Resta sintonizzato

Salute

Dalla medicina di genere alla tutela sul lavoro: a Napoli il convegno A.I.P.&P. per ridefinire la sicurezza al femminile

Pubblicato

il

NAPOLI – Passare dalla teoria della medicina di genere alla pratica concreta della protezione nei luoghi di lavoro: è questo l’obiettivo del convegno “La Sicurezza di Genere”, promosso dall’associazione A.I.P.&P. (Associazione Italiana Prevenzione e Protezione), in programma il 22 settembre 2026 a partire dalle ore 9:00, presso la Sala Conferenze ACEN in Via Riviera di Chiaia 202 a Napoli. L’evento riunirà le principali istituzioni nazionali e territoriali, rappresentanti del mondo medico, legale e delle imprese, per affrontare le sfide legate al benessere e alla tutela della salute femminile a 360 gradi.

I lavori si apriranno con l’introduzione dell’Ing. Ludovico Russo (Presidente A.I.P.&P.) e i saluti del Dott. Antonio Savarese (Presidente ACEN), sotto la moderazione della Dott.ssa M. Ludovica Genna (Vicepresidente A.I.P.&P.). Ampio e articolato il parterre degli interventi istituzionali previsto a partire dalle 10:30, che vedrà i contributi del Dott. Ing. Vittorio Genna (Presidente Unione Industriali di Napoli e Provincia), del Dott. Angelo Andretta (Direttore Regionale Vicario INAIL Campania), del Dott. Giovanni De Paulis (Direttore Interregionale Sud Ispettorato del Lavoro), della Dott.ssa Loredana Raia (Presidente V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale della Regione Campania), del Dott. Domenico Palmieri (Presidente Osservatorio “Napoli Città Sicura”), dell’Arch. Alessandro Castagnaro (Presidente ANIAI), del Dott. Luigi Bianco (Past President Federmanager Napoli, Avellino, Benevento, Caserta), della Dott.ssa Clara Imperatore (Consigliere Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia), dell’Ing. Pietro Aterno (Presidente CTS AIAS e Coordinatore Regione Campania), dell’Avv. Carmine Foreste (Presidente Ordine degli Avvocati di Napoli), dell’Avv. Daniela Farone (Presidente Comitato Pari Opportunità Ordine degli Avvocati di Napoli), del Prof. Adolfo Gallipoli (Presidente LILT Napoli), della Dott.ssa Sunny De Vita (Cittadinanza Attiva – Coordinatrice Napoli Ovest), dell’Avv. Maria Giuseppina Chef (Presidente Rotary Club Napoli Est), dell’Avv. Antonio Tosi (Presidente TE.AM. Centro Studi), del Dott. Angelo Coviello (Amministratore Unico IGB Srl) e del Dott. Bruno Talento (Presidente SIPMEL Campania). Un momento di centrale rilievo simbolico e formativo della mattinata, fissato per le ore 13:00 prima del light lunch, sarà la presentazione del Premio Scuola “M.d.L. Mario Corrente”, intitolato allo storico Presidente Onorario A.I.P.&P., nato per diffondere la cultura della sicurezza e dell’etica del lavoro tra le giovani generazioni.

Nel pomeriggio, il convegno entrerà nel vivo del dibattito scientifico e operativo con due sessioni specialistiche. La sessione medico-sanitaria, presieduta dal Dott. Pasquale Ruffolo, vedrà gli interventi della Prof.ssa Maria Triassi (Federico II) sulla formazione universitaria, della Dott.ssa M. Ludovica Genna (Vicepresidente A.I.P.&P.) sulla medicina di genere, della Dott.ssa Sunny De Vita (Cittadinanza Attiva) sulla conciliazione famiglia-lavoro, della Prof.ssa Roberta Vacca (Unisob e Consigliere A.I.P.&P.) sulla sicurezza psicologica e del Dott. Roberto Mabilia (LILT) sulla prevenzione oncologica nei luoghi di lavoro. A seguire, la sessione tecnico-aziendale, presieduta dal Prof. Ing. Renato Pingue Presidente CTS A.I.P.&P., analizzerà la valutazione del rischio in ottica di genere ex art. 28 D.Lgs. 81/08 insieme alla Dott.ssa Rossella Continisio (INAIL CTSS Regionale), le responsabilità legali e i modelli 231 con il giuslavorista Prof. Dott. Nino Carmine Cafasso, la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 attraverso il caso studio GORI S.p.A. illustrato dall’Ing. Marianna Panico (HQSE GORI S.p.A.) e la testimonianza aziendale fornita dal Dott. Giovanni Fiore (GF Service). Le conclusioni, previste per le ore 17:30, saranno affidate al Presidente A.I.P.&P. Ing. Ludovico Russo.

LAST_LOCANDINA

Continua a leggere
Pubblicità

campania

Arriva il Virus Shamonda, casi in alcuni allevamenti della Campania.

Pubblicato

il

Si terrà questa mattina la conferenza stampa dedicata agli aggiornamenti sul recente rilevamento del virus Shamonda in alcuni campioni della popolazione bovina e bufalina in provincia di Salerno.

Si tratta di un arbovirus appartenente al sierogruppo Simbu, identificato per la prima volta in Nigeria negli anni ’60. Il virus colpisce in particolar modo i bovini ma è stato riscontrato anche in ovini, caprini, alpaca e cavalli. La trasmissione avviene principalmente attraverso insetti vettori del genere Culicoides.

Attualmente non esistono prove di trasmissione diretta all’uomo e il virus non rappresenta un rischio per la salute pubblica, né per il consumo di latte e carne. Al contrario, per gli animali, può presentarsi con sintomi molto forti mettendone anche a rischio la vita.

All’incontro di questa mattina, che si terrà presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, parteciperà l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, insieme a Giuseppe Iovane, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Nel corso della conferenza saranno presentati i dati relativi ai rilevamenti effettuati e illustrate le informazioni riguardanti gli aspetti di sicurezza alimentare, al fine di fornire elementi chiari e scientificamente fondati, assicurando una corretta informazione. Al momento non vi è alcuna emergenza né allarme legato alla trasmissione del virus tra la popolazione.

Continua a leggere

Napoli

Medicina di laboratorio e natalità. Il convegno promosso dalla SIPMeL Campania

Pubblicato

il

NAPOLI – Il costante calo delle nascite nel nostro Paese continua a sollevare forti preoccupazioni per la tenuta del sistema sociale ed economico. Di fronte a un indice di fecondità tra i più bassi d’Europa, la risposta del mondo sanitario passa attraverso la prevenzione e l’innovazione scientifica. Se ne è parlato al Salone De Gaudio del Circolo Canottieri Napoli nel corso del convegno promosso dalla Sezione Regionale Campania della SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio), focalizzato sul ruolo presente e futuro della diagnostica di laboratorio nello studio della fertilità.

Ad aprire e introdurre i lavori è stato il Dott. Bruno Talento, Presidente SIPMeL Campania, che ha sottolineato l’importanza dell’approccio multidisciplinare per affrontare un problema così complesso. L’appuntamento, curato dalla direzione scientifica composta dai dottori Maria Ludovica Genna, Pio Grimaldi e Michele D’Orazio, ha visto la partecipazione sinergica di diverse figure professionali: medici di varie specializzazioni, biologi, chimici e tecnici sanitari, uniti per delineare strategie cliniche integrate.

L’infertilità si conferma una condizione articolata e multifattoriale, influenzata non soltanto dal progressivo innalzamento dell’età media in cui si sceglie di avere figli, ma anche da molteplici variabili biologiche, ambientali e comportamentali. Durante il dibattito è stato evidenziato come le alterazioni del sistema endocrino, i fattori infettivi e infiammatori dell’apparato riproduttivo, insieme all’uso di determinate terapie farmacologiche o a stili di vita scorretti, possano compromettere la capacità riproduttiva della coppia.

In tale contesto, la diagnostica avanzata si rivela un alleato indispensabile: non un semplice passaggio conoscitivo, ma un vero strumento d’intervento tempestivo in grado di individuare anomalie anche minime prima che generino complicanze più gravi.

I lavori hanno toccato molteplici aspetti scientifici, muovendosi dall’analisi della qualità ovocitaria e spermatica fino alle frontiere della genetica, della diagnostica pre-impianto e dello studio dei biomarcatori metabolici. L’evento ha messo in luce la necessità di un’alleanza stretta tra la ricerca di base, la medicina di genere e le pratiche di laboratorio quotidiane.

Accanto all’aspetto puramente clinico, si è discusso anche della valorizzazione delle professioni sanitarie e degli aggiornamenti contrattuali del settore, considerati elementi cardine per garantire standard assistenziali elevati e continuativi. La risposta al problema della denatalità, è stato ribadito in chiusura, richiede un impegno corale capace di coniugare rigore scientifico, informazione trasparente per i cittadini e percorsi di prevenzione fruibili fin dalla giovane età.

Continua a leggere

Afragola

Il tuo domani non può aspettare: perché decidere oggi è il più grande atto d’amore

Pubblicato

il

In Campania, la cultura del “testamento biologico” fatica a decollare. Eppure, depositare una DAT non significa arrendersi, ma garantire a sé stessi e ai propri cari la dignità di una scelta consapevole. Ecco perché ignorare questa possibilità è un peso che, prima o poi, ricadrà su chi amiamo. C’è un momento, nel silenzio di una stanza di rianimazione o davanti a una diagnosi inaspettata, in cui il tempo sembra fermarsi. È l’istante in cui la vita di una persona non dipende più dai propri desideri, ma dalle decisioni di altri. In Italia, dal 2017, la legge 219 ci offre uno strumento fondamentale per evitare che quel momento si trasformi in un incubo burocratico e affettivo: la Disposizione Anticipata di Trattamento (DAT), comunemente nota come “testamento biologico”. Eppure, a Napoli e in tutta la sua provincia, il dato è allarmante: solo un adulto su venti ha ufficializzato la propria volontà. Significa che 19 famiglie su 20, in caso di necessità, si ritroveranno a dover indovinare le intenzioni di un caro, tra il dolore straziante della perdita imminente, i dubbi etici e, nei casi più complessi, le aule di un tribunale. Il pregiudizio più duro da abbattere è che la DAT sia una “firma per morire”. Niente di più lontano dalla realtà. Compilare una DAT significa, al contrario, rivendicare il diritto a vivere come si vuole. È l’affermazione suprema della propria identità: sei tu, oggi, nel pieno delle tue facoltà, a decidere quali terapie accettare, quali rifiutare, fino a che punto spingere l’accanimento terapeutico. Non lasci la scelta al caso, non la lasci alla burocrazia, non la lasci alla disperazione di un familiare che, davanti a un medico, non saprà cosa rispondere. Spesso si evita di parlare della DAT per una sorta di scaramanzia, o per la paura di evocare la fine. Ma il vero rischio non è parlare di morte; è lasciare ai propri figli, al proprio partner o ai propri genitori il fardello di dover decidere per noi. Quando non c’è una DAT, la legge prevede percorsi complessi. Spesso deve intervenire un giudice, e il peso della scelta ricade su chi, in quel momento, è già distrutto dal dolore. Proteggere i propri cari significa anche questo: togliere loro il dubbio atroce di “stare sbagliando”. La burocrazia, in questo caso, è un alleato semplice. Non serve un notaio né un avvocato. Basta scaricare il modulo dal sito del Ministero della Salute, mettere nero su bianco le proprie volontà — dalla rianimazione alla nutrizione artificiale — e nominare un “fiduciario”, ovvero la persona di cui ti fidi ciecamente per rappresentarti. A Napoli, come nei comuni di Pozzuoli, Torre del Greco o Castellammare, gli uffici dello Stato Civile sono pronti ad accogliere queste disposizioni. È un servizio gratuito, rapido, che richiede meno tempo di una pausa caffè. Tuttavia, quegli sportelli restano troppo spesso deserti. La DAT non toglie speranza; toglie solo il terrore di non essere capiti. È un atto di responsabilità verso la propria vita e un gesto di protezione verso chi cammina al nostro fianco. Questa sera, a cena, provate a parlarne. Non serve un tono drammatico: basta la consapevolezza che, in una vita fatta di tante incertezze, avere il controllo sul proprio corpo e sulla propria dignità è un diritto che nessuno dovrebbe ignorare. Perché, quando arriverà il momento in cui servirà, sarà troppo tardi per iniziare a parlare.

Continua a leggere

Popolari