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Cardito

CARDITO. Ancora zero risposte per la famiglia di Pasquale Russo assassinato 7 anni fa.

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CARDITO – I cari di Pasquale Russo imprenditore ammazzato nei pressi della villa comunale di Cardito il 5 novembre 2015, ex consigliere comunale e padre di famiglia, non si rassegnano.

A distanza di 7 anni non è stata fatta ancora luce sulla verità e sui motivi del suo omicidio. Oggi sarà celebrata la messa commerativa nella chiesa di Sant’Eufemia a Cardito.

“Pasquale continua a mancarci” queste le parole del fratello Mimmo imprenditore del settore edilizio.

Pasquale Russo padre di tre figli era conosciuto e ben voluto da tutta la comunità locale, da amici, parenti e semplici conoscenti. Avrebbe tanto voluto veder coronare il sogno di sua figlia che il 25 ottobre scorso si è laureata in giurisprudenza con 110 e lode.

Tutti insieme lo ricorderanno in un momento di raccoglimento in via Kennedy nei pressi della villa comunale a Cardito.

“Io e la mia famiglia – ancora il fratello della vittima – abbiamo ancora fiducia nella magistratura anche se le cose vanno a rilento ma prima o poi la magistratura farà il suo dovere e a darci il nome dei mandatari ed esecutori. La nostra speranza risiede proprio negli ultimi sviluppi delle indagini, che restano secretate, e nelle parole del pentito di camorra Michele Puzio che con le sue parole sta diradando qualche nube”.

Pasquale Russo ammazzato il 5 Novembre 2015
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Caivano

Caivano e Cardito: Carabinieri effettuano servizio di controllo in citta, arresti e sequestri

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I carabinieri della compagnia di Caivano hanno effettuato un servizio coordinato a largo raggio nella città a nord di Napoli e a Cardito con diversi controlli e perquisizioni.
Durante le operazioni i militari della locale stazione insieme ai colleghi della sezione radiomobile hanno rinvenuto e sequestrato in un’area condominiale di via Antica Belvedere una pistola a tamburo marca Iver Jonson calibro 38 con 4 colpi all’interno del tamburo e una pistola semiautomatica Browning cat-6754 carica di 8 colpi di cui uno in canna. Rinvenuta anche una busta con all’interno altri 10 colpi calibro 38.

Non solo armi ma anche droga: trovate 6 buste sottovuoto con all’interno marijuana per un peso complessivo di 658 grammi e 11 panetti di hashish che invece superano il chilo di droga. Sequestrata poi altro stupefacente già pronto per la vendita: 47 stecche di hashish e 42 bustine termosaldate con all’interno marijuana per altri 213 grammi complessivi di droga. Trovato anche un bilancino di precisone e diverso materiale per il confezionamento. Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti per verificare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti.

A Caivano i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato su disposizione della Corte di Appello di Napoli Massimo Martino*, 47enne del Parco Verde già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era già agli arresti domiciliari ed è stato trasferito nel carcere di Poggioreale dove dovrà scontare la pena di 8 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

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campania

Cardito. Ergastolo ai colpevoli della morte di Giuseppe Dorice

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La Corte di Assise di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Alfonso Barbarano, giudice a latere Davide Di Stasio) ha confermato la condanna all’ergastolo per Toni Essobti Badre per l’omicidio del piccolo Giuseppe, il bimbo picchiato a morte, anche con un bastone, il 27 gennaio 2019, a Cardito, in provincia di Napoli, e per il tentato omicidio della sorellina. Determinante è per la decisione, è stato il comportamento di Valentina che non ha impedito l’omicidio del figlio .Al termine del primo grado di giudizio Essobti e Casa erano stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a sei anni di reclusione.

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Cardito

CARDITO. Caso violazione Piano Casa. Assolti il dirigente Imbemba e il dipendente Archetto

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CARDITO“Giustizia è fatta!” Questa è la frase che sicuramente avranno esclamato gli otto indagati che nell’aprile del 2021 vennero iscritti nel registro degli indagati dal Pubblico Ministero Patrizia Dongiacomo per abuso d’ufficio, sospettati di aver violato la norma del Piano Casa per quanto concerne l’aumento delle volumetrie su alcuni immobili, altre contestazioni quali permessi a costruire irregolari, mancanza della dichiarazione di inizio attività (Dia) ed altre cose similari.

Tra questi, ricordiamo, erano iscritti anche il Responsabile del settore Urbanistica del Comune di Cardito Pasquale Imbemba e il dipendente comunale geometra Antonio Archetto, padre della neo consigliera Valeria Archetto.

All’epoca dei fatti gli organi di diffusione d’odio nei confronti dell’Amministrazione Cirillo senza voler fare il proprio dovere di cronista, ossia interessarsi alla cosa, indagare e conoscere leggi e fatti, sentenziarono e gridarono allo scandalo. Il vate di tutti gli hater carditesi, ossia l’urlatore col tesserino in tasca – ahinoi per chi fa ‘sto mestiere – un anno e mezzo fa scriveva: “Una miriade di spunti e riflessioni si susseguono in questa gestione scellerata, in questo scempio amministrativo, in quella che potremmo definire la Willy Wonka del mattone. Dalla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Napoli Nord di Aversa, sembrano arrivare segnali di speranza, sono piovuti come un fulmine a ciel sereno ben otto avvisi di garanzia, lasciando diaccio gli attori protagonisti. Il Ctu (consulente tecnico d’ufficio), nominato dalla Procura della Repubblica, parla di un vero e proprio ‘sacco’ alla città, usando il sostantivo che da anni ha accompagnato ed annerito i nostri articoli, ‘sistema‘. I responsabili, secondo la relazione dell’ingegnere FC., sono i sindaci che negli anni si sono succeduti e la politica in generale, oltre ai tecnici compiacenti”.

Grandissima figuraccia dell’hater storico del Sindaco Cirillo, d’altronde cosa aspettarsi da chi spera in un posto al sole che però per demeriti propri non arriva mai?

La figura barbina degli spalatori di fango arriva proprio oggi quando il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale Napoli Nord Dott.ssa Vera Iaselli emette sentenza dichiarando di non dover procedere nei confronti degli otto indagati – compresi Pasquale Imbemba e Antonio Archetto – per i reati loro ascritti in quanto il fatto non sussiste.

Si, ha scritto proprio così il giudice: “Il fatto non sussiste”. In poche parole è stata presa una grossa cantonata da parte di alcuni membri della Procura e gli hater dovranno aspettare il prossimo sospetto per continuare a spalare fango addosso alla figura del Sindaco Cirillo e la sua Amministrazione.

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