CARDITO – Sono stato in silenzio, non ho scritto, ho ricevuto fango e senza che io dicessi la mia mi sono ritrovato menzionato in alcuni post di chi soffre di complessi di anonimato.

Tanto per cominciare a mettere nero su bianco, c’è da dire che difficilmente si può trovare in rete un mio editoriale privo di contenuti. A me le sfide piacciono, ma quando dall’altra parte c’è qualcuno che sul tavolo pone dei temi, dei contenuti, delle questioni su cui dibattere.

Quello che si sta assistendo oggi su alcune pagine di testate online – che se non fossero spinte e spammate dai soliti facinorosi all’interno dei gruppi social cittadini, neanche avrei mai saputo l’esistenza – ha del circense ai limiti del ridicolo. Nani e ballerine che si dimenano in un vortice di accuse e sputi che a leggerli, oltre a far rabbrividire la più vaiassa dei bassi napoletani, può far davvero indignare quella categoria di giornalisti seri che in comune con chi in questo momento si sta dilettando a Cardito ha solo quel pezzo di carta in tasca, raggiungibile anche con due anni di praticantato a “Il Corriere dei Piccoli”. Con tutto il rispetto per quest’ultima testata giornalistica. Ma veniamo ai fatti.

Nei giorni scorsi a Cardito c’è stato un giornalista che appostato sul marciapiede ha girato un video di due su un motorino e lo ha pubblicato su Facebook attraverso il proprio profilo social, senza né descrizione e né didascalia. Il video è stato prontamente ripreso dall’ex consigliere Francesco Pisano che nel suo post informa che i due sul motorino, altri non sono che l’assessore Boemio e lo staffista del sindaco Fischer, entrambi senza casco su un ciclomotore privo di copertura assicurativa e con due fermi amministrativi. La domanda a questo punto sorge spontanea. Chi è il giornalista, chi ha girato il video o chi ha informato sull’illecito? Perché il giornalista ha aspettato che a denunciare fosse un politico tra l’altro avvocato? Ma il punto non è questo!

Premesso che se è vera questa storia io mi sarei aspettato tutt’altro, rispetto a come sono andate le cose. In un contesto normale chi ha informato la cittadinanza sulla gravità della vicenda sarebbe corso immediatamente alle Forze dell’Ordine a denunciare e chi commette l’illecito si sarebbe dimesso immediatamente dalla carica istituzionale che ricopre. Ma a Cardito tutto questo non accade. Perché né al denunciante e né al denunciato interessa l’aspetto legale, la morale o la legalità. Il tutto serve solo per fare “ammuina” per fini strumental-politic e in questo sono bravi quelli che fanno il lavoro sporco, quelli che scrivono sui portali delle vene varicose per intenderci, quelli che di politica comprendono solo: “che ruolo ottengo dopo questo lavoretto”?

Ed ecco che gli stessi cominciano a saccheggiare la bacheca Facebook dell’assessore fino a risalirla di quattro anni addietro, trovando finalmente un qualcosa che lo sputtani e lo pone alla gogna mediatica. Un post di “Pane e malavita”, una fanpage che idolatra la vita borderline, ci mette poco a far passare l’attuale assessore ai Lavori pubblici come il mafioso di turno e non fa nulla se in realtà le persone a Cardito si conoscono tutte, compreso Francesco Boemio. Oggi lui ha la colpa di essere assessore a quel ramo che tra poco rivolterà Cardito come un calzino.

L’assessore Boemio non si è dimesso, l’ex consigliere Pisano, dimissionario perché non all’altezza del confronto, non ha avuto lo stesso ardire nell’informare la cittadinanza di una sua eventuale denuncia e la situazione rimane quella circense descritta poc’anzi con l’unico scopo di distruggere mediaticamente l’assessore e colpire politicamente il sindaco Cirillo che in questa diatriba ha pensato bene non scendere.

Ma quanta politica c’è in tutto questo? Zero, anzi meno di zero. Ed è proprio perché questi signori non sono all’altezza di confrontarsi nei contenuti che mettono in scena il teatrino delle accuse. Sia chiaro il fatto se è vero è da condannare, ma vorrei sapere per quanto tempo ancora dobbiamo impantanare Cardito su questa storia? Ma allora qual è la verità?

La verità è che questo sistema creato da certi soggetti riponeva le proprie speranze in una sola persona, che secondo questi dall’interno poteva fare implodere la maggioranza, sto parlando del leader di Cambiamo Verso Peppe Barra. L’ex sindaco è da sempre stato la spina nel fianco di Cirillo, grazie al risultato bulgaro ottenuto dal primo cittadino, Cambiamo Verso nei primi tre anni di consiliatura ha goduto dell’ottanta per cento della gestione carditese senza ottenere alcun risultato, così l’opposizione dimissionaria e quella restata fuori le mura hanno goduto per poco tempo delle diatribe nate tra i cirilliani e i barriani, con la speranza che questa guerra fratricida potesse permettere un cambio di potere al vertice e raccogliere i frammenti lasciati per strada.

Tutto questo non è avvenuto. Peppe Barra è stato messo all’angolo, il suo delfino costretto a dimettersi e attualmente Cirillo in Consiglio gode della maggioranza assoluta viste le continue assenze in aula dell’opposizione. Cosa c’è di meglio per far rosicare a quelli che vorrebbero stare al posto suo o a quelli che inutilmente hanno sempre aspettato una prebenda o un posto da staffista? Nulla. Cirillo senza far nulla suscita invidia, rabbia e gelosia da parte di quel sistema politico clientelare basato sulla pagnotta. Questa è la verità, il primo cittadino ha bandito la pagnotta e i pagnottisti si ribellano.

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