranza di scienziati e ricercatori indipendenti, come Paola Dama, per dimostrare l’ovvio: che i metalli pesanti in quei pozzi erano il frutto della normale fisiologia di una terra vulcanica. L’Istituto Superiore di Sanità ha sì certificato il nesso tra inquinamento e malattie, ma legandolo principalmente alla diossina dei roghi tossici, all’inquinamento dell’aria. Di quei fanghi nucleari o industriali sotto i pomodori di Caivano, paventati nei talk show, non si è mai trovata traccia.
Il Vaticano queste cose le sa. La diplomazia della Santa Sede e lo stesso Pontefice si muovono sui binari della verità documentata, non su quelli della spettacolarizzazione del dolore. Scegliere Acerra come epicentro della visita non è stato un caso: è stato il riconoscimento della trincea silenziosa e rigorosa di monsignor Di Donna e dei comitati storici.
Ed è qui che l’editoriale si fa riflessione amara. Le immagini di Caivano mostrano don Patriciello relegato dietro un cordolo rosso, confuso tra i tanti sacerdoti della diocesi. Un bacio sulla mano al Papa, uno sguardo del Pontefice che scivola via, distratto da altri interlocutori. Nessun posto d’onore, nessuna menzione speciale, nessun colloquio privato.
Per i fedeli cattolici, il Papa è custode di verità. E se il vicario di Cristo sceglie di non concedere nemmeno un barlume di centralità all’icona mediatica della Terra dei Fuochi, il messaggio politico ed ecclesiale è di una chiarezza disarmante. Sembra quasi che a quella narrazione catastrofista e personalistica, utile forse alla politica e allo share ma nociva al territorio, non ci creda più nessuno. Nemmeno il Papa.
La parentesi di Acerra è stata una batosta d’immagine durissima per chi era abituato ai tappeti rossi dei media. Ma forse è l’inizio di una nuova alba, in cui la lotta per l’ambiente torna a essere ciò che doveva essere: un cammino di comunità, guidato dalla scienza e dalla dignità, e non l’ennesimo palcoscenico per un uomo solo al comando.
Acerra
Tragedia in fabbrica ad Acerra, Pasquale muore durante il turno di lavoro
Pubblicato
4 mesi fail
29 Aprile 2026Da
Redazione
Ancora un incidente sul lavoro nel Napoletano, rivelatosi purtroppo mortale. E’ avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 28 aprile, ad Acerra: la vittima è Pasquale Perna, 37 anni, originario della vicina Cercola.
L’incidente si è verificato nella zona industriale di Acerra, in un impianto di trattamento dei rifiuti: la dinamica, però, è ancora poco chiara. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno subito constatato le gravi condizioni di salute del 37enne: Pasquale è stato così trasportato d’urgenza alla locale clinica Villa dei Fiori, dove è purtroppo deceduto poco dopo il ricovero a causa delle ferite riportate.
Sul luogo dell’incidente mortale sul lavoro sono intervenuti, poi, i carabinieri di Castello di Cisterna, che hanno eseguito tutti i rilievi per determinare con precisione la dinamica di quanto accaduto. Proprio per consentire lo svolgimento delle indagini, l’impianto teatro della tragedia è stato posto sotto sequestro.
Al momento, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi: Pasquale potrebbe essere stato investito da un mezzo in movimento, ma anche vittima di una caduta. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla vicenda: non si esclude, come da prassi in casi del genere, che sul corpo del 37enne, nelle prossime ore, venga eseguita l’autopsia.
Acerra
Spari contro sede di Guardia medica e Sert
Pubblicato
9 mesi fail
19 Novembre 2025Da
Redazione
ACERRA – I Carabinieri sono intervenuti la scorsa notte ad Acerra, intorno alle 23 e 45, presso la guardia medica – sede anche del Sert – in via dei mille 13.
Poco prima e per cause in corso di accertamento un individuo aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro una parete dell’edificio. Non ci sarebbero feriti.
Rinvenuti e sequestrati 4 bossoli calibro 9×19. Indagini in corso da parte dei militari dell’Arma.


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