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Mensa scolastica a Napoli, divampa la protesta delle mamme: “Siamo a livelli vergognosi”

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Divampa la protesta della mamme per il servizio di refezione scolastica a Napoli. In particolare, i pasti distribuiti agli alunni sarebbero di scarsa qualità e in alcuni casi insufficienti. Tuttavia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata una lasagna alla zucca la cui sfoglia all’uovo, sembra essere stata troppo friabile e anche cruda.

Pertanto, è in programma oggi, a Piazza Dante, una protesta cui parteciperanno diverse mamme, le quali si sono così rivolte al Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli:

“Sono una mamma di un bambino che frequenta l’asilo, in municipalità 2 comune di Napoli. Ci sono stati problemi con la mensa, e le mamme con la preside hanno organizzato un incontro aperto a Piazza Dante. Intanto, le invio le foto del primo piatto di oggi, così che si possa rendere conto della gravità della situazione”;

E ancora: “Salve consigliere, mia figlia frequenta la prima elementare della scuola Fava Gioia a Napoli. La mensa di martedì, da quanto raccontato dai bambini, prevedeva 3 maccheroni a testa poiché non c’era abbastanza quantità di cibo. In più le maestre, non hanno potuto mangiare per lo stesso motivo. Oggi, invece c’era la lasagna, e allego foto per farvi capire i livelli in cui siamo messi. Preciso che paghiamo la quota mensa”.

Non si fa attendere la replica di Borrelli:

“Ascolteremo le voci di tutti i genitori, e al contempo esamineremo come viene svolto il servizio mensa. I pasti serviti nelle scuole devono essere idonei, sufficienti a soddisfare le esigenze di tutti, e igienicamente impeccabili. Monitoreremo la situazione, finché non si avrà la certezza che la ditta incaricata del servizio sia idonea a svolgere il proprio compito, in caso contrario bisognerà provvedere a cambiarla”.

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Spaccio di droga nel Casertano, coinvolti un finanziere e un carabiniere: le ultime

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La storia che vi stiamo per raccontare riguarda un carabiniere, un finanziere e un commerciante del posto di Sparanise, in provincia di Caserta, accusati di aver gestito una piazza di spaccio.

Tuttavia, il finanziere Stefano Monteforte è da ieri associato agli arresti domiciliari. Mentre restano indagati a piede libero il carabiniere Salvatore D. e il commerciante Giuseppe M.. Pertanto, la posizione più grave è quella di Monteforte, il quale si occupava materialmente di consegnare la droga e mettere a disposizione dei suoi giovani clienti la propria casa.

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Napoli, gli abusivi sfrattati minacciano gli amici di Borrelli: “Bisogna liberare il quartiere dal tanfo della criminalità”

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Siamo a Napoli, in via Egiziaca a Pizzofalcone, dove questa mattina un gruppo di occupanti abusivi, che hanno per anni utilizzato un palazzo per i loro loschi affari e per viverci alle spalle della società, hanno fatto irruzione dove abita un amico disabile del Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, il quale ha così raccontato:

“Gli hanno detto che presto, la Polizia andrà via e loro si riprenderanno il quartiere e il palazzo di Pizzofalcone, e che i miei amici e familiari si dovranno tutti farsi la scorta se vorranno campare in pace. Di tutto questo ho informato subito il Questore, visto che questi delinquenti stanno avvicinando ed insultando ogni mio amico e conoscente che abita in zona. L’altra sera invece, hanno sfondato il portone della chiesa dove opera Don Michele, con il quale abbiamo fatto scattare le prime denunce. Parliamo degli stessi soggetti che hanno sfrattato la signora Carlotta, mentre era in ospedale. Le forze dell’ordine devono fermarli a tutti i costi. Bisogna liberare il quartiere dal tanfo della criminalità e prepotenza”.

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Prima fa sesso con la compagna davanti al figlio minorenne e poi gli fa vedere film porno: denunciato

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Incredibile episodio avvenuto la scorsa estate a Benevento, per il quale un 50enne è indagato dalla Procura di Lagonegro per corruzione di minorenni.

In particolare, l’uomo avrebbe compiuto atti sessuali con la convivente sotto gli occhi del figlio, consentendo all’undicenne di guardare film e video a contenuto pornografico, al fine di indurlo a simulare atti sessuali.

Tuttavia, la parte offesa avrebbe ribadito di essere estraneo ai fatti a lui ascritti, sostenendo l’infondatezza delle accuse a suo carico, che ritiene legate alla fine della relazione con la moglie.

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