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Cerchi lavoro? Attenzione…

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In una situazione storica come quella in cui versiamo noi nella provincia di Napoli, sono sempre di più le persone che cercano lavoro. Il metodo più rapido nel reperire offerte sono i gruppi Facebook dove moltissime persone hanno trovato un lavoro ma anche una truffa. Sia chiaro, nulla di pericoloso, la truffa di cui parliamo è quella dei falsi annunci.

“ Cerchiamo autisti, magazzinieri, commesse ecc ecc”

Gli speranzosi inviano i loro curriculum in attesa di un lavoro che possa permettergli di guadagnare, di portare avanti le loro famiglie e quando arriva la chiamata dell’azienda, la speranza aumenta, i sogni iniziano ad avvicinarsi e a prendere una forma reale.

Ma qui il misfatto: gli ignari si presentano al colloquio e sorpresa… di autisti magazzinieri e commesse nemmeno nei pensieri più reconditi: si tratta di aziende che cercano agenti porta a porta oppure operatori call-center. Sia chiaro che questi sono lavori di tutto rispetto, ma creare uno specchietto per le allodole per reclutare nuove leve è subdolo nonché lesivo della dignità umana e del diritto all’affermazione personale.

Girovagando sui social mi è capitato di leggere il post di un ragazzo che ha risposto ad un annuncio di lavoro proposto da un’azienda importante di trasporti. Cercavano, per modo di dire, un autista con esperienza. Anche in questo caso, la truffa ideologica è servita: non solo il lavoro non esisteva in quanto gli è stato proposto il classico porta a porta, ma l’azienda di trasporti non era minimamente a conoscenza di questo annuncio. In questo caso quindi la truffa non è solo di stampo morale, ma si sconfina anche nel penale. Infatti si è impropriamente utilizzato il marchio e il nome di un’altra società.

Vi consigliamo, a questo punto, di fare uno screen degli annunci di lavoro a cui mandate i vostri curriculum in modo da segnalare tempestivamente alle autorità competenti qualora l’annuncio non sia corrispondente alla figura ricercata.

Diffidate da annunci poco chiari ed equivoci.

Diffidate da chi al telefono non vi da specifiche sul tipo di lavoro perché chi non ha nulla da nascondere, fornisce tutte le informazioni del caso.

Diffidate da chi non vi dice il nome dell’azienda per cui chiama.

Verificate sempre tramite internet il nome dell’azienda che vi contatta.

Speriamo che nel “nostro piccolo” siamo riusciti a farvi porre attenzione a questa consuetudine ormai sempre più diffusa.

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Omicidio vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, domiciliari per Hjorth: andrà dalla nonna al mare

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A dodici giorni dalla decisione della Corte d’Assise di Appello che ha ridotto a 11 anni e 4 mesi la sua condanna, Gabriele Natale Hjorth, uno dei due studenti americani coinvolti nella morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ottiene gli arresti domiciliari.

I giudici della II sezione hanno, infatti, accolto una istanza presentata dai difensori disponendo la scarcerazione dell’imputato e stabilendo nell’appartamento della nonna del ragazzo, a Fregene, centro del litorale romano, il luogo dove dovrà proseguire la detenzione.

Per il condannato è stato disposto il braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con l’esterno. Una decisione che ha provocato la forte reazione della moglie di Cerciello Rega che venne ucciso con 11 coltellate inferte da Finnegan Lee Elder, che ha visto ridursi la condanna nell’appello bis a 15 anni e due mesi, la notte del 25 e il 26 luglio del 2019 in strada a Roma.

Nel processo di primo grado i due giovani americani vennero condannati all’ergastolo. Una pena poi ampiamente rivista al ribasso dopo il secondo processo di appello disposto dalla Cassazione. I giudici hanno fatto cadere le aggravanti, ammesso il rito abbreviato e questo ha portato ad una sensibile diminuzione degli anni da scontare in carcere. In particolare per Elder è arrivata anche una assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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Omicidio di Giulia Cecchettin, il 23 settembre parte il processo a Filippo Turetta

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Il 23 settembre prossimo prenderà il via la prima udienza del processo a Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, davanti alla Corte d’Assise di Venezia, con il collegio presieduto dal giudice Stefano Manduzio.

L’accusa, formulata dal Pm Andrea Petroni, è di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking. 

Il rito immediato è stato disposto dopo che Turetta, in accordo con il legale di fiducia Giovanni Caruso, ha rinunciato all’udienza preliminare davanti al Gup, che era prevista oggi e mercoledì. Caruso aveva detto che la scelta dell’iter processuale “consegue a un percorso di maturazione personale del gravissimo delitto commesso, e alla volontà che la giustizia faccia il proprio corso nei tempi più rapidi possibili e nell’interesse di tutti”.
Il femminicidio fu commesso l’11 novembre 2023.

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Rapporto annuale Ice, sale l’export del Mezzogiorno

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Nel 2023 il Mezzogiorno ha registrato una crescita dell’export di poco inferiore al 3%.

Una buona performance legata soprattutto alla crescita registrata dalla Campania, in particolare per i flussi di prodotti farmaceutici verso la Svizzera e di autoveicoli verso il mercato nordamericano.

Lo si legge nel rapporto annuale dell’Ice.

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