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Incubo usura a Napoli: commerciante si ritrova a pagare 22mila euro dopo un prestito di 600 euro

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Un vero e proprio incubo quello vissuto da un commerciante di Napoli, vittima di usura aggravata dal metodo mafioso. Pertanto, per il medesimo reato, è finito in manette un 33enne già noto alle forze dell’ordine.

A tal proposito, ecco le parole del presidente del Forum delle Associazioni Antiusura e legale di Codici Campania, impegnati in una serie di azioni legali a tutela delle vittime di usura:

“Da un prestito iniziale di 600 euro, il commerciante si è ritrovato a dover pagare oltre 22mila euro. Nel corso del tempo l’uomo ha ridato all’usuraio 17mila euro, terrorizzato dalla parentela che ostentava con un personaggio di spicco di un clan operante a Scampia e Secondigliano. I Carabinieri l’hanno bloccato quando stava intascando 500 euro. Il timore è che possano esserci altre vittime, e per questo ci siamo attivati per fornire assistenza legale”.

Rincara la dose Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici:

“La crisi sta spingendo sempre più persone a rivolgersi agli strozzini, per poter far fronte a spese fino a poco tempo fa di routine. Pensiamo alle bollette, per molti diventate insostenibili. Sono situazioni diffuse, estremamente delicate, perché la disperazione può portare a scelte sbagliate. Anche quando tutto sembra perduto, bisogna restare nella legalità. Chiedere un prestito ad uno strozzino non è la soluzione, ma l’inizio di un incubo. Gli strumenti di aiuto ci sono, e su quelli bisogna puntare”.

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Napoli, divampa la protesta degli studenti contro il 41Bis: occupata L’Orientale

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Divampa la protesta all’istituto universitario ‘L’Orientale’ di Napoli, dove alcune decine di studenti hanno tenuto un’assemblea nel pomeriggio presso la sede di Palazzo Giusso, al termine della quale hanno esposto uno striscione recante la scritta ‘Orientale Occupato contro il 41Bis. Alfredo libero’.

In particolare, l’assemblea è stata convocata per discutere della vicenda relativa all’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame ormai da mesi, come forma di protesta contro il regime del 41Bis cui è sottoposto.

Pertanto, all’assemblea hanno partecipato centinaia di ragazzi, uno dei quali ha così spiegato:

“Nel corso dell’assemblea abbiamo valutato quanto sta accadendo. Poi, abbiamo deciso di fare qualcosa anche per richiamare l’attenzione, così come è già avvenuto in altre città di Italia. Noi siamo al fianco di Cospito che sta protestando, noi siamo contro il 41 bis che è una misura che dev’essere subito abolita”.

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Nuova giornata di disagi per la mobilità a Napoli: al via i test sul nuovo treno, per cui la linea sarà interrotta

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È arrivato il giorno del nuovo stop alla metropolitana di Napoli. La linea 1 infatti resterà chiusa, dalle 9 alle 17, per i test sul secondo dei nuovi treni. Come già accaduto il 1 febbraio, non sono state predisposte navette sostitutive. Nuovi test dovrebbero essere previsti per giovedì prossimo. Il servizio in direzione Piscinola riprenderà alle 16.52 da Garibaldi, alle 16.45 da Municipio, alle 16.46 da Vanvitelli; in direzione Garibaldi invece alle 16.45 da Materdei, alle 16.45 da Rione Alto e alle 16.48 da Piscinola. Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, si trova al centro di una vertenza sindacale nazionale, e di notte non c’è disponibilità del personale dell’agenzia addetto alle verifiche del materiale rotabile.

“Le prove dei treni sono per me così importanti che dovendo scegliere il male minore, in questa fase di forte agitazione sindacale, purtroppo il male minore è chiudere alcune ore di mattina la linea 1 – sono le parole dell’assessore Edoardo Cosenza – Questa settimana accadrà giovedì. È dolorosissimo, però per noi immettere un secondo treno significa portare ai cittadini un miglioramento molto grande, perché il tempo di attesa scenderebbe a 10 minuti e mezzo” Dopo queste prove dinamiche, per le quali non basterà un solo giorno, bisognerà poi fare soltanto 5000 km, ma questo è un fatto nostro interno, possiamo farlo di giorno, di notte, non ci sono problemi. Alcuni degli stop giornalieri, questo devo precisarlo, si fanno per i vecchi treni”.

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Napoli. Senzatetto, in città sono più di 1400 al freddo

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L’inverno napoletano sta attraversando, in questi giorni, quello che dovrebbe essere il suo momento di freddo più intenso. Temperature vicine allo zero, che rendono questi giorni particolarmente duri per chi non ha un tetto sotto il quale trovare riparo. L’accoglienza ai clochard, tema quindi quandomai d’attualità, è l’argomento di cui abbiamo discusso con Benedetta Ferone, responsabile dei servizi per i senza fissa dimora della Comunità di Sant’Egidio. “C’è uno sforzo importante in corso, una sinergia costruttiva tra Comune, Chiesa di Napoli e associazioni. È vero che i posti non bastano, ma stiamo lavorando insieme e c’è disponibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti a continuare a farlo. 

Vorrei anche aggiungere: c’è bisogno di tutti. È vero che serve l’aiuto delle istituzioni, strutturale, un aiuto imprescindibile. Però è tutti insieme che possiamo fare la differenza”. “Noi come Comunità di Sant’Egidio abbiamo aperto un’accoglienza da freddo da inizio dicembre, ma si è subito riempita. La Chiesa di Napoli ha aperto Santa Maria del Trionfo in via Foria e ora aprirà una tensostruttura esterna riscaldata.” “Mi spiego: normalmente serve il permesso di soggiorno per accedere ad un dormitorio pubblico. L’assessore Trapanese, su nostra richiesta, ha disposto una stanza al piano terra nell’ex dormitorio pubblico alla quale si accede senza la necessità di mostrare il permesso di soggiorno.

È un tipo di accesso facilitato che è possibile anche al centro di via Bernardo Tanucci”.”Esatto, vediamo come va. Speriamo Anm sia tollerante e faccia entrare i senza fissa dimora prima della mezzanotte. Ne abbiamo parlato con l’assessore, è troppo tardi l’ingresso a quell’ora quando fa freddo. La nostra accoglienza apre alle 19.30 e siamo proprio al limite”.Sì, i posti al momento sono tutti occupati e c’è il problema di reperirne di ulteriori. Inoltre manca una risposta per le donne senza documenti, per le coppie, e per le persone con cani. C’è stata una forte richiesta anche da parte di queste categorie, ma al momento non è stato possibile rispondere positivamente

Come Comunità di Sant’Egidio sono ormai 30 anni che aiutiamo i senza fissa dimora, e nel tempo sono state tante le persone che con noi hanno fatto percorsi di uscita dalla strada. È un reinserimento sociale che comincia anche solo dall’avere un letto in cui dormire, dal fare due chiacchiere a cena, dal riappropriarsi di una dimensione sociale, di condivisione”.“Si può aiutare in due modi. Direttamente e di persona, innanzitutto segnalando, quindi essendo vigili quando si è in strada. Soccorrendo chi non è coperto abbastanza ad esempio, offrendogli una bibita calda, oppure facendo presente se c’è un problema più complesso. La seconda cosa che si può fare è raccogliere dei beni utili ad affrontare il freddo: sacchi a pelo, coperte, thermos”.

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