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Bagnoli, la rigenerazione urbana accelera con l’America’s Cup: il focus del Rotary Napoli Monte Echia
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RedazioneIl Rotary Club Napoli Monte Echia – Distretto 2101, attento alla valorizzazione delle radici storiche e all’analisi dei processi di trasformazione della città, promuove la conversazione “L’accelerazione della rigenerazione urbana di Bagnoli in virtù dell’America’s Cup”.
L’incontro, tenuto dal Sub Commissario per Bagnoli-Coroglio, notaio-scrittore Diomede (Dino) Falconio, socio fondatore del Club, è in programma questa sera, lunedì 14 settembre, alle 19.30, al Circolo Rari Nantes.
L’appuntamento rappresenterà un’occasione di approfondimento su una delle principali trasformazioni urbane in atto a Napoli, con un focus sulle prospettive che la rigenerazione di Bagnoli è destinata ad aprire nel più ampio contesto nazionale e internazionale, anche alla luce dell’America’s Cup.

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Attualità
Iniziativa del Rotary Club Napoli Monte Echia per il futuro del territorio
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24 ore fail
15 Settembre 2026Da
Redazione
Nella cornice del Circolo Rari Nantes, le istituzioni si confrontano sulle sfide e sui tempi del piano di risanamento urbano.
NAPOLI – Una serata di approfondimento istituzionale e visione strategica: è quanto ha organizzato il Rotary Club Napoli Monte Echia presso lo storico Circolo Rari Nantes di via Scogliera Santa Lucia. L’associazione, guidata dal Presidente Pasquale Di Costanzo, ha chiamato a raccolta soci ed esperti per analizzare da vicino il destino del litorale flegreo e l’impatto dei grandi eventi internazionali sulla trasformazione urbanistica della città.
Il momento centrale dell’incontro ha visto l’intervento di Dino Falconio, Sub Commissario per la bonifica e il rilancio di Bagnoli-Coroglio, oltre che socio del sodalizio rotariano. Nel suo excursus, Falconio ha riavvolto il nastro della memoria, partendo dalle antiche origini elleniche del luogo, passando per la nascita e il tramonto del polo siderurgico, fino alle decennali fasi di stallo che hanno segnato il quartiere.
Il punto di svolta del percorso istituzionale risale al 2021, anno in cui la gestione è passata sotto la responsabilità del Sindaco Gaetano Manfredi, in veste di Commissario, portando allo sblocco dei finanziamenti e alla creazione del team operativo coordinato dai Sub Commissari Dino Falconio e Filippo De Rossi, insieme a Francesca Giovene di Girasole.
Nel corso del dibattito è emerso chiaramente come l’arrivo dell’America’s Cup non sia soltanto una prestigiosa competizione velica, ma un vero e proprio acceleratore di investimenti e opere pubbliche destinati a restituire l’area alla cittadinanza.
A margine del convegno, le dichiarazioni rilasciate ai media dal Presidente Di Costanzo e dai rappresentanti della struttura commissariale Falconio e De Rossi hanno confermato la determinazione nel proseguire su questa strada, sottolineando l’impegno costante del Rotary nel farsi promotore di dibattiti costruttivi per lo sviluppo della comunità partenopea.
Attualità
Da Napoli il miglior centro di formazione d’Italia: premiato Polo Formazione Campania
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7 Settembre 2026Da
Redazione
1.800 ragazzi formati in cinque anni, percorsi dedicati al metodo di studio e alle soft skills, attività tra Napoli, Caserta e Salerno. È su questi risultati che Polo Formazione Campania ha ottenuto il riconoscimento di miglior centro di formazione d’Italia, al termine di una selezione che ha coinvolto 35 realtà attive sul territorio nazionale.
A guidare il centro è Noemi Bergamasco, 35 anni, formatrice e specialista del metodo di apprendimento, che ha avviato la propria attività a Napoli nel 2016 dopo essere cresciuta a Torre Annunziata. Oggi il progetto opera in diverse province campane e conta una squadra di professionisti formati all’interno dello stesso percorso.
«Il problema non è che non sanno studiare. È che nessuno gliel’ha insegnato», spiega Bergamasco, sintetizzando l’approccio alla base del lavoro del centro. Ragazzi che passano ore sui libri senza riuscire a ottenere risultati, studenti universitari bloccati davanti agli esami e giovani che finiscono per convincersi di non essere abbastanza capaci. È da queste difficoltà che parte il percorso.
Il metodo di studio non è uguale per tutti
La filosofia del centro parte da un principio preciso: non esiste un metodo di studio valido per tutti. «Due studenti con lo stesso libro davanti hanno bisogno di due strategie diverse», spiega Bergamasco. C’è chi apprende meglio visualizzando, chi ripetendo ad alta voce e chi ha bisogno di ricostruire collegamenti e schemi.
Accanto alle tecniche di apprendimento vengono sviluppate gestione del tempo, autonomia, capacità di parlare in pubblico e gestione della pressione. L’obiettivo non è soltanto migliorare il rendimento scolastico o universitario, ma permettere ai ragazzi di recuperare tempo e fiducia.
«Il metodo non serve a fare quello che devi. Serve esattamente al contrario: a fare quello che vuoi, senza rinunciare al resto», sottolinea Bergamasco.
Università, stress e fuoricorso
Una parte importante del lavoro riguarda gli studenti universitari. Nel 2025, in Italia, soltanto il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni aveva una laurea, mentre la media dell’Unione europea supera il 44%. E tra chi si iscrive all’università, molti arrivano al titolo ben oltre i tempi previsti.
Dietro questi numeri, secondo Bergamasco, ci sono spesso blocco, ansia da prestazione e difficoltà nell’organizzazione. «Il fuoricorso quasi mai è un ragazzo pigro», osserva. «È uno che si è bloccato».
Un problema particolarmente evidente in Campania, dove nell’anno scolastico 2024/2025 il 17,6% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori è arrivato al diploma senza le competenze minime in italiano e matematica, contro una media nazionale dell’8,7%. Anche la quota di giovani under 30 che non studiano e non lavorano supera il 24%.
Cinque giorni per parlare di sogni
Il progetto non si limita alle lezioni. Negli anni è nata la Soft Skills Academy, con incontri formativi, appuntamenti online ed eventi residenziali.
L’ultimo appuntamento, “Sogna in Grande”, si è concluso il 4 settembre dopo cinque giorni dedicati a obiettivi, lavoro di squadra e leadership.
«In questo territorio i ragazzi crescono sentendosi ripetere quello che non potranno fare», racconta Bergamasco. «La cosa più utile che possiamo dare loro è un luogo in cui si parla di sogni, coraggio e possibilità».
Nel percorso sono coinvolte anche le famiglie, con incontri dedicati ai genitori: «Il primo cambiamento spesso non riguarda lo studente. Riguarda come si parla di scuola in casa».
Da Napoli a Caserta e Salerno
Il centro napoletano è guidato da Bergamasco insieme a Rita Alfieri, co-responsabile, con un team composto da Raffaele Barbato, Eugenia Vittoria Cabib, Enza Trezza e Marcello Bisesti.
Dal gruppo sono nate altre tre realtà sul territorio: Francesco Esposito è responsabile della sede di Napoli 2, Joy Giusy Palmiero di quella di Caserta e Maddalena Russo di Salerno. Tutti e tre si sono formati nel centro di Napoli prima di avviare la propria attività.
«Per me è il risultato di cui vado più orgogliosa: formare persone che a un certo punto aprono la loro attività e arrivano dove io non posso», dice Bergamasco.
Dieci anni contro la diffidenza
Dietro il riconoscimento di miglior centro di formazione d’Italia ci sono dieci anni di lavoro, ma anche la difficoltà di conquistare la fiducia delle famiglie.
«La parola formazione è stata consumata da anni di corsi finti, di attestati che non servivano a niente», racconta Bergamasco. «Ci ho messo anni a farmi valutare per i risultati e non per le promesse».
In cinque anni sono stati 1.800 i ragazzi passati attraverso i percorsi del centro in Campania.
Il prossimo obiettivo è l’accreditamento regionale come ente di formazione, per portare questi percorsi anche ai ragazzi che oggi non possono permettersi di pagare un corso.
«I ragazzi che avrebbero più bisogno di noi sono quelli le cui famiglie non possono pagare un corso. È il limite più grande di quello che faccio adesso, e voglio superarlo».
Un riconoscimento nazionale che parte dunque da Napoli e che, nelle intenzioni di Bergamasco, non vuole essere un punto d’arrivo. Ma la prova che anche in Campania si può costruire formazione, impresa e futuro senza necessariamente andare via.




Attualità
Antonella Laezza: l’eccellenza della danza campana brilla al Gran Galà Premio DAS
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2 mesi fail
14 Luglio 2026Da
Redazione
La splendida cornice di Villa Campolieto, autentico gioiello architettonico del Miglio d’Oro di Ercolano, ha fatto da sfondo a una serata straordinaria: il Gran Galà Premio DAS. L’evento, promosso dal Comitato Territoriale Napoli di ACSI e presieduto dal Dott. Claudio Cimmino, si è confermato come uno degli appuntamenti più prestigiosi e autorevoli dell’intero panorama coreutico nazionale, nato con l’obiettivo di celebrare la danza quale espressione artistica, culturale e formativa.
In questa magica atmosfera, tra i grandi nomi internazionali e le stelle del firmamento della danza, è emersa con forza la figura di Antonella Laezza, direttrice della rinomata scuola “A passi di Danza “ di Crispano (situata in via Provinciale 53). La presenza della direttrice sul palco di una manifestazione così esclusiva — nello stesso contesto in cui sono stati conferiti i Premi alla Carriera e all’Eccellenza a icone mondiali come l’étoile Giuseppe Picone, Steve La Chance e Karl Alfred Schreiner — ne consolida ulteriormente il prestigio e la preziosa collaborazione con il comitato di promozione sportiva ACSI Napoli.
Il ruolo centrale di Antonella Laezza all’interno della serata testimonia la grande autorevolezza e la stima di cui gode nell’intero settore, accreditando la sua scuola come un vero punto di riferimento per la didattica sul territorio. Il successo straordinario della manifestazione è stato, infatti, il frutto di una perfetta sinergia tra le più importanti figure del comitato ACSI: se la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata al celebre coreografo Francesco Annarumma, la complessa macchina organizzativa è stata curata da Massimo De Santis (referente del Settore Danza di ACSI Napoli) con la preziosa e fondamentale collaborazione della stessa Laezza.
Operare a stretto contatto con personalità di tale calibro riflette la straordinaria professionalità, la passione e il rigore che la direttrice porta ogni giorno nelle sale della sua accademia.
Di conseguenza, gli allievi di “A passi di Danza ” hanno la straordinaria opportunità di formarsi in un ambiente di assoluto livello, dove si studia regolarmente con maestri e coreografi di chiara fama nazionale e internazionale e si apprende il valore del sacrificio e dell’impegno richiesti da quest’arte.
L’immagine di Antonella Laezza, immortalata sul proscenio di Villa Campolieto, diventa così l’emblema di una Campania che produce cultura, bellezza e soprattutto formazione di altissima qualità, capace di creare un ideale ponte tra chi ha già scritto la storia della danza e i giovani talenti che stanno costruendo il proprio futuro artistico.





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