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POMIGLIANO. Centro per giovani intitolato a Falcone e Borsellino

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POMIGLIANO D’ARCO – È stato intitolato ai giudici vittime della mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il centro per i ragazzi tra gli 8 ed i 16 anni di Pomigliano d’Arco (Napoli), destinato alle attività artistiche e ludico-ricreative per tenere i giovanissimi “al riparo da tante insidie e distrazioni che possono condizionare negativamente il loro percorso di crescita”. Il centro, inaugurato nella Piazzetta Boris Giuliano nella zona del Parco Partenope, ospiterà 40 ragazzi che potranno partecipare ai vari laboratori organizzati su Street Art, Circo Sociale, Ceramica e Musica Rap. Inoltre, nel centro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, si svolgerà anche un’attività di affiancamento allo studio pomeridiano per offrire ai ragazzi un reale supporto per il recupero di materie scolastiche, motivare allo studio e far acquisire una metodologia che li renda sempre più autonomi nello svolgimento dei compiti e nell’organizzazione delle materie di studio. “È stato bello percepire l’entusiasmo per l’iniziativa – ha commentato Salvatore Esposito, assessore alle Politiche Sociali ed al Lavoro del Comune di Pomigliano d’Arco – ci auguriamo che, per i ragazzi del nostro territorio, possa rappresentare un punto di riferimento grazie alle tante attività laboratoriali che saranno offerte a titolo completamente gratuito”. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il sindaco di Pomigliano d’ Arco, Gianluca Del Mastro, ed i carabinieri rappresentati dal comandante della compagnia di Castello di Cisterna, il maggiore Pietro Barrel. “Un plauso all’Assessore Esposito – ha detto Del Mastro – e a tutti coloro che hanno collaborato per questo importante risultato. Un ringraziamento, infine, al writer Mario Casti che ha realizzato un bellissimo murales che ravviva il luogo e rende il senso del segnale che da questo Centro si diffonde in tutto il territorio”.

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Blitz della Polizia, scoperta autorimessa adibita a parcheggio abusivo: nei guai un 50enne

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Blitz della Polizia Stradale di Nola, che lo scorso venerdì ha proceduto ad un controllo amministrativo presso un’autorimessa nel territorio di Nola.

In particolare, gli agenti hanno accertato che un lotto di terreno di circa 1570 mq è stato recintato dal locatario, un 50enne del posto, e adibito all’attività di parcheggio di veicoli senza nessun titolo autorizzativo, e senza aver adottato misure di adeguamento previste dalla vigente normativa in materia di reati ambientali.

Inoltre, all’interno del parcheggio sono stati rinvenuti numerosi manufatti in materiale ferroso in stato di arrugginimento, ed altri materiali di risulta derivanti da scarti edili. Pertanto, alla luce di tali accertamenti, il parcheggio è stato sottoposto a sequestro.

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Pericolo sciacalli a Ischia: 53enne ruba un’auto sui luoghi della tragedia

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Controlli serrati dei carabinieri a Ischia, durante i quali un 53enne di Forio già noto alle forze dell’ordine, è stato sorpreso alla guida di un’auto rubata poco prima in una delle zone più colpite dalla frana. Adesso dovrà rispondere di ricettazione, mentre l’auto è stata restituita al legittimo proprietario.

Inoltre, in piazza Di Maio, un 30enne del posto è stato trovato in possesso di una dose di cocaina, ed è stato segnalato alla Prefettura. In totale, sono state identificate 112 persone e controllati 75 veicoli.

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Parrocchiano si innamora del sacerdote e lo perseguita: denunciato

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Si era innamorato di lui tra i banchi di scuola, per poi continuare a vederlo in un’altra veste. Stiamo parlando di un parrocchiano di 62 anni, che per mesi avrebbe perseguitato il sacerdote della chiesa che frequentava, telefonandolo a qualsiasi ora e perseguitandolo con appostamenti e minacce.

Tuttavia, alcuni mesi fa, un’ordinanza del Tribunale di Roma ha proibito al fedele di avvicinarsi al prete e alla chiesa dove egli celebra la messa. Pertanto, la vicenda rischia di finire in tribunale e la Procura è pronta a chiedere il processo per il parrocchiano, con l’accusa di stalking.

In particolare, i fatti risalgono al gennaio 2021 nella chiesa del quartiere San Giovanni. Proprio qui, nonostante i continui rifiuti della vittima, egli ha proseguito nella sua ossessione fino ad arrivare alla denuncia.

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